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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4915/2023 del 06/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Mantova del 5.1.2022 che, pur confermando il rigetto del Gip in ordine al sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto dei reati tributari (decreto 4.2.2021), aveva invece accolto la richiesta di dissequestro relativa al sequestro finalizzato alla confisca per equivalente disposto con decreto del 28.5.2021. Il Procuratore deduceva che la societa era in realtà una societa-schermo riconducibile alla persona fisica (Zapparoli) e che pertanto doveva ritenersi legittimo il sequestro per equivalente; inoltre censurava presunte violazioni delle norme sul sindacato d'appello cautelare e sul vizio motivazionale del provvedimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili le censure di natura fattuale relative alla qualificazione della societa come schermo, ritenendo che quelle critiche fossero precluse in sede di legittimità perche prime del sindacato valutativo e cioe attengono alla valutazione del merito probatorio. Tuttavia la Corte ha ritenuto fondate le censure di diritto relative al perimetro devolutivo dell'appello cautelare: il Tribunale di Mantova, nel dispositivo, aveva annullato il decreto del 28.5.2021 invece di limitarsi a riesaminare l'ordinanza impugnata (rigetto del Gip), con cio che ha travalicato il principio devolutivo. Per tale ragione la Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla parte che disponeva la revoca del decreto di sequestro del 28.5.2021 e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale in diversa composizione affinche rivaluti gli effetti nel rispetto del principio devolutivo.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 74/2000, art. 12-bis

    Norma riferita alla confisca per equivalente. Nel ricorso il Procuratore invocava tale disciplina per sostenere la legittimita del sequestro per equivalente nei confronti della societa ritenuta schermo; la Cassazione ha trattato la questione come valutazione fattuale sull'esistenza di societa-schermo, quindi preclusa in sede di legittimità salvo vizio di legge.

  • Codice di procedura penale, art. 325

    Stabilisce i limiti del ricorso per cassazione contro ordinanze in materia cautelare: ammesso solo per violazione di legge (mancanza assoluta di motivazione o motivazione apparente). La Corte ha applicato questo principio per dichiarare inammissibili le doglianze puramente valutative sui fatti.

  • Codice di procedura penale, art. 309, comma 9

    Prevede l'annullamento del provvedimento di sequestro quando privo di motivazione o di autonoma valutazione; norma pensata per il riesame. Il Tribunale di Mantova era richiamato dalle parti sul punto; la Cassazione ha però evidenziato che il Tribunale non poteva estendere il suo pronunciamento oltre il perimetro devolutivo dell'appello cautelare.

  • Codice di procedura penale, art. 322-bis

    Norma relativa all'appello cautelare e al principio devolutivo, che delimita gli oggetti della controversia devoluti al giudice d'appello. La Cassazione ha richiamato il principio secondo cui il giudice dell'appello cautelare deve attenersi alla devoluzione e non puo annullare provvedimenti diversi da quelli impugnati.

  • Codice di procedura penale, art. 310

    Norma che disciplina il riesame e i limiti dell'attivita del giudice del riesame; richiamata dalla parte resistente per sostenere la corretta rimessione del sindacato. La Corte ha ricordato la distinzione tra giudicato cautelare e cosa giudicata sostanziale.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite e precedenti pronunce citate)

    La Corte ha richiamato principi consolidati secondo cui la violazione di legge per consentire il ricorso in cassazione è circoscritta a vizi che incidono sulla motivazione nel senso processuale, e che l'appello cautelare ha un raggio di devoluzione limitato; inoltre la qualificazione di societa come schermo e la valutazione degli elementi probatori appartengono al giudizio di merito e sono in generale precluse in sede di legittimità.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari e' ammesso solo per violazione di legge; le critiche che consistono in valutazioni fattuali o in un diverso apprezzamento della prova sono in genere inammissibili per preclusione.
  • Il giudice dell'appello cautelare deve rispettare il principio devolutivo: puo riesaminare e valutare l'ordinanza impugnata, ma non puo annullare o travalicare il provvedimento genetico originario oltre la devoluzione ricevuta.
  • Se emergono elementi nuovi dopo il riesame (ad esempio per effetto di una dichiarazione di fallimento e l'intervento della curatela), il giudice dell'appello cautelare puo tenere conto di tali elementi entro i limiti dell'impugnazione, ma deve formulare il dispositivo attenendosi al principio devolutivo e motivare specificamente ogni ampliamento del controllo.
  • La qualificazione di una societa come 'societa-schermo' rileva per l'applicazione della confisca per equivalente, ma la sua configurazione richiede una valutazione complessiva e fattuale (autonomia organica, dotazione di mezzi, personale, organizzazione e attivita di mercato): tali accertamenti sono tipicamente di merito e difficilmente rivedibili in Cassazione.
  • Quando il giudice cautelare revoca o conferma misure patrimoniali occorre un apparato motivazionale chiaro e autonomo che colleghi gli elementi di fatto alla normativa applicata; l'assenza di corretta collocazione della decisione entro il perimetro devolutivo puo determinare l'annullamento e il rinvio per nuovo esame.

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