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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10430/2023 del 19/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, ritenendolo fondato, e ha dichiarato assorbiti tutti gli altri. Ha cassato la sentenza della Corte d'appello di Roma e ha rinviato la causa alla stessa Corte, in diversa composizione, affinché riesamini l'eccezione di giudicato esterno alla luce dei principi affermati. La regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità è stata rimessa al giudice del rinvio.

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (condominio)

La controversia

La controversia riguarda una cartella esattoriale emessa da Roma Capitale per il pagamento del COSAP relativo all'anno 2012, in relazione a griglie e intercapedini collocate sul marciapiede prospiciente il condominio. Il Tribunale aveva dichiarato non dovute le somme; la Corte d'appello, invece, aveva accolto l'appello dell'ente, respingendo l'opposizione del condominio e ritenendo dovuto il canone per il solo fatto dell'occupazione del suolo pubblico, a prescindere dall'esistenza del titolo concessorio, nonché irrilevante il precedente giudicato invocato dal condominio. Con il ricorso per cassazione il condominio ha dedotto, in primo luogo, violazione delle norme sul giudicato esterno, sostenendo che la decisione precedente, resa tra le stesse parti e su medesimo presupposto fattuale, precludeva il riesame della debenza del canone; gli altri motivi denunciavano, in sintesi, omesso esame di fatti decisivi e violazioni delle norme che disciplinano il COSAP, l'assenza del titolo concessorio, la ripartizione dell'onere della prova e le caratteristiche delle opere.

Norme richiamate

  • art. 2909 c.c.

    invocato per sostenere l'efficacia vincolante del giudicato esterno tra le stesse parti su un rapporto di durata con medesimo fatto costitutivo

  • art. 324 c.p.c.

    richiamato insieme all'art. 2909 c.c. per fondare l'eccezione di giudicato

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    richiamato nel motivo relativo al giudicato esterno

  • art. 21 d.lgs. n. 46/1990

    richiamato nei motivi assorbiti, senza esame nel merito

  • art. 63 d.lgs. n. 446/1997

    richiamato nei motivi assorbiti come norma istitutiva del COSAP e del relativo regime

  • art. 1 del Regolamento del Comune di Roma istitutivo del COSAP

    richiamato nei motivi assorbiti

  • art. 16 del Regolamento del Comune di Roma istitutivo del COSAP

    richiamato nei motivi assorbiti

  • art. 2697 c.c.

    richiamato nei motivi assorbiti in tema di riparto dell'onere probatorio

Massime di principio

  • Nei rapporti di durata, il giudicato formatosi su una fattispecie attuale preclude il riesame in un giudizio successivo delle medesime questioni, anche per periodi successivi, quando il fatto costitutivo del diritto resta identico e non intervengono sopravvenienze fattuali o normative idonee a mutare il regolamento del rapporto.
  • Il limite del giudicato non riguarda solo il decisum in senso stretto, ma anche le questioni giuridiche e fattuali che costituiscono antecedenti logici, essenziali e necessari della pronuncia, coprendo il dedotto e il deducibile sul medesimo oggetto.
  • In tema di canone per occupazione di suolo pubblico, l'accertamento della debenza deve confrontarsi con l'eventuale giudicato esterno formatosi tra le stesse parti sul medesimo presupposto fattuale; non è sufficiente escluderne l'efficacia solo perché il nuovo giudizio riguarda un'annualità diversa, se il fatto costitutivo resta invariato.
  • La semplice rivalutazione giuridica di una questione già definita non integra di per sé una sopravvenienza idonea a elidere il giudicato, occorrendo una vera modificazione normativa o materiale del rapporto.

Come è indicizzato

MaterieRiscossioneContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiGiudicatoOnere della prova

Testo integrale

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