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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10432/2023 del 19/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (ente locale)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di pagamento emesso da Roma Capitale per euro 8.103,08 a titolo di canone per l'occupazione permanente di spazi ed aree pubbliche (COSAP) per l'anno 2011, con riferimento a griglie e intercapedini ubicate in prossimità del condominio resistente. Il Tribunale di Roma aveva dichiarato non dovuto l'importo e la Corte d'appello aveva confermato la decisione, ritenendo che il canone non fosse dovuto in mancanza di una formale concessione. Roma Capitale ricorre per cassazione con un unico motivo, denunciando la violazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 63, in combinato disposto con l'art. 16 del regolamento del Comune di Roma, sostenendo che il giudice di merito abbia erroneamente subordinato la debenza del canone all'esistenza di una concessione formale, mentre il COSAP sarebbe dovuto anche in caso di occupazione di fatto del suolo pubblico. Il condominio resiste con controricorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso di Roma Capitale. Ha escluso di poter valorizzare l'eccezione di giudicato prospettata nella memoria del resistente, perché fondata su sentenze anteriori alla decisione impugnata, non corredate da attestazione di passaggio in giudicato e non prodotte nel giudizio di merito né richiamate nella sentenza d'appello. Nel merito ha ritenuto fondata la censura, affermando che il COSAP è il corrispettivo dell'utilizzazione particolare o eccezionale di beni pubblici e che il relativo presupposto è l'occupazione di fatto del suolo pubblico, essendo irrilevante la mancanza di una formale concessione. Per questo ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato alla Corte d'appello di Roma in diversa composizione per l'esame delle questioni rimaste assorbite e per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 63

    Il COSAP è configurato come corrispettivo di una concessione reale o presunta dell'uso esclusivo o speciale di beni pubblici; il presupposto applicativo è l'uso particolare del bene pubblico e non è necessaria una formale concessione se vi è occupazione di fatto.

  • L. 23 dicembre 1998, n. 448, art. 31

    È richiamata come norma modificativa della disciplina del canone, nell'ambito della qualificazione del COSAP come corrispettivo dell'occupazione particolare di suolo pubblico.

  • art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3

    È il parametro processuale invocato per denunciare la violazione di legge nella sentenza impugnata.

  • art. 378 c.p.c.

    La memoria ex art. 378 c.p.c. non può essere utilizzata per introdurre utilmente un'eccezione di giudicato fondata su decisioni non corredate da attestazione di passaggio in giudicato e non emerse nel giudizio di merito.

Massime di principio

  • Il COSAP è dovuto in ragione dell'occupazione particolare ed eccezionale di un bene pubblico, quale corrispettivo dell'uso esclusivo o speciale del bene, e non in funzione della sola limitazione dell'uso collettivo del suolo.
  • Ai fini della debenza del COSAP è sufficiente l'occupazione di fatto del suolo pubblico; la mancanza di un formale provvedimento concessorio non esclude il presupposto impositivo quando l'utilizzazione particolare del bene sia concretamente realizzata.
  • Anche le occupazioni di aree private gravate da servitù di pubblico passaggio possono essere assoggettate al canone, se ricorre l'occupazione particolare del bene pubblico o ad uso pubblico nei termini previsti dalla disciplina richiamata.
  • L'eccezione di giudicato non può essere utilmente dedotta in cassazione mediante memoria se si fonda su decisioni anteriori non munite di attestazione del passaggio in giudicato e non prodotte o richiamate nel giudizio di merito.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioGiudicato
RamiTributiProcesso civile
IstitutiGiudicato

Testo integrale

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