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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 5909/2025 del 05/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della CTR Lombardia che aveva annullato l'intimazione di pagamento e aveva condannato la società riscossione al pagamento delle spese di lite; in particolare l'Agenzia deduceva violazioni di norme processuali e sostanziali (legittimazione attiva del ricorrente in relazione alla distrazione delle spese a favore del difensore, mancata notifica di messa in mora, travisamento del dispositivo, avvenuta ottemperanza già eseguita, e insussistenza della soccombenza).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per invalida costituzione del rapporto processuale: l'Agenzia delle Entrate Riscossione si era costituita in Cassazione con patrocinio di avvocato del libero foro senza comprovare i presupposti che giustificano l'uso di tale patrocinio nelle cause di legittimità (convenzione con Avvocatura dello Stato, apposita delibera, conflitto o indisponibilità dell'Avvocatura). Per tale motivo la procura alle liti è stata ritenuta invalida e il ricorso inammissibile; non si è entrati nel merito dei motivi dedotti. In relazione alle spese, non è stata pronunciata condanna in favore dell'intimato per mancata attività difensiva; inoltre non sono stati disposti ulteriori oneri economici nei confronti dell'Agenzia alla luce delle modifiche normative citate.

Norme richiamate

  • art. 1 d.l. 22 ottobre 2016, n. 193 (conv. l. 10 dicembre 2016, n. 225)

    L'ente è autorizzato ad avvalersi del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato ... lo stesso ente può altresì avvalersi ... di avvocati del libero foro ...

    Stabilisce che l'Agenzia delle Entrate Riscossione subentra nelle posizioni delle extincte società Equitalia e disciplina i criteri di rappresentanza: per la Cassazione l'uso di avvocati del libero foro è subordinato alle previsioni della convenzione o alle eccezioni (conflitto, indisponibilità o apposita delibera); in mancanza di prova di tali presupposti la procura resa a difensore del libero foro in Cassazione è invalida.

  • r.d. 30 ottobre 1933, n. 1611, art. 43

    apposita motivata delibera ...

    Secondo la giurisprudenza citata, quando la scelta della rappresentanza dovrebbe ricadere sull'Avvocatura dello Stato la deroga a favore di un avvocato esterno richiede apposita motivazione e delibera; l'assenza di tale delibera può essere rilevata d'ufficio e comporta invalidità della procura.

  • Cass., Sez. U., 19/11/2019, n. 30008

    Principio consolidato secondo cui la costituzione in giudizio dell'Agenzia tramite avvocato del libero foro, quando la convenzione riserva la difesa all'Avvocatura erariale, implica l'esistenza del relativo presupposto di legge senza necessità di allegazione: la mancanza della prova dei presupposti rende la procura invalida e il ricorso inammissibile.

  • d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 70

    Norma richiamata dall'Agenzia nei motivi (riguardante aspetti del processo tributario e dell'ottemperanza); la Corte non ha esaminato il merito delle censure relative a questa norma poiché ha dichiarato inammissibile il ricorso per vizi formali della rappresentanza.

  • d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, artt. 4 e 17

    Richiamati come limiti/criteri per l'utilizzo di avvocati del libero foro da parte di enti pubblici; servono a disciplinare le modalità di avvalimento del libero foro di fronte a pubbliche amministrazioni.

  • d.P.R. n. 602 del 1973

    Richiamato per precisare che l'Agenzia delle Entrate Riscossione assume la qualifica di agente della riscossione nei rapporti sostanziali e processuali subentrando alle extincte società del Gruppo Equitalia.

  • art. 22 d.l. 30 marzo 2023, n. 34 (modifica art. 12, comma 5, d.l. 2 marzo 2012, n. 16)

    Norma recente richiamata in relazione alle spese: secondo la Corte non sussistono i presupposti processuali per imporre all'Agenzia l'obbligo di versare un ulteriore importo ai sensi delle norme citate, e quindi non è stata pronunciata una condanna economica aggiuntiva.

  • art. 91, art. 93 c.p.c., art. 112 c.p.c.

    Norme processuali invocate dall'Agenzia per dedurre vizî nell'operato della CTR (es. limiti del dispositivo, distrazione delle spese); la Corte non ha esaminato il merito di tali censure a causa dell'inammissibilità formale del ricorso.

Massime di principio

  • Se un ente pubblico rientrante nella disciplina della convenzione con l'Avvocatura dello Stato si costituisce in Cassazione tramite avvocato del libero foro, è necessario che sussistano e siano documentati i presupposti che autorizzano tale scelta (conflitto, indisponibilità dell'Avvocatura o apposita delibera). In mancanza, la procura è invalida e il ricorso può essere dichiarato inammissibile d'ufficio.
  • La verifica della regolarità della rappresentanza processuale (validità della procura alle liti) può essere compiuta d'ufficio dal giudice di legittimità e non richiede che la parte resistente la eccepisca.
  • Quando il vizio formale della rappresentanza è rilevato, il giudice di legittimità non entra nel merito delle questioni sostanziali sollevate, con conseguente perdita dell'occasione di discutere le censure procedurali o sostanziali poste nel ricorso.
  • Nei giudizi tra l'Agenzia delle Entrate Riscossione e contribuenti, è fondamentale documentare sempre il titolo e i presupposti della procura alle liti; la mera produzione della procura senza allegare la convenzione o la delibera che giustifica il patrocinio esterno può essere insufficiente.
  • Richieste di distrazione delle spese o contestazioni sulla legittimazione del beneficiario (es. difensore che si dichiara antistatario) sono questioni rilevanti ma possono rimanere prive di esame se il vizio formale della costituzione prevale; quindi è buona prassi curare prima la regolarità della rappresentanza processuale.

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