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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16639/2026 del 09/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza chiedendo l'annullamento per nullità del decreto di citazione a giudizio per omessa notifica all'imputato. In appello la difesa aveva eccepito che il decreto non era mai stato recapitato al Coletti e che il giudice di primo grado aveva erroneamente ritenuto che la notifica fosse stata eseguita presso l'avv. Buono e/o che il nuovo difensore avesse validamente eletto domicilio o rinunciato alla notifica. Altri motivi (secondo e terzo) censuravano la carenza di prova circa l'incasso di denaro dall'attività di parcheggiatore abusivo e il mancato riconoscimento della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. o, in subordine, delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo fondato e assorbente: dalla documentazione processuale è risultato che il decreto di citazione non era mai stato notificato all'imputato (né al domicilio eletto), sicché si è configurata un'"omessa citazione" e la conseguente nullità assoluta e insanabile ex artt. 178 lett. c) e 179 c.p.p. La Corte ha affermato che la presenza in udienza del difensore munito di procura speciale, la dichiarazione di rinuncia alla notifica o la richiesta del rito abbreviato non sanano l'omessa notificazione dell'atto introduttivo. Perciò la sentenza impugnata e quella di primo grado sono state annullate senza rinvio nella loro efficacia e gli atti sono stati trasmessi per nuovo giudizio al Tribunale di Napoli a diverso presidente (persona fisica diversa). Le altre doglianze sono state assorbite dall'annullamento.

Norme richiamate

  • art. 7, comma 15 Codice della Strada

    Norma richiamata quale disposizione materiale in relazione al reato contestato (attività di parcheggiatore abusivo); la Corte non entra nel merito della qualificazione del fatto avendo annullato per vizio di notifica

  • art. 15-bis Codice della Strada

    Richiamata nella censura difensiva su profili di responsabilità; non esaminata nel merito per effetto dell'assorbimento del ricorso

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato a supporto di censure probatorie nella difesa; la Corte di legittimità non ha proceduto a valutazioni di merito essendo intervenuta per un vizio procedurale

  • art. 530 cod. proc. pen.

    Richiamato come norma di riferimento processuale nelle censure sull'attività probatoria e motivazionale; non decisiva per la decisione della Cassazione

  • art. 178 lett. c) cod. proc. pen.

    Indica le nullità e la loro classificazione; la Corte ha ritenuto che l'omessa notifica rientri nelle ipotesi di nullità che possono essere assolute quando l'atto introduttivo non è pervenuto all'imputato

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Stabilisce la nullità assoluta e insanabile per omessa citazione: la Corte ha applicato questo principio al caso di mancata notifica del decreto di citazione, con conseguente annullamento

  • art. 184 cod. proc. pen.

    Regola la sanatoria delle nullità quando la parte compare o rinuncia; la Corte distingue tra nullità sanabili ai sensi dell'art. 184 (irritualità della notifica) e le nullità assolute per omessa notifica, che non sono sanabili

  • art. 182 cod. proc. pen.

    Previene termini decadenziali per far valere nullità a regime intermedio: la Corte ricorda che le nullità di regime intermedio devono essere dedotte nei termini previsti dall'art. 182, salvo che la notifica sia in concreto inidonea a produrre conoscenza

  • art. 157 cod. proc. pen. (come sostituito dall'art. 10 d.lgs. 10/10/2022 n. 150)

    "la prima notificazione all'imputato non detenuto, che non abbia già ricevuto gli avvertimenti di cui all'articolo 161, comma 1, è eseguita mediante consegna di copia dell'atto in forma di documento analogico alla persona..."

    La Corte ha richiamato la norma per ricordare la forma prescritta per la prima notificazione all'imputato non detenuto e constatato che nel caso concreto tale prima notificazione non risultava eseguita

  • art. 161, comma 1 cod. proc. pen.

    Citato in relazione al regime della prima notificazione; la Corte lo richiama indirettamente in connessione con l'art. 157

  • art. 438, comma 6-bis cod. proc. pen.

    Stabilisce che la richiesta del giudizio abbreviato sanatoria le nullità salvo che siano assolute; la Corte ha interpretato la disposizione come conferma che il rito abbreviato non può sanare le nullità assolute derivanti dall'omessa notifica dell'atto introduttivo

  • art. 131-bis cod. pen.

    Riferita dal ricorrente quale causa di non punibilità eventualmente non valutata; la Corte ha assorbito tale censura dopo aver dichiarato l'annullamento per nullità di notifica

Massime di principio

  • L'omessa notificazione del decreto di citazione a giudizio all'imputato configura una nullità assoluta e insanabile ai sensi degli artt. 178 lett. c) e 179 c.p.p., con annullamento che investe anche i provvedimenti successivi.
  • La notifica effettuata in luogo diverso da quello validamente eletto configura di regola una nullità di ordine generale a regime intermedio, deducibile nei termini dell'art. 182 c.p.p., salvo che in concreto risulti inidonea a portare conoscenza all'imputato (in tal caso diventa nullità assoluta).
  • La presenza in udienza del difensore munito di procura speciale, la sua dichiarazione di rinuncia alla notifica o la richiesta del rito abbreviato non sanano l'omessa notificazione dell'atto introduttivo; tali comportamenti possono sanare solo nullità di natura non assoluta (art. 184 c.p.p.).
  • La richiesta del giudizio abbreviato non può essere utilizzata per elidere nullità assolute: la norma che prevede la sanatoria del rito abbreviato esclude espressamente le nullità assolute.
  • In presenza di una nullità assoluta della citazione, la conseguenza processuale è l'annullamento delle sentenze di merito e, di regola, la trasmissione degli atti per nuovo giudizio; la verifica delle censure di merito diventa assorbita se la nullità è decisiva.

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