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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37099/2022 del 30/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le ricorrenti impugnano la sentenza d'appello che confermava le condanne per furto aggravato e indebito utilizzo di carte di pagamento. Hanno proposto due motivi: 1) violazione di legge per mancata declaratoria di estinzione per prescrizione di tutti i reati, sostenendo che le circostanze attenuanti riconosciute in primo grado avevano annullato gli effetti della recidiva e che la sospensione per normativa emergenziale sarebbe stata limitata; 2) vizio di motivazione e violazione di legge in relazione al riconoscimento dell'aggravante della destrezza contestando che l'azione fosse solo approfittare di una momentanea distrazione e non indicativa di particolare abilità, con conseguente dedotta mancanza della condizione di procedibilità per i capi a e c.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Sul primo motivo ha ritenuto la censura in parte inedita e preclusa per mancata deduzione in appello; ha inoltre affermato che, ai fini della prescrizione, vanno conteggiate le circostanze aggravanti ad effetto speciale (tra cui la recidiva specifica e l'aver commesso il furto con destrezza) anche se nel bilanciamento risultano subvalenti rispetto alle attenuanti, quindi i reati non erano prescritti. Sul secondo motivo ha ritenuto manifestamente infondata la censura: alla luce della giurisprudenza di legittimità la destrezza sussiste quando l'agente pone in essere, prima o durante l'impossessamento, condotte caratterizzate da particolare abilità o astuzia idonee a eludere la vigilanza; nel caso concreto l'azione fulminea di infilare la mano nelle borse per sottrarre i portafogli è stata ritenuta integrativa della destrezza. Conseguentemente i reati sono procedibili d'ufficio. Le ricorrenti sono state condannate alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Norma sul furto; nel caso trattato i delitti di furto aggravato sono stati ritenuti procedibili d'ufficio (art. 624, ultimo comma richiamato).

  • art. 625, comma 1, n. 4, cod. pen.

    Definisce l'aggravante della destrezza; la Corte interpreta che la destrezza richiede una condotta caratterizzata da particolare abilità od astuzia idonea a sorprendere o eludere la vigilanza, e tale aggravante va computata anche ai fini della prescrizione.

  • art. 99, comma 2, cod. pen.

    Richiamato in relazione alle circostanze aggravanti ad effetto speciale che rilevano ai fini della determinazione della pena massima e quindi per il calcolo della prescrizione.

  • art. 157, comma 3, cod. pen.

    Stabilisce che il giudizio di bilanciamento delle circostanze (art. 69) non incide sulla determinazione della pena massima; da ciò discende che aggravanti ad effetto speciale vanno considerate ai fini della prescrizione anche se risultano subvalenti.

  • art. 160, comma 2 e art. 161, comma 2, cod. pen.

    Norme richiamate per il computo dei termini di prescrizione e per tener conto delle interruzioni del corso della prescrizione.

  • art. 83, comma 9, d.l. 18/2020

    Norma sulla sospensione dei termini processuali durante l'emergenza sanitaria; la Corte ha richiamato la giurisprudenza che limita l'effetto sospensivo alla correlazione con il rinvio dell'udienza nel secondo periodo dell'emergenza.

  • art. 69 cod. pen.

    Norma sul giudizio di bilanciamento tra aggravanti e attenuanti; la Corte sottolinea che tale giudizio non incide sulla determinazione della pena massima ai fini della prescrizione (cfr. art. 157, comma 3).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese e al pagamento di somme in favore della Cassa delle ammende per ricorsi manifestamente infondati o inammissibili; applicata in relazione all'evidente inammissibilità del ricorso.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limita la materia devoluta al ricorso per cassazione in materia penale; richiamata perché i motivi devono rientrare nei limiti previsti per il gravame.

Massime di principio

  • Ai fini della prescrizione del reato vanno computate anche le circostanze aggravanti ad effetto speciale (es. recidiva specifica, destrezza) anche quando, nel giudizio di bilanciamento, risultino subvalenti rispetto alle attenuanti; il bilanciamento ex art. 69 non incide sul calcolo della pena massima ai fini della prescrizione (art. 157, comma 3).
  • Non possono essere sollevate in cassazione questioni non dedotte o contestate già in sede di gravame in appello; omissioni di censura in appello precludono la relativa doglianza in sede di legittimità.
  • L'aggravante della destrezza non si configura ogni volta che l'autore approfitti di una semplice disattenzione della vittima; tuttavia può sussistere quando l'azione postosì in essere (es. infilare fulmineamente la mano in una borsa per sottrarre valori) denoti una abilità o astuzia idonea a eludere la vigilanza e costituisca tratto specializzante rispetto al furto semplice.
  • La semplice opportunità offerta dalla distrazione della vittima non esclude automaticamente l'aggravante, se la modalità esecutiva evidenzia una capacità operativa più efficiente rispetto all'ordinario gesto predatorio.
  • Le sospensioni dei termini processuali per emergenze straordinarie vanno interpretate e applicate con riferimento alla lettera e alla finalità delle norme emergenziali; l'effetto sospensivo può essere limitato temporalmente e correlato ai rinvii d'udienza previsti dall'intervento normativo.
  • Ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono essere sanzionati con condanna alle spese e pagamento alla Cassa delle ammende, per la responsabilità dei ricorrenti nella proposizione del gravame.

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