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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36940/2022 del 30/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso del Ministro lamentava che il Tribunale di sorveglianza aveva illegittimamente annullato la disposizione dell'Amministrazione penitenziaria che prevedeva fasce orarie per la cottura dei cibi applicate soltanto ai detenuti sottoposti al regime 41-bis. Si contestava l'insussistenza dei presupposti per il reclamo giurisdizionale poiché non vi sarebbe stata inosservanza di norme penitenziarie né grave pregiudizio a diritti del detenuto; inoltre si sosteneva che la disciplina differenziata per i ristretti in 41-bis fosse giustificata da diverse esigenze organizzative e di sicurezza delle sezioni di media e massima sicurezza e che la regolamentazione degli orari rientra nella discrezionalità amministrativa, sindacabile solo sotto profili di legittimità stretti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha affermato che, pur spettando all'Amministrazione la regolamentazione delle modalità orarie di cottura, il sindacato giurisdizionale sul reclamo è esteso anche ai profili di ragionevolezza e proporzionalità quando siano in gioco diritti fondamentali. Sul caso concreto la Corte ha rilevato che il Tribunale non ha adeguatamente motivato se e perché la limitazione oraria applicata solo ai detenuti in 41-bis fosse effettivamente giustificata dall'organizzazione o dalla sicurezza o, al contrario, avesse carattere discriminatorio e vessatorio. Per tali ragioni la Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale per un nuovo giudizio conformemente ai principi esposti.

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 35-bis

    Consente il reclamo giurisdizionale avverso atti dell'Amministrazione penitenziaria; il sindacato del giudice di sorveglianza investe i vizi di legittimità e, quando sono in gioco diritti fondamentali, anche la ragionevolezza e proporzionalità della decisione amministrativa.

  • ordinamento penitenziario, art. 41-bis

    Istituisce il regime differenziato per particolari detenuti; può giustificare misure organizzative diverse rispetto ai ristretti comuni, ma non legittima limitazioni ingiustificate o meramente afflittive estranee alle finalità del regime.

  • d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230, art. 13, comma 4

    Riguarda la possibilità di riscaldare o preparare cibi semplici nelle camere; la Corte richiama tale disciplina in relazione alla necessità di contemperare il diritto all'alimentarsi con le esigenze di ordine e sicurezza.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2018

    Ha sottolineato il divieto di ulteriore afflittività nelle misure applicate a chi è in 41-bis; le restrizioni devono rispettare il senso di umanità e non eccedere le finalità di sicurezza e trattamento.

  • giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. Sez.1, n. 8560/2019; n. 4030/2020)

    Affermano che le facoltà relative alla cottura e acquisto di alimenti rientrano nel diritto di alimentarsi e che l'Amministrazione può disciplinarne le modalità, ma il controllo giudiziario può valutare la ragionevolezza e la proporzionalità delle scelte, evitando discriminazioni ingiustificate nei confronti dei detenuti in 41-bis.

Massime di principio

  • La regolamentazione degli orari di cottura nelle carceri rientra nella discrezionalità organizzativa dell'Amministrazione penitenziaria, ma è sindacabile dal giudice quando riguardi diritti fondamentali, in termini di legittimità, ragionevolezza e proporzionalità.
  • Le misure applicate ai detenuti in regime 41-bis possono essere diverse rispetto ai detenuti comuni per motivate esigenze di sicurezza o organizzazione, ma non possono costituire limitazioni ingiustificate o ulteriormente afflittive rispetto agli obiettivi del regime.
  • Se una misura è applicata esclusivamente ai ristretti in 41-bis (es. fasce orarie solo per loro), l'Amministrazione deve motivare specificamente e con adeguata ricostruzione fattuale le ragioni di sicurezza/organizzazione che la giustificano; in assenza di tale motivazione, la misura può essere annullata per discriminazione/irragionevolezza.
  • Il detenuto ha titolo a proporre reclamo ex art. 35-bis per ottenere il sindacato giurisdizionale; il giudice di sorveglianza non può limitarsi a un controllo formale ma deve valutare la proporzionalità della limitazione quando sia in gioco il diritto all'alimentazione e la salute.
  • Nelle prassi interne agli istituti penitenziari, le restrizioni trattamentali devono sempre essere pesate in rapporto alla tutela della salute e alla dignità del detenuto; ogni differenziazione richiede specifiche e concrete motivazioni.

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