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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36938/2022 del 30/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in Cassazione di un decreto di prevenzione patrimoniale (confisca/sequestro) relativo a beni riconducibili al nucleo familiare Russello. I ricorrenti contestavano: la mancanza del requisito di "pericolosità sociale" del de cuius (Calogero Russello); errori nella valutazione della sproporzione redditi/investimenti (uso meccanicistico di dati ISTAT e mancata considerazione delle consulenze tecniche); vizio di motivazione sul collegamento familiare e imprenditoriale con soggetti mafiosi; illegittimità della confisca di beni intestati a eredi o non precedentemente sottoposti a sequestro; nullità per mutamento del collegio; e mancata considerazione di elementi che giustificavano la restituzione di specifici beni/compendi aziendali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi nella maggior parte dei profili perché prospettavano, in sostanza, una diversa valutazione del materiale probatorio (vizio di merito) e non violazioni di legge. È stato ribadito che: il ricorso in Cassazione contro provvedimenti di misure di prevenzione patrimoniale è ammesso solo per violazione di legge (art. 10 e 27 D.Lvo 159/2011); la pericolosità sociale e la sua "misura temporale" possono giustificare l'ablazione dei beni acquisiti nel periodo di pericolosità o, se pericolosità qualificata estesa, dell'intero patrimonio; l'uso degli indici ISTAT è ammissibile come elemento indiziario ma va letto criticamente insieme ad altre risultanze; è legittima la confisca anche di beni non previamente sottoposti a sequestro con atto autonomo e la confisca può essere disposta nei confronti degli eredi quando la pericolosità del de cuius sia accertata in via incidentale dopo la morte; il mutamento del collegio non determina automaticamente nullità se alle parti è stata data la possibilità di riformulare le conclusioni. In definitiva la decisione di merito (conferma della confisca/ misura di prevenzione) è stata sostanzialmente confermata e i ricorsi respinti/inammissibili.

Norme richiamate

  • Decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle misure di prevenzione)

    Limite della cassazione per i provvedimenti di prevenzione: impugnazioni ammesse solo per violazione di legge; l'art. 27 richiama l'art.10 estendendo il regime di legittimità alle misure patrimoniali

  • Decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159

    Consente l'esercizio dell'azione in rem nei confronti degli eredi quando il proposto è deceduto

  • Decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159

    Riguarda il sequestro anticipatorio: la Corte ha ritenuto non decisivo il rilievo sulla mancanza di convalida postuma, ove essa fosse stata compiuta in via superflua

  • Decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 159 (richiamato/art. 24)

    Consente la richiesta di confisca anche in relazione a beni non previamente sottoposti a sequestro; sequestro e confisca possono essere adottati contestualmente

  • Codice di procedura penale

    Principio di immutabilità del giudice in sede dibattimentale: la Corte chiarisce la portata ridotta di questa norma nel procedimento camerale di prevenzione, richiedendo identità del collegio solo rispetto alla ricezione delle conclusioni

  • Codice di procedura penale

    "art. 606, comma 1, lett. e)"

    Limita i motivi di ricorso in Cassazione per vizi di travisamento della prova: il vizio è rilevante in legittimità solo se il travisamento investe plurime circostanze decisive o determina una motivazione apparente/inesistente

  • Codice di procedura penale

    Richiamato nella contestazione di duplicazione di procedimento: la Corte ha ritenuto infondato il rilievo, distinguendo il procedimento successivo a carico degli eredi dall'azione estinta per la morte del proposto

  • Codice penale

    Norma sul reato di associazione mafiosa: citata nella ricostruzione del contesto fattuale e nella valutazione della qualificazione mafiosa dell'attività imprenditoriale

  • D.L. 13 maggio 1991, n. 152, conv. L. 12 luglio 1991, n. 203

    Aggravante richiamata nelle imputazioni penali ma esclusa dalla Corte d'appello in sede penale; il processo penale ha avuto sviluppi distinti rispetto al procedimento di prevenzione

Massime di principio

  • In materia di misure di prevenzione patrimoniali il ricorso in Cassazione è limitato a questioni di diritto: le censure che mirano a rinnovare la valutazione del fatto o della prova sono inammissibili.
  • La pericolosità sociale è anche criterio temporale: si possono confiscare i beni acquistati durante il periodo di pericolosità; se la pericolosità è qualificata e protratta, può riguardare l'intero percorso esistenziale del soggetto.
  • Gli indici statistici (es. ISTAT) sono utilizzabili come elementi indiziari per valutare le spese familiari e la sproporzione redditi/investimenti, ma devono essere letti criticamente e integrati con altre risultanze probatorie o consulenze tecniche.
  • La confisca patrimoniale può essere disposta anche su beni non già oggetto di un precedente sequestro autonomo: sequestro e confisca possono essere adottati contestualmente con unico provvedimento.
  • La confisca può essere rivolta agli eredi se la pericolosità del de cuius è accertata anche dopo la morte mediante valutazione incidentale; agli eredi spettano gli strumenti di difesa per contestare tale accertamento.
  • Il mutamento del collegio giudicante non comporta automaticamente la nullità del procedimento di prevenzione: è rilevante solo se le parti non hanno potuto riformulare le conclusioni dinanzi al collegio decidente.
  • Per superare il requisito della sproporzione occorre la prova diretta della lecita provenienza dei beni: la mera indicazione di un mutuo o di situazioni formali non è di per sé sufficiente.

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