Cassazione Penale, Sentenza n. 20822/2024 del 28/05/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Patti Romano ha impugnato in Cassazione l'ordinanza del Tribunale del riesame che, in sede di giudizio di rinvio, aveva rigettato il ricorso ex art. 309 c.p.p. avverso l'ordinanza del G.I.P. del 9 maggio 2023 che aveva applicato inizialmente la custodia in carcere (poi sostituita da arresti domiciliari) per il reato fiscale contestato. La difesa deduceva insufficienza e contraddittorietà della motivazione in ordine alla gravità indiziaria relativa all'operazione di compensazione indebita di debiti erariali della Metek mediante crediti IVA fittizi (operazione Phoenix), sostenendo che il Patti era estraneo o vittima di inganno operato da altri (in particolare dai commercialisti Pizzicato e Mezzaro) e che vi erano elementi documentali e intercettazioni che dimostravano la sua inconsapevolezza (asseverazioni notarili acquisite, incongruenze sui pagamenti, modalità di acquisto del credito, scarsa esperienza del Patti nel settore specifico). La censura era incentrata su presunta violazione di legge e vizio di motivazione (art. 48 c.p. e artt. 627/3 c.p.p.)
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le doglianze proposte fossero, di fatto, una richiesta di revisione del giudizio di merito e di riconsiderazione delle emergenze probatorie (quali interpretazione delle intercettazioni, valutazione del prezzo del credito, attendibilità delle dichiarazioni e delle asseverazioni notarili), operazione non consentita in sede di legittimità. La Corte ha confermato che il Tribunale del riesame ha fornito motivazione adeguata, logica e non manifestamente illogica né contraddittoria, indicando gli elementi che, a suo avviso, comprovavano la consapevolezza e la partecipazione del Patti all'illecita operazione di compensazione (prezzo anomalo del credito, inserimento del credito nelle LIPE, contraddittorietà nelle dichiarazioni, ammissioni di altri indagati, modalità dei pagamenti e retrocessioni in contanti, contesto associativo già delineato nell'ordinanza n. 87/2023). Pertanto il provvedimento di rigetto del ricorso al riesame è stato sostanzialmente confermato e il ricorso per Cassazione inammissibile.
Norme richiamate
Norma che disciplina il ricorso per la revoca o la sostituzione delle misure cautelari; il ricorso era stato proposto ai sensi di questa disposizione e oggetto del riesame e del successivo impugnazione in Cassazione.
art. 10‑quater, comma 2, d.lgs. n. 74 del 2000
Disposizione penale tributaria relativa all'utilizzo di crediti d'imposta inesistenti o non spettanti: la Corte ritiene che gli elementi indiziari fossero idonei a far ritenere la consumazione del reato e la consapevolezza dell'imputato.
Norma sul concorso di persone nel reato; la condotta è stata ricostruita nell'ambito di un'azione concorrente con altri soggetti.
art. 13‑bis, comma 3, d.lgs. n. 74 del 2000
Richiamata nella imputazione connessa ai reati tributari complessivi; la sentenza ne utilizza il quadro normativo per inquadrare le condotte contestate.
Richiamato dalla difesa in relazione all'eventuale responsabilità di altri soggetti e alla possibilità che il Patti fosse stato ingannato; la Corte ricorda che la questione attiene alla valutazione di fatto riservata al merito.
Disposizione processuale citata in relazione alle modalità di impugnazione; le censure mosse non sono state ritenute idonee a configurare vizio di legittimità.
art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p.
Norma che limita il sindacato della Cassazione sulle motivazioni: la Corte ha applicato tale limite richiamando che può censurare solo la mancanza, la manifesta illogicità o la contraddittorietà della motivazione, non la diversa valutazione delle prove.
art. 38‑bis d.P.R. n. 633 del 1972
Norma sul meccanismo di compensazione IVA; la motivazione rileva che il meccanismo artificioso usato per inserire il credito fittizio nel modello F24 aggirava le regole ordinarie e caratterizza l'illecito.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non rivaluta le prove: in sede di legittimità è inammissibile una censura che si traduca in una richiesta di nuova valutazione dei fatti o della persuasività degli indizi; le doglianze devono mirare a vizi di diritto o alla mancanza/manifesta illogicità/contraddittorietà della motivazione.
- Per impugnare con successo la motivazione di un provvedimento cautelare in Cassazione occorre indicare puntualmente atti o elementi del processo che dimostrino l'assenza di motivazione, una contraddittorietà insanabile o una manifesta illogicità; l'alternativa interpretativa dei medesimi fatti non è sufficiente.
- Quando le indagini si fondano in larga parte su intercettazioni e conversazioni, l'interpretazione del loro contenuto è valutazione di fatto riservata al giudice di merito e sindacabile in Cassazione solo in presenza di manifesta illogicità o palese contraddizione.
- Elementi tipici che possono rafforzare la gravità indiziaria in reati fiscali: prezzo anomalo dell'acquisto di un credito, inserimento del credito in documenti ufficiali (es. LIPE/F24), discrepanze tra importi dichiarati e pagati, movimenti di denaro in contanti e retrocessioni, ammissioni di terzi e contesto associativo già emerso in altre indagini.
- Per la difesa è strategico non solo proporre letture alternative delle prove, ma evidenziare specifici errori giuridici nella applicazione delle norme o omissioni argomentative del giudice, indicando esattamente dove il provvedimento avrebbe ignorato atti processuali rilevanti.
- Nel contesto di frodi fiscali complesse è rilevante dimostrare la mancanza di collegamento soggettivo (dolo o consapevolezza) del singolo imputato rispetto al piano criminoso; tuttavia, occorre farlo con deduzioni circostanziate e contestare specificamente le ragioni addotte dal giudice per ritenere la consapevolezza.
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