Cassazione Penale, Sentenza n. 35605/2025 del 30/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Con ordinanza del 27.5.2025 il Giudice di pace di Roma ha trasmesso denuncia di conflitto negativo di competenza a causa di contrasti con il Tribunale di Roma nel procedimento contro PELOSI Rossana per il reato di invasione (art. 633 c.p.). In precedenza il Giudice di pace aveva ritenuto competente il Tribunale perché il bene occupato sarebbe stato a garanzia di investimenti di una cassa previdenziale e ciò rilevante per l'interesse pubblico (potenziale applicazione dell'aggravante di cui all'art. 639-bis c.p.). Il Tribunale, invece, ha dichiarato la propria incompetenza dopo che il difensore dell'imputata aveva eccepito l'insussistenza dell'aggravante, rilevando che il bene appartiene a un ente/gestore privato (banca/Fondo) e non è destinato ad uso pubblico né soggetto a controllo pubblico sul bilancio. La questione giuridica principale è stata se ricorresse l'aggravante di cui all'art. 639-bis c.p. (bene pubblico o destinato a uso pubblico) con conseguente competenza del Tribunale, oppure se la fattispecie rientrasse nella competenza del Giudice di pace.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato la competenza del Giudice di pace di Roma. Ha ritenuto che non ricorra l'aggravante di cui all'art. 639-bis c.p. perché il bene è di proprietà/gestione privata (banca e Fondo immobiliare costituito con conferimenti della Cassa previdenziale), e la Cassa di previdenza in questione è stata qualificata normativa-giuridicamente come ente privato a seguito del d.lgs. n. 509/1994. Inoltre la destinazione a "uso pubblico" non è stata dimostrata: a tutto concedere, i proventi degli investimenti potrebbero avere una qualche ricaduta per gli iscritti, ma ciò non equivale a destinazione d'uso pubblico del bene che rientra nella tutela dei delitti contro il patrimonio. Di conseguenza la competenza a procedere per il reato residuo di cui all'art. 633 c.p. appartiene al Giudice di pace, al quale gli atti sono stati trasmessi per il proseguimento del processo.
Norme richiamate
Reato di invasione di terreni o edifici: nel caso in esame la fattispecie base è stata ritenuta applicabile, ma la competenza dipende dall'eventuale sussistenza dell'aggravante prevista dall'art. 639-bis.
L'aggravante opera quando il bene arbitrariamente invaso sia pubblico o destinato ad uso pubblico; la Corte ha escluso l'applicazione perché il bene era di proprietà/gestione privata e non è stata provata una destinazione ad uso pubblico.
art. 4, lett. a), d.lgs. n. 274 del 2000
Stabilisce il criterio di competenza (tribunale in composizione monocratica) in presenza dell'aggravante di cui all'art. 639-bis; la Corte ha applicato tale criterio una volta esclusa l'aggravante.
Norma procedurale sulla denuncia di conflitto di attribuzioni/competenza: qui è stata la procedura utilizzata dal PM/Giudice di pace per portare la questione alla Corte di cassazione.
La nozione di bene "pubblico" è mutuata, secondo la giurisprudenza citata, dalla definizione del codice civile (beni appartenenti allo Stato o ad un ente pubblico); la Corte ha richiamato tale nozione per escludere la pubblicità del bene in esame.
Norma richiamata per qualificare le casse di previdenza come soggetti trasformati in associazioni o fondazioni di diritto privato senza finanziamenti pubblici, con conseguente esclusione della loro natura di ente pubblico ai fini penali.
Massime di principio
- Per applicare l'aggravante di cui all'art. 639-bis c.p. occorre provare che il bene sia effettivamente di proprietà pubblica o destinato ad uso pubblico secondo la nozione civilistica di beni pubblici; la mera partecipazione o coinvolgimento di un ente che svolge attività di interesse per i suoi iscritti non è sufficiente.
- La titolarità del bene (proprietà/gestione) è determinante: beni in mano a banche o fondi immobiliari, anche se costituiti con conferimenti da casse previdenziali, sono in genere qualificati come privati salvo prova contraria di controllo pubblico o destinazione d'uso pubblico.
- La qualificazione della fattispecie (presenza/assenza dell'aggravante) decide la competenza dell'autorità giudiziaria: se l'aggravante manca, la competenza può ricadere sul Giudice di pace; se sussiste, compete il Tribunale in composizione monocratica.
- La differenza tra riqualificazione derivante da "acquisizioni sopravvenute" e riqualificazione per errata indicazione iniziale è rilevante: se l'aggravante è stata indicata erroneamente sin dall'avvio dell'azione e poi esclusa, si risolve la competenza in favore del giudice competente per la fattispecie ritenuta corretta, non si tratta di mutamento probatorio che ampli automaticamene la competenza del giudice superiore.
- In caso di dubbio sulla natura pubblica del bene o sulla destinazione d'uso pubblico, l'autorità resistente (Tribunale) deve motivare adeguatamente il controllo pubblico o la destinazione; in assenza di tali elementi, la competenza spetta al Giudice di pace e non al Tribunale.
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