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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35424/2025 del 30/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione della sentenza di assoluzione emessa dalla Corte d'appello di Catanzaro (30/10/2024) nei confronti di Reda, che era stato condannato in primo grado per omicidio colposo (art.589, comma 2, c.p.) in relazione a un sinistro stradale. Il Procuratore Generale ha dedotto violazione degli artt. 113, 40, 41 c.p. e dell'art.140 del d.lgs. 30 aprile 1992, n.285 (Codice della Strada), nonché carenza, contraddittorietà e illogicità della motivazione della sentenza di appello. In sostanza ha sostenuto che la condotta del Reda abbia avuto efficacia causale nell'evento e che, data la velocità (circa 30 km/h), il Reda avrebbe potuto e dovuto percepire il pericolo e adottare una manovra alternativa (es. deviazione a destra o mantenimento della traiettoria) idonea ad evitare l'impatto, violando quindi il dovere di cautela previsto dall'art.140 C.d.s.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale ritenendolo infondato e ha confermato l'assoluzione pronunciata dalla Corte territoriale. La Corte ha ritenuto che la motivazione della Corte d'appello fosse analitica e coerente: il veicolo condotto dal Reda si trovava nella propria semicarreggiata (art.143 C.d.s. non contestato), l'evento fu causato dall'illecita invasione di corsia dell'altro conducente e il tempo effettivamente a disposizione del Reda per reagire era estremamente ridotto (poco più di un secondo). Tenuto conto della repentinita' della condotta del terzo, delle caratteristiche del mezzo (autocarro pesante per soccorso) e dei concreti spazi e tempi di reazione, la Corte d'appello aveva correttamente escluso un'infrazione colposa della regola cautelare elastica prevista dall'art.140 C.d.s. La Cassazione ha richiamato il principio secondo cui non si può ritenere penalmente responsabile chi non ha posto in essere una manovra elusiva quando la situazione di pericolo è improvvisa, non agevolmente percepibile e i tempi/spazi di reazione rendono irrealizzabile la manovra alternativa.

Norme richiamate

  • art.589, comma 2, cod. pen.

    Norma che disciplina l'omicidio colposo; richiamata come fattispecie base per la quale era stato inizialmente condannato l'imputato.

  • art.113 cod. pen.

    Richiamato in relazione agli elementi del fatto e della responsabilità (concorso o imputazione di condotte), con riferimento alla valutazione della causalità e partecipazione.

  • art.40 cod. pen.

    Principio sulla causalità dell'evento rispetto alla condotta umana; invocato dal ricorrente per sostenere la rilevanza causale della manovra del Reda.

  • art.41 cod. pen.

    Regola sulla imputabilità causale e sul nesso di causalità tra condotta e evento; richiamata per discutere la funzione causale della condotta del resistente.

  • art.140 d.lgs. 30 aprile 1992, n.285 (Codice della Strada)

    Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale

    Norma "elastica" di comportamento cautelare; la Corte ha interpretato che la sua violazione richiede un giudizio ex ante che consideri circostanze concrete (tempi di reazione, spazi di manovra, caratteristiche del veicolo). Nel caso la Corte ha ritenuto che non fosse esigibile dal Reda una manovra alternativa.

  • art.143 Codice della Strada

    Richiamato in quanto il veicolo del Reda si trovava nella propria semicarreggiata; la mancata violazione di questa disposizione ha inciso sulla valutazione complessiva di responsabilità.

  • art.606 cod. proc. pen.

    Norma che delimita i motivi di ricorso per cassazione; il Procuratore Generale ha dedotto violazioni di legge (lett. b) e carenze/motivazione (lett. e)).

  • Giurisprudenza (Sez. U. n.14800 Troise; altre pronunce citate)

    La Cassazione ha richiamato principi consolidati: la necessità di motivazione puntuale quando l'appello riforma una condanna in assoluzione e il criterio ex ante nella valutazione delle regole cautelari "elastiche"; nonché il principio che il conducente non risponde per non aver posto in essere una manovra elusiva quando la pericolosità è improvvisa e non agevolmente percepibile.

Massime di principio

  • La mera efficienza causale di una condotta rispetto a un evento non comporta automaticamente responsabilità penale: occorre verificare la colpa secondo parametri ex ante (prevedibilità, tempo e spazio di reazione, caratteristiche del mezzo).
  • Quando la regola cautelare invocata è "elastica" (es. art.140 C.d.s.), il giudice deve valutare le circostanze concrete e i limiti oggettivi del reagire; non è sufficiente la ricostruzione a posteriori di una manovra teoricamente possibile.
  • In caso di manovra illecita di un terzo che crea pericolo improvviso, il conducente che si trova nella corsia propria non può essere ritenuto automaticamente colpevole se ha reagito in modo non idoneo a evitare l'impatto purché la reazione sia comprensibile alla luce dei tempi di avvistamento e dei vincoli del veicolo.
  • La Corte d'appello che assolve in riforma di una condanna deve fornire motivazione puntuale e rigorosa, confutando le argomentazioni che avevano sostenuto la condanna; la Cassazione controlla che tale motivazione sia logica e esauriente.
  • Per sostenere in cassazione la responsabilità del conducente bisogna dimostrare non solo la correlazione causale, ma anche la prevedibilità e l'evitabilità dell'evento mediante comportamenti che potevano essere ragionevolmente esigibili nell'immediatezza della condotta terza.

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