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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35440/2025 del 30/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione dell'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che, in sede di riesame, aveva annullato il sequestro preventivo della somma di euro 16.165,00 disposto dal Gip. Il Procuratore deduceva vizio di motivazione per omissione e inosservanza di legge, sostenendo che il Tribunale avesse dato una lettura parcellizzata degli atti, trascurando il quadro indiziario complessivo (contestualità temporale tra incarichi universitari e funzioni ispettive, partecipazione a un'associazione per delinquere finalizzata a corruzione, falsi e truffe, incompatibilità degli incarichi rispetto alle funzioni di controllo), per cui il rapporto di prestazione/controprestazione sarebbe invece dimostrato dagli elementi investigativi;

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché fondato su motivi non consentiti in sede di cassazione: in materia di sequestro preventivo l'impugnazione in Cassazione può dedurre soltanto la violazione di legge e non il vizio di motivazione. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito una spiegazione succinta ma congrua del perché il quadro probatorio fosse evanescente e perché la mera contiguità temporale non fosse sufficiente a inferire il collegamento funzionale tra funzioni ispettive e incarichi universitari. Le doglianze del Pubblico Ministero configuravano una diversa valutazione delle prove e un travisamento della stessa, vizi non sindacabili in questa sede di legittimità;

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limita l'impugnazione in Cassazione ai motivi di violazione di legge; non consente la censura della motivazione se non quando essa sia del tutto assente o meramente apparente (mancanza dei requisiti minimi di comprensibilità).

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Disciplina la gravità indiziaria per le misure cautelari personali; la pronuncia osserva il differente standard probatorio richiesto per il sequestro preventivo (fumus commissi delicti, livello più lieve rispetto alla gravità indiziaria richiesta per misure personali).

  • art. 606 cod. proc. pen., lett. e)

    Indica i motivi di ricorso per Cassazione collegati alla valutazione della motivazione (ad es. illogicità manifesta) che tuttavia vanno formulati secondo le specifiche previsioni di legge; molte contestazioni di valutazione probatoria non sono ammissibili in Cassazione.

  • Giurisprudenza Cassazione, Sez. U, n. 5876 del 28/01/2004 (Rv. 226710)

    Principio secondo il quale la motivazione del provvedimento giurisdizionale deve contenere i requisiti minimi di comprensibilità; la sua totale assenza o apparente può integrare violazione di legge sindacabile in Cassazione.

Massime di principio

  • In materia di sequestro preventivo, il ricorso per cassazione è ammesso solo per profili di violazione di legge; le contestazioni riferite alla valutazione del merito probatorio o a una diversa ricostruzione dei fatti sono in genere inammissibili.
  • Il livello probatorio richiesto per il sequestro preventivo è il fumus commissi delicti: il giudice del riesame deve indicare, anche sinteticamente, le ragioni per cui gli elementi emersi rendono più o meno sostenibile l'impostazione accusatoria, senza effettuare un giudizio anticipato di responsabilità.
  • La mera contiguità temporale tra prestazioni e utilità (es. incarichi retribuiti) non è, di per sé, elemento sufficiente a comprovare il nesso di corruzione; è necessario che emergano indizi concreti e specifici che colleghino la funzione esercitata e la controprestazione ricevuta.
  • Se si ritiene che la motivazione del giudice sia del tutto assente o meramente apparente, il rimedio in Cassazione può essere percorribile per violazione di legge; invece se la doglianza è una diversa valutazione delle prove, occorre impugnare con i mezzi e nei termini previsti o raccogliere elementi probatori aggiuntivi in sede di merito.
  • Per il pubblico ministero che intenda resistere a revoche di misure cautelari patrimoniali, è importante documentare non solo la contiguità temporale ma anche elementi indiziari diretti che colleghino specificamente l'attività di controllo con gli incarichi ricevuti (scambi di comunicazioni inequivocabili, alterazioni procedurali, vantaggi economici chiaramente riconducibili ai comportamenti omissivi).

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