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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12535/2022 del 05/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per carenza di motivazione dell'ordinanza che confermava il sequestro preventivo di un'autocisterna di proprietà della TPS s.r.l. per il trasporto di 24.000 Kg di olio lubrificante in assenza del Codice Amministrativo di Riscontro. Il ricorrente deduceva la buona fede del vettore sostenendo che la TPS fosse soltanto incaricata dal mittente estero (Lubrificante Bueno s.l.) del trasporto Slovenia-Spagna, che l'autista era in possesso di CMR, certificato di analisi e bolla di carico, e che gli obblighi fiscali gravano sui soggetti mittente/destinatario secondo gli artt. 1-4 del D.M. 22.4.2020; ne derivava la tesi che la confisca del mezzo fosse ingiustificata e che la dimostrazione della buona fede sarebbe stata una "probatio diabolica".

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza. La Corte ha ritenuto che la TPS fosse proprietaria del mezzo e che la normativa vigente preveda la confisca obbligatoria del veicolo utilizzato per il trasporto illecito (art. 301, comma 2, DPR 43/1973 richiamato dall'art. 44 d.lgs. 504/1995). La buona fede può essere invocata solo dal terzo estraneo al reato che dimostri di non aver potuto prevedere l'uso illecito e di non essere incorso in difetto di vigilanza; il ricorrente non ha provato la propria estraneità, e le sue censure erano in realtà un attacco alla motivazione dell'ordinanza (materia preclusa ai fini di questo gravame, ai sensi dell'art. 325 c.p.p.). Perciò il ricorso è stato respinto, il ricorrente condannato alle spese processuali e al versamento di C 3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • D.lgs. 504/1995 (art. 40 e art. 44)

    La Corte richiama l'art. 44 richiamando la disciplina sulle sanzioni patrimoniali e la confisca prevista per il trasporto illecito di prodotti soggetti ad imposta; l'art. 40 viene richiamato nella qualificazione dell'ipotesi di tentata evasione d'imposta per olii lubrificanti.

  • DPR 43/1973 (art. 301, secondo comma)

    Prevede la confisca obbligatoria del mezzo usato per il trasporto illecito; la Corte ne sottolinea il carattere oggettivo, applicabile indipendentemente dal soggetto proprietario, salvo prova di estraneità e mancanza di colpa di vigilanza.

  • Art. 7-bis (rinvio nel T.U.)

    Utilizzato per estendere la disciplina fiscale anche agli olii lubrificanti circolanti in fase antecedente al consumo, rendendo applicabili le disposizioni sull'imposta e le sanzioni.

  • D.M. 22.4.2020 (artt. 1-4)

    Richiamato dal ricorrente per sostenere che gli adempimenti fiscali gravano su mittente/destinatario; la Corte non ritiene che l'osservanza di documenti di trasporto (CMR, certificati) escluda automaticamente la possibilità di applicare la confisca del mezzo.

  • Codice Penale (art. 240)

    Citato per segnalare la deroga introdotta dalla normativa speciale in materia di confisca: la confisca prevista dalla normativa fiscale opera indipendentemente dalle regole generali sull'applicazione della confisca personale.

  • Codice di Procedura Penale (art. 325)

    Richiamato per affermare la preclusione, in questa sede, di censurare l'ordinanza con doglianze tipicamente dirette alla motivazione (verifiche di fatto) invece che a questioni di diritto.

  • Codice di Procedura Penale (art. 616)

    Applicato per l'onere delle spese e per il versamento alla Cassa delle Ammende in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La proprietà del mezzo utilizzato per un trasporto illecito può giustificare il sequestro/confisca anche se il proprietario non è l'autore materiale del reato: la confisca prevista è di carattere oggettivo salvo prova contraria di estraneità e diligenza.
  • La "buona fede" è difesa eccepibile solo da soggetti terzi estranei al reato che dimostrino di non poter prevedere l'impiego illecito del bene e di aver adempiuto a un'adeguata vigilanza; semplici documenti di trasporto non bastano automaticamente a dimostrare tale buona fede.
  • In sede di impugnazione in Cassazione sono preclusi i rilievi che consistono in un semplice controllo di motivazione e di fatto (art. 325 c.p.p.): è necessario sollevare questioni di diritto rilevanti e ben fondate.
  • Per ottenere la restituzione di un bene sottoposto a sequestro per reato tributario è spesso necessario confutare il fumus del reato relativo al soggetto responsabile del trasporto, non limitarsi a documentare adempimenti formali del vettore.
  • Ricorsi manifestamente infondati possono comportare condanne alle spese e sanzioni economiche (cfr. art. 616 c.p.p.), quindi è consigliabile valutare attentamente la fondatezza giuridica prima di proporre impugnazioni inammissibili.

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