Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41224/2024 del 11/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che aveva confermato il divieto di avvicinamento con controllo elettronico disposto per il reato di tentata estorsione. Contestava la qualificazione giuridica come estorsione sostenendo che la sua condotta era riconducibile all'esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 393 c.p.) in quanto agì convinto della legittimità della pretesa di ottenere il rimborso di 50 euro per una ricarica deteriorata; rilevava inoltre vizi di motivazione sulla scarsa idoneità intimidatoria delle minacce (definite "vaneggiamenti" dal Tribunale), l'assenza di danno patrimoniale rilevante e la contraddittorietà del provvedimento che ammetteva la possibilità di ottenere un titolo equivalente dalla società emittente. In via subordinata censurava la mancata valutazione dell'attualità del pericolo di reiterazione (art. 274 c.p.p.) e la violazione del principio di proporzionalità della misura cautelare.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo e ha annullato l'ordinanza impugnata rimettendo la causa al Tribunale di Napoli per nuovo esame ex art. 309, comma 7, c.p.p. La Corte ha ritenuto errata la qualificazione del fatto come estorsione, evidenziando che gli elementi fattuali (comportamento plateale ma contraddittorio rispetto all'intento di profitto ingiusto, la chiamata ai carabinieri, le "vaneggiamenti", la possibile verifica presso il call center della società scommesse, il gesto di esibire una banconota) sono compatibili con la convinzione, pur erronea, della legittimità della pretesa e dunque con l'ipotesi dell'art. 393 c.p. La seconda censura sull'attualità del pericolo è stata assorbita dall'accoglimento del primo motivo. Il Tribunale di rinvio dovrà rivalutare la qualificazione giuridica alla luce delle emergenze processuali e della personalità dell'indagato.

Norme richiamate

  • art. 393 cod. pen.

    Riconosciuto come possibile corretta qualificazione della condotta quando l'agente agisce nella convinzione, anche se errata, di esercitare un diritto; la Corte invita a verificare se la pretesa rientri nell'esercizio delle proprie ragioni.

  • art. 610 cod. pen.

    Citato dal ricorrente come alternativa nella ricostruzione della condotta minacciosa senza finalità estorsiva; la Corte prende in considerazione la distinzione tra minaccia esercitata per far valere un diritto e la minaccia estorsiva.

  • art. 629 cod. pen. (estorsione)

    Norma relativa all'estorsione: la Corte ha richiamato la necessità di accertare il dolo specifico consistente nella volontà di conseguire un profitto ingiusto, distinguendolo dall'esercizio arbitrario di una pretesa ritenuta legittima.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione all'attualità del pericolo di reiterazione; la Corte ha ritenuto la questione assorbita dall'annullamento per vizio di qualificazione giuridica.

  • art. 2005 cod. civ.

    Richiamato nella motivazione impugnata come principio civile relativo alla sostituzione del titolo deteriorato; la Corte osserva che il Tribunale non ha adeguatamente valutato la rilevanza di tale profilo rispetto alla qualificazione penale.

  • art. 309, comma 7, cod. proc. pen.

    Norma procedurale che autorizza la rimessione del provvedimento al giudice competente per nuovo esame dopo annullamento; la Corte dispone il rinvio al Tribunale di Napoli per rivalutare la misura cautelare e la qualificazione del fatto.

  • Giurisprudenza: Sez. U. n. 29541 del 16/07/2020 (Filardo) e Sez. 6, n. 47672 del 04/10/2023

    Richiamate come principi di diritto per la distinzione tra estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni, con particolare attenzione all'elemento psicologico e agli indici sintomatici che consentono di desumere il dolo estorsivo.

Massime di principio

  • La differenza tra estorsione e esercizio arbitrario delle proprie ragioni si basa sull'elemento soggettivo: l'estorsione richiede la coscienza di perseguire un profitto ingiusto, mentre l'esercizio arbitrario può ricorrere quando l'agente agisce nella convinzione, anche se errata, di avere un diritto.
  • Nella valutazione cautelare è necessario esaminare tutti gli indici sintomatici (modalità del comportamento, presenza di testimoni o forze dell'ordine, gesti plateali, dichiarazioni dell'agente, contatti con terzi come call center) al fine di determinare l'effettiva intenzione dell'indagato.
  • Comportamenti appariscenti, veementi o maldestri non sono automaticamente indici di dolo estorsivo: se compatibili con la convinzione di essere nel giusto vanno considerati nella prospettiva dell'art. 393 c.p.
  • L'attualità del pericolo di reiterazione del reato per l'adozione di misure cautelari richiede elementi concreti e recenti che attestino la persistenza della pericolosità; in mancanza, la misura può risultare sproporzionata.
  • Se la qualificazione giuridica del fatto è incerta in fase cautelare, il rimedio corretto può essere l'annullamento e il rinvio al giudice di merito per una nuova valutazione con esame più approfondito degli elementi probatori.
  • Nelle ipotesi di contestazione di reati legati a piccole somme o a rapporti di consumo/servizio, occorre particolare attenzione a valutare se esista un danno patrimoniale concreto e la consapevolezza dell'illiceità della pretesa.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.