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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17368/2023 del 26/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava violazione di legge e difetto assoluto di motivazione: la Corte d'appello aveva confermato la misura di prevenzione (sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per 5 anni) ritenendo attuale la pericolosità sociale del Barbieri senza indicare adeguatamente gli elementi a fondamento di tale giudizio, limitandosi a richiamare elementi già valutati e ritenuti insufficienti in sede di riesame e trascurando la rilevanza della risalenza temporale degli episodi evocati

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando il decreto impugnato e rinviando la causa alla Corte di Appello di Catanzaro per nuovo esame. I giudici di legittimità hanno rilevato che la Corte territoriale non ha motivato in modo incisivo perché elementi ritenuti inidonei nel procedimento cautelare penale potessero invece giustificare la misura di prevenzione, non ha adeguatamente considerato la distanza temporale dei fatti (con conversazioni riferibili al 1993 e reati più recenti del 2016) e non ha fornito un concreto riscontro ai rilievi del Tribunale del Riesame; pertanto la motivazione è risultata insufficiente

Norme richiamate

  • D.Lgs. 159/2011 (Codice delle misure di prevenzione)

    Riconosce l'autonomia del giudizio di prevenzione rispetto al procedimento penale: il giudice della prevenzione può avvalersi di elementi emersi in sede penale ma deve motivare specificamente la attualità della pericolosità sulla base di elementi concreti e attuali

  • art. 416-bis c.p. (associazione di tipo mafioso)

    I fatti indicativi di appartenenza a un sodalizio mafioso possono costituire base per misure di prevenzione, ma non è sufficiente il richiamo generico alla natura stabile delle associazioni: occorrono elementi specifici che dimostrino la partecipazione attuale o indizi recenti e significativi

  • art. 530, comma 2 c.p.p. (assoluzione)

    La Corte ricorda che, pur potendo il giudice della prevenzione utilizzare fatti emersi in procedimenti penali anche se non sfociati in condanna, quando vi sia una sentenza irrevocabile di assoluzione la negazione penale di un fatto impedisce di assumerlo come elemento indiziante per la pericolosità, salvo che siano presenti ulteriori elementi di prova nuovi e chiari

  • Giurisprudenza della Cassazione (es. Sez. U. n. 111/2017 e altre pronunce richiamate)

    Principio secondo cui la presunzione di stabilità del vincolo mafioso può supportare il giudizio di attualità solo se verificata alla luce di elementi concreti desumibili dal caso concreto; inoltre il giudice della prevenzione non può semplicemente riutilizzare elementi indizianti precedentemente ritenuti insufficienti senza motivazione aggiuntiva

Massime di principio

  • Il giudice delle misure di prevenzione deve motivare specificamente la attualità della pericolosità sociale con riferimenti a fatti recenti o a concreti indici di persistenza della pericolosità; la mera affermazione di stabilità del vincolo mafioso non basta
  • Non è possibile fondare una misura di prevenzione solo su elementi che in sede cautelare o nel riesame sono stati ritenuti generici o insufficienti, salvo che emergano nuovi elementi di prova o valutazioni motivatamente diverse
  • La autonomia del giudizio di prevenzione rispetto al processo penale consente di utilizzare indizi e risultanze investigative, ma quando vi sia stata una valutazione giudiziale negativa (es. revoca della misura cautelare per insufficienza di indizi o assoluzione irrevocabile) il giudice di prevenzione deve spiegare perché quegli stessi elementi ora giustifichino la misura
  • La risalenza temporale degli episodi evocati va valutata e motivata: fatti molto lontani nel tempo richiedono elementi che dimostrino la persistenza del rischio o nuovi comportamenti riconducibili alla pericolosità
  • Le dichiarazioni di collaboratori o di testimoni e le captazioni devono essere valutate nella loro concretezza e specificità; riferimenti generici o giudizi sommari non sono idonei a fondare da soli la misura
  • In caso di carenze motivazionali la decisione è annullabile con rinvio per un nuovo esame che deve colmare i vuoti istruttori e fornire una valutazione ponderata degli elementi disponibili

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