Cassazione Penale, Sentenza n. 31742/2023 del 20/07/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il PONTONI impugna la sentenza di rinvio della Corte d'Assise d'Appello di Roma sostenendo che fosse configurabile solo un mero tentativo di estorsione e non il delitto consumato, perché non si sarebbe verificato alcun danno patrimoniale a carico della persona offesa LABIB BOUGHDADY. In particolare il ricorrente deduce che la documentazione sottoscritta (un contratto preliminare di compravendita di una tabaccheria e una quietanza) non avrebbe creato un'effettiva perdita patrimoniale: il preliminare sarebbe mera promessa e la quietanza attesterebbe un versamento in realtà mai avvenuto, sicché non si sarebbe concretizzato il decremento di utilità soggettiva necessario per configurare l'estorsione consumata.
La decisione
La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'Assise d'Appello abbia correttamente qualificato il fatto come estorsione consumata, osservando che il contratto preliminare, essendo azionabile ai sensi dell'art. 2932 c.c., può produrre vincolo negoziale esecutivo e dunque danno patrimoniale; inoltre la sottoscrizione della quietanza per Euro 38.000,00, sebbene il pagamento non fosse avvenuto, dimostra immediatamente l'impatto patrimoniale subito dalla vittima e la necessità di scomputare tale importo nel prezzo di cessione. Per questi motivi il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p.
Norme sulle motivazioni di cassazione: utilizzate dal ricorrente per censurare violazioni di legge e vizio di motivazione; la Corte ha ritenuto il motivo non fondato rispetto al merito già esaminato nel precedente annullamento e poi correttamente valutato dal giudice del rinvio
artt. 125, 187, 192, 533, 546, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.
artt. 125, 187, 192, 533, 546, comma 1, lett. e), c.p.p.
Richiamate nel ricorso come riferimenti procedurali e probatori relativi alla valutazione delle prove e della motivazione; la Corte ha ritenuto che la valutazione probatoria effettuata dal giudice di merito sia conforme ai principi applicabili e adeguatamente motivata
Principio della colpevolezza; richiamato nel ricorso ma non ritenuto violato dalla Corte, che ha mantenuto la responsabilità penale del ricorrente
Riguarda gli elementi soggettivi del reato; la Corte ha ritenuto presenti gli elementi volitivi e di coscienza necessari per l'estorsione
Norma che configura il delitto di estorsione; la Corte ha interpretato che nel caso concreto si è avuto il delitto consumato tramite l'imposizione del rapporto negoziale e il conseguente danno alla vittima
Riferimento all'aggravante prevista per l'estorsione; la Corte d'appello aveva ritenuto integrata l'aggravazione, la Cassazione non ha ritenuto fondata la censura che mirava a ritenere il fatto mero tentativo
Il contratto preliminare è azionabile per ottenere una sentenza costitutiva che sostituisce il contratto definitivo; la Corte ha ritenuto che questo elemento conferisca efficacia patrimoniale al preliminare e dunque renda possibile il danno patrimoniale richiesto per l'estorsione consumata
Massime di principio
- Il contratto preliminare può costituire fonte di danno patrimoniale in caso di estorsione: la possibilità di ottenere l'esecuzione specifica ai sensi dell'art. 2932 c.c. implica che la vittima, costretta a sottoscrivere il preliminare, subisce un decremento di utilità negoziale idoneo a configurare l'estorsione consumata.
- La sottoscrizione di una quietanza attestante un pagamento (anche se il versamento non è avvenuto) può essere utilizzata come elemento probatorio per dimostrare l'impatto patrimoniale della condotta intimidatoria e la sua incidenza sul prezzo di trasferimento.
- Nell'estorsione c.d. contrattuale l'ingiusto profitto e il danno altrui sono impliciti nel fatto che la vittima viene privata della libera autonomia negoziale: non è necessario che si sia già perfezionato il trasferimento patrimoniale definitivo perché il reato sia consumato.
- In ipotesi di annullamento con rinvio, il giudice del rinvio non può riaprire questioni già devolute e non censurate in Cassazione; tuttavia può riesaminare profili conseguenti e quelli che sono stati espressamente assorbiti dalla pronuncia di annullamento.
- La mera qualifica formale del documento (preliminare vs definitivo) non esclude automaticamente la valutazione del danno: va valutata la concreta efficacia negoziale e le conseguenze pratiche sul patrimonio della vittima.
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