Sentenza del 06/11/2019 n. 28554 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La S. spa ha impugnato quattro avvisi di accertamento ICI relativi agli anni 2005-2008, con cui il Comune aveva rideterminato il valore complessivo di due aree fabbricabili in euro 11.799.783,60, liquidando maggiore imposta, sanzioni e interessi. In Cassazione la società ha contestato, tra l'altro, l'ammissibilità dell'appello comunale, la determinazione del valore imponibile, l'utilizzo di una perizia relativa al conferimento del bene in un fondo immobiliare e l'applicazione della normativa sui valori delle aree fabbricabili.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il controricorso del Comune perché non risultava notificato alla controparte, ma ha comunque esaminato il ricorso della società e lo ha integralmente rigettato. Ha ritenuto legittimo l'appello del Comune, escludendo che l'emissione di atti esecutivi della sentenza di primo grado integrasse acquiescenza. Ha inoltre affermato che il Comune può accertare l'effettivo valore venale in commercio dell'area anche quando esista una delibera comunale con valori predeterminati, e può utilizzare come parametro qualsiasi atto pubblico o privato idoneo, compreso un conferimento in fondo immobiliare. La società deve versare anche un ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso; non sono state liquidate spese processuali.
Norme richiamate
L'acquiescenza alla sentenza preclude l'impugnazione.
L'acquiescenza, espressa o tacita, richiede una manifestazione chiara e univoca della volontà di non impugnare. L'esecuzione di adempimenti imposti dalla sentenza non implica necessariamente rinuncia all'impugnazione.
La Corte di cassazione può correggere la motivazione quando la decisione è conforme al diritto.
La Corte può correggere o integrare la motivazione del giudice di merito senza cassare la sentenza, quando la soluzione giuridica è corretta e non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto.
Art. 111, comma 2, Cost.
Principi di economia processuale e ragionevole durata del processo.
Giustifica la possibilità di correggere la motivazione senza rinviare la causa quando il risultato decisorio è giuridicamente corretto.
D.Lgs. n. 504/1992, art. 5, comma 5
Il valore delle aree fabbricabili è quello venale in comune commercio.
Il valore imponibile ICI deve riflettere l'effettivo valore di mercato dell'area, tenendo conto delle sue caratteristiche concrete.
D.Lgs. n. 446/1997, artt. 52 e 59, comma 1, lett. g)
Il Comune può determinare periodicamente e per zone omogenee i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili.
I valori deliberati dal Comune hanno funzione orientativa e presuntiva, non costituiscono una soglia inderogabile. L'ente può discostarsene e accertare un valore maggiore sulla base di elementi specifici e documentati.
D.Lgs. n. 546/1992, art. 53, comma 1
Requisiti dell'atto di appello tributario.
La censura relativa all'inammissibilità dell'appello è stata dichiarata inammissibile perché la società non aveva trascritto nel ricorso per cassazione il contenuto dell'atto contestato, impedendo il controllo sulla doglianza.
D.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1-quater, introdotto dalla L. n. 228/2012, art. 1, comma 17
Ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l'impugnazione.
In caso di rigetto integrale del ricorso per cassazione, il ricorrente è tenuto a versare un ulteriore contributo unificato dello stesso importo.
Massime di principio
- Le delibere comunali che fissano valori medi delle aree fabbricabili costituiscono presunzioni o parametri orientativi e non impediscono al Comune di accertare un valore diverso, anche superiore, quando disponga di elementi specifici.
- Per determinare il valore venale di un'area fabbricabile possono essere utilizzati non solo atti di compravendita, ma anche altri documenti pubblici o privati idonei, come perizie, conferimenti in fondi immobiliari o altri atti negoziali.
- L'esecuzione di una sentenza sfavorevole non equivale automaticamente ad acquiescenza: occorre un comportamento incompatibile, in modo chiaro e univoco, con la volontà di impugnare.
- Nel ricorso per cassazione le censure processuali devono essere specifiche e, quando riguardano il contenuto di un atto, questo deve essere riportato o adeguatamente indicato per consentire il controllo della Corte.
- Il giudice di appello può applicare una diversa qualificazione giuridica ai fatti già dedotti, purché non pronunci oltre le domande e non introduca nuovi fatti.
- Il contribuente che non dichiari adeguatamente il valore dell'area dispone di minori argomenti per invocare i limiti derivanti dai valori comunali predeterminati.
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