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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10113/2023 del 10/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Milano che li ha dichiarati responsabili del reato di cui all'art. 73, comma 1, d.P.R. 309/90 per l'acquisto di cocaina dietro il pagamento di euro 25.000. Le censure principali sono: 1) inutilizzabilità delle dichiarazioni dei coimputati (Bozhnjaku Haris e Schmidt Samantha Grace), in particolare del memoriale manoscritto e delle dichiarazioni rese in stato di arresto, per violazione degli artt. 191 e 357 c.p.p. e mancata spontaneità; 2) inattendibilità e mancata convergenza delle chiamate in correità e assenza di riscontri esterni individualizzanti (art. 192 c.p.p.); 3) carenza di prova del concorso morale e/o materiale di Ruggiero e difetto dell'elemento soggettivo (art. 110 c.p.); 4) errata qualificazione del fatto nonostante mancanza di prova sul tipo, quantità e qualità della sostanza, con richiesta di derubricazione nella fattispecie di lieve entità (art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90).

La decisione

Il ricorso per Cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che: a) le dichiarazioni rese dai coimputati, compreso il memoriale prodotto da Bozhnjaku, non sono affette da inutilizzabilità patologica e sono state acquisibili e valutabili nel rito abbreviato, soprattutto perché il contenuto è stato confermato in interrogatorio; b) la valutazione della spontaneità e dell'attendibilità delle propalazioni è questione di fatto rimessa al giudice di merito e congruamente motivata dalla Corte d'appello, per cui non sindacabile in sede di legittimità; c) la convergenza delle dichiarazioni e gli elementi probatori emersi (rinvenimento di stupefacenti e bilancini in contesti collegati, tabulati telefonici e la somma di 25.000 euro destinata all'acquisto) costituiscono riscontri esterni utili e sufficienti a sostenere la decisione dei giudici di merito; d) la responsabilità di Ruggiero è correttamente valutata come concorso attivo e non mera connivenza, attesa la prova del contributo (es. tenere il pacchetto nella borsa, occultazione di parte della sostanza presso terzi); e) la richiesta di derubricazione alla lieve entità è infondata: l'entità della somma trasportata e le circostanze indizianti rendono incompatibile l'applicazione della causa di minor offensività. Conseguentemente la sentenza di merito è confermata e i ricorsi sono rigettati.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Norma sostanziale sullo spaccio e traffico di stupefacenti: la Corte ha confermato la sussistenza del reato in rapporto all'acquisto di sostanza per una somma elevata, rifiutando la derubricazione per lieve entità in mancanza di elementi che attestino qualità/quantità tali da rientrare nella fattispecie attenuata

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990

    La possibilità di applicare la causa di lieve entità richiede valutazione complessiva di qualità, quantità e circostanze; la Corte ha ritenuto che la disponibilità di 25.000 euro e gli altri elementi escludessero la lieve entità

  • art. 191 c.p.p.

    Disciplina dell'inutilizzabilità delle prove; la Corte ha delimitato la nozione di inutilizzabilità patologica come ipotesi estrema e residua, non ravvisabile nel caso di specie

  • art. 192 c.p.p.

    Regole sulla valutazione delle dichiarazioni dei coimputati: la Corte ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito circa attendibilità intrinseca ed estrinseca e l'esistenza di riscontri esterni

  • art. 357 c.p.p.

    Forme di verbalizzazione delle dichiarazioni: la Corte ha stabilito che la mancata verbalizzazione formale non determina automaticamente inutilizzabilità delle dichiarazioni raccolte, specie se il contenuto è poi confermato in interrogatorio

  • art. 350 c.p.p. comma 7

    Riguarda le spontanee dichiarazioni raccolte dalla polizia giudiziaria; la Corte ha ritenuto ammissibili tali dichiarazioni se risulta chiara la libertà del dichiarante e la loro conferma in seguito

  • art. 110 c.p.

    Concorso di persone nel reato: la Corte ha richiamato che per integrare il concorso è necessario un contributo consapevole, morale o materiale, e ha ritenuto l'esistenza di tale contributo in capo a Ruggiero

  • art. 537 c.p.p. lett. b)

    Riferimento procedurale connesso al rito abbreviato; la Corte ha disposto che in tale rito non sono utilizzabili solo prove affette da nullità o inutilizzabilità assolute

Massime di principio

  • Le dichiarazioni di coimputati raccolte dalla polizia, anche se inizialmente non verbalizzate in forma perfetta o se contenute in memoriali manoscritti, possono essere utilizzate nel giudizio abbreviato se risultano confermate successivamente e non sussiste un'inutilizzabilità patologica; la valutazione della spontaneità rimane decisione del giudice di merito
  • L'inutilizzabilità patologica è una categoria estrema: non ogni violazione formale comporta la nullità assoluta della prova; occorre valutare l'entità della violazione e il pregiudizio al diritto di difesa
  • La credibilità e la convergenza delle chiamate in correità possono costituire riscontro reciproco rilevante, purché la convergenza sia significativa, indipendente e individualizzante sul nucleo centrale dei fatti
  • In sede di Cassazione i rilievi che riguardano l'attendibilità delle prove e la valutazione di fatto degli elementi probatori sono in gran parte inammissibili: il sindacato è limitato alla correttezza giuridica e alla congruità della motivazione del giudice di merito
  • Per configurare il concorso nel reato di detenzione/traffico di stupefacenti non basta la mera presenza o conoscenza: è necessario dimostrare un contributo consapevole, materiale o morale, tale da agevolare la realizzazione dell'illecito
  • La derubricazione per lieve entità ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90 richiede una valutazione concreta e positiva di qualità/quantità e circostanze; la mera assenza di ritrovamento dello stupefacente non esclude la configurabilità del reato se sussistono altri elementi indizianti robusti (somma significativa, riscontri investigativi, comportamenti degli imputati)

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