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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38522/2025 del 28/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna per violazione di legge (art.606, comma 1, lett. b) c.p.p.) in relazione all'art.81 c.p. sostenendo che i reati-contravvenzioni contestati (guida senza patente, art.116, comma 15 C.d.S.) potevano formare continuazione trattandosi di fatti omogenei e connessi temporalmente e che l'elemento soggettivo è doloso, perciò applicabile l'istituto della continuazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato che l'illecito previsto dall'art.116, comma 15 C.d.S. è di natura dolosa e che la continuazione può essere configurata anche fra contravvenzioni purché comune l'elemento soggettivo del dolo e sussista l'unicità del disegno criminoso. Perciò la Corte territoriale ha violato la legge non avendo esaminato la richiesta difensiva di applicazione della continuazione basata sulla diversa qualificazione soggettiva (colpa). La sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla questione della continuazione e rinviata per nuovo esame ad altra Corte d'appello (indicata nella decisione: Perugia). Contestualmente è stata dichiarata irrevocabile la declaratoria di responsabilità penale di Falone ai sensi dell'art.624 c.p.p.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La continuazione può operare anche tra contravvenzioni a condizione che le stesse siano caratterizzate dal dolo comune e dall'unicità del disegno criminoso (ideazione contemporanea o progetto unitario).
  • Quando la norma incriminatrice richiede coscienza e volontà (es. guida senza patente), la fattispecie è di natura dolosa e non colposa: ciò apre la strada all'applicazione della continuazione tra episodi successivi.
  • In sede di impugnazione in Cassazione è possibile ottenere l'annullamento limitato quando il vizio riguarda soltanto la mancata valutazione di specifiche questioni di diritto (qui: applicazione della continuazione); la declaratoria di responsabilità già accertata può però essere resa irrevocabile se previsto dalle norme di procedura.
  • La valutazione della recidiva amministrativa e della definitività degli accertamenti può influenzare il trattamento sanzionatorio, ma l'esistenza di verbali amministrativi può essere ritenuta sufficiente salvo prova contraria dell'imputato.
  • In situazioni analoghe il difensore dovrebbe sollevare espressamente la questione della continuazione indicando l'elemento soggettivo (dolo) e le ragioni di un unico disegno criminoso per ottenere il cumulo favorevole o diverso trattamento sanzionatorio.

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