Cassazione Penale, Sentenza n. 46997/2024 del 19/12/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Madonia chiedeva la concessione di un permesso premio ex art. 30-ter legge 26 luglio 1975, n. 354. È condannato per omicidio in ruolo apicale nell'organizzazione mafiosa ed espia l'ergastolo. Il ricorso denunciava violazione ed errata applicazione dell'art. 30-ter in relazione agli artt. 627 e 666 c.p.p., nonché violazione dell'art. 27 Cost., e mancata o manifesta illogicità della motivazione (art. 606 c.p.p.). In particolare si contestava che il Tribunale di Sorveglianza non avesse richiesto una nuova relazione di sintesi o integrazione dalla Direzione dell'istituto (aggiornamento necessario rispetto a relazioni del 2018/2020), avesse acquisito informazioni da istituti diversi e si fosse basato apoditticamente su pareri della DNA, della DDA e del Comitato provinciale che attestavano la persistenza di collegamenti con la criminalità organizzata, senza valorizzare elementi positivi quali la lunga detenzione, l'antica temporalità dei fatti, l'assenza di implicazione dei familiari e gli esiti del percorso trattamentale.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale di Sorveglianza avesse adempiuto ai rilievi della precedente sentenza rescindente: ha acquisito le relazioni della Procura nazionale antimafia e della DDA, ha ottenuto il parere dell'area trattamentale dell'istituto (sfavorevole) e ha considerato l'assenza di iniziative risarcitorie, la mancata collaborazione con la giustizia e la persistenza del mandamento di appartenenza. La motivazione è stata ritenuta congruente, lineare e non contraddittoria; le censure difensive sono state viste come mera rielaborazione dei fatti e non come vizi di legittimità. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e Madonia condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 30-ter, legge 26 luglio 1975, n. 354
Norma che disciplina la concessione di permessi premio; oggetto del sindacato sulla possibilità di misure extramurarie per condannati per reati ostativi. La Corte ha valutato l'applicazione in combinato con le informazioni acquisibili ai sensi di art. 4-bis.
art. 4-bis, legge 26 luglio 1975, n. 354 (modificato)
art. 4-bis, comma 3-bis e comma 2
La Corte ha richiamato l'onere informativo e i poteri istruttori del giudice previsti dall'art. 4-bis, sottolineando che dopo il d.l. 31/10/2022 la presunzione di mantenimento dei collegamenti con l'organizzazione è relativa; il giudice deve valutare sia il percorso rieducativo sia la persistenza di legami, utilizzando le informazioni acquisite da DNA, DDA e Comitato.
d.l. 31 ottobre 2022, n. 162, conv. con legge 30 dicembre 2022, n. 199
d.l. 31/10/2022, n. 162, conv. con legge 30/12/2022, n. 199
Riforma che ha trasformato la presunzione di mantenimento dei collegamenti da assoluta a relativa e ha ampliato i poteri istruttori del giudice, influendo sul regime probatorio e valutativo per i reati ostativi di prima fascia.
art. 65, d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230
Norma che consente di acquisire informazioni integrative presso la Direzione dell'istituto penitenziario; la Corte ha ritenuto corretta l'acquisizione dei pareri e il ricorso non ha dimostrato l'obbligo di ulteriore integrazione.
art. 606, comma 1, lett. b) e lett. e) c.p.p.
art. 606 c.p.p., comma 1, lett. b) ed e)
Limiti del sindacato di legittimità: i motivi devono riguardare violazione di norme o insufficienza e manifesta illogicità della motivazione. La Corte ha ritenuto che le censure difensive fossero interpretazioni dei fatti non sindacabili in cassazione come vizi di motivazione.
art. 27 Cost.
Richiamato nella doglianza difensiva in rapporto alla proporzionalità della pena e dignità; la Corte non ha ritenuto che la decisione impugnata violasse il principio costituzionale richiamato.
Sez. 1, n. 16321 del 10/01/2024 (Giurisprudenza richiamata)
Sez. 1, n. 16321 del 10/01/2024, Sinatra
Richiama il principio che il condannato per reati ostativi di prima fascia che non ha collaborato deve dimostrare l'adempimento delle obbligazioni civili e riparatorie o l'impossibilità di adempiere, per accedere alle misure alternative.
art. 173 disp. att. c.p.p.
Richiesta di sintesi delle deduzioni nel ricorso per cassazione; qui usato per delimitare il riassunto del motivo.
Massime di principio
- Per richieste di permessi premio di soggetti condannati per reati ostativi di prima fascia il giudice deve acquisire le informazioni previste dall'art. 4-bis (DNA, DDA, Comitato per l'ordine e la sicurezza) e può chiedere integrazioni alla Direzione dell'istituto ai sensi dell'art. 65 DPR 230/2000.
- Dopo la riforma 2022 la presunzione di mantenimento dei collegamenti con l'organizzazione criminale è relativa: il giudice valuta caso per caso il percorso rieducativo e la persistenza di legami, usando i poteri istruttori ampliati.
- La mancanza di iniziative risarcitorie o di adempimento delle obbligazioni civili costituisce elemento negativo rilevante e, se il condannato non collabora, grava su di lui l'onere di dimostrare l'adempimento o l'impossibilità di adempiere.
- Il giudice può ritenere decisivo il parere dell'area trattamentale dell'istituto; un aggiornamento che confermi valutazioni negative pregresse può legittimamente mantenere il diniego a misure esterne.
- In cassazione non è possibile ottenere la riforma del giudizio semplicemente proponendo una diversa valutazione delle prove: è necessario censurare vizi di diritto o specifiche carenze nella motivazione secondo i limiti dell'art. 606 c.p.p.
- Se le informazioni ufficiali (DNA, DDA, Comitato) attestano persistenza di collegamenti, il richiedente deve allegare elementi positivi e aggiornati che provino la rescissione dei legami; in mancanza, il diniego è giustificato.
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