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Sentenza

Sentenza del 18/09/2019 n. 23225 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della CTR Marche sostenendo che il terreno edificabile, collocato in una zona B1 a destinazione prevalentemente residenziale, non potesse beneficiare delle aliquote agevolate, poiché l'area non era inserita in un piano urbanistico particolareggiato diretto a un programma di edilizia esclusivamente residenziale. Ha inoltre contestato la valutazione della CTR e denunciato l'omesso esame di fatti decisivi e vizi della motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate e confermato il riconoscimento dell'agevolazione fiscale. Ha stabilito che non è necessaria una destinazione esclusivamente residenziale dell'area e che il requisito del piano particolareggiato può essere soddisfatto anche da un piano regolatore generale quando questo contenga tutte le prescrizioni necessarie per consentire l'edificazione, rendendo superfluo un ulteriore piano attuativo. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile il secondo motivo, rilevando che l'Agenzia chiedeva sostanzialmente una rivalutazione del merito e non aveva indicato specificamente il fatto storico decisivo asseritamente omesso. L'Agenzia è stata condannata al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in 7.000 euro, oltre accessori.

Norme richiamate

  • Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 33, comma 3

    I trasferimenti di beni immobili in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati, comunque denominati, regolarmente approvati [...] sono soggetti all'imposta di registro dell'1 per cento [...] a condizione che l'utilizzazione edificatoria dell'area avvenga entro cinque anni dal trasferimento.

    La norma, nella formulazione applicabile ratione temporis secondo la ricostruzione della Corte, valorizza la concreta edificabilità dell'area e non il solo requisito formale dell'inserimento in un piano denominato particolareggiato.

  • D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, Tariffa, parte prima, art. 1, comma 1, ultimo periodo, introdotto dalla Legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, comma 25

    Se il trasferimento ha per oggetto immobili compresi in piani urbanistici particolareggiati diretti all'attuazione dei programmi di edilizia residenziale comunque denominati, a condizione che l'intervento cui è finalizzato il trasferimento venga completato entro cinque anni dalla stipula dell'atto: 1 per cento.

    L'agevolazione riguarda i trasferimenti di immobili inseriti in strumenti urbanistici idonei ad attuare programmi di edilizia residenziale; non è richiesto che la destinazione dell'area sia esclusivamente residenziale.

  • D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 347, Tariffa, art. 1-bis, come modificato dalla Legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, comma 26

    Prevede il trattamento agevolato delle imposte ipotecaria e catastale per i trasferimenti immobiliari rientranti nella disciplina urbanistico-fiscale agevolativa.

  • D.L. 4 luglio 2006, n. 223, art. 36, comma 15, convertito dalla Legge 4 agosto 2006, n. 248

    La disposizione aveva abrogato l'agevolazione generale prevista dall'art. 33, comma 3, della Legge n. 388 del 2000, mantenendo un'eccezione per specifici programmi di edilizia residenziale convenzionata pubblica; tale disciplina è stata poi superata dagli interventi della Legge n. 244 del 2007.

  • Codice civile, art. 2697

    La Corte ha escluso la violazione dell'onere della prova, poiché la CTR aveva fondato la decisione sui documenti urbanistici e sulla possibilità concreta di edificare risultante dal PRG e dal permesso di costruire.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 5

    Dopo la riforma del 2012, il controllo di legittimità è limitato all'omesso esame di un fatto storico decisivo discusso tra le parti e non consente di censurare autonomamente l'insufficienza o la contraddittorietà della motivazione né di ottenere una nuova valutazione delle prove.

Massime di principio

  • Per applicare agevolazioni fiscali collegate ai piani urbanistici particolareggiati, può essere sufficiente un PRG che disciplini direttamente e compiutamente l'edificabilità dell'area, anche se formalmente non qualificato come piano attuativo.
  • La verifica deve concentrarsi sulla concreta possibilità di edificare secondo lo strumento urbanistico vigente, non soltanto sulla denominazione formale dello strumento.
  • Una destinazione urbanistica prevalentemente residenziale non esclude automaticamente l'agevolazione: la normativa applicabile non impone necessariamente una destinazione esclusivamente residenziale.
  • Devono comunque essere rispettate le condizioni temporali e sostanziali previste dalla norma, tra cui il completamento dell'intervento edilizio entro il termine stabilito.
  • Nel giudizio di cassazione non è sufficiente sostenere genericamente che il giudice di merito abbia valutato male le prove: occorre indicare con precisione il fatto storico decisivo omesso e dimostrare la sua rilevanza.

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