Cassazione Penale, Sentenza n. 32823/2026 del 03/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato era stato dichiarato responsabile dal Giudice di pace del reato di ingresso o soggiorno illegale nel territorio dello Stato, previsto dall'art. 10-bis del d.lgs. n. 286 del 1998, e condannato alla pena di 5.000 euro di ammenda. Ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione degli artt. 9 e 10-bis del medesimo decreto legislativo. La difesa ha sostenuto che, essendo stato revocato il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo e non risultando disposta l'espulsione, l'amministrazione avrebbe dovuto rilasciare un permesso di soggiorno di altro tipo ai sensi dell'art. 9, comma 9. Ha inoltre dedotto che, nelle more del procedimento, era stato rilasciato all'imputato un permesso di soggiorno per lavoro subordinato e che tale circostanza avrebbe dovuto impedire la prosecuzione del procedimento ai sensi dell'art. 10-bis, comma 6. Il Procuratore generale ha chiesto il rigetto del ricorso.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo infondate le censure difensive. In applicazione dell'interpretazione letterale dell'art. 10-bis, comma 6, del d.lgs. n. 286 del 1998, solo le tipologie di permesso di soggiorno espressamente indicate dalla norma determinano la causa di non luogo a procedere. Tra queste non rientra il permesso di soggiorno per lavoro subordinato. La Corte ha quindi ritenuto irrilevante il permesso ottenuto dall'imputato nelle more del processo e ha confermato la decisione impugnata, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali. È stato disposto l'oscuramento dei dati identificativi.
Norme richiamate
art. 10-bis d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286
La causa di non luogo a procedere opera soltanto per le tipologie di permesso di soggiorno espressamente indicate dalla disposizione, secondo un'interpretazione strettamente letterale e tassativa.
art. 9 d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286
La difesa ha invocato la disposizione sostenendo che, in caso di revoca del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo e mancata espulsione, avrebbe dovuto essere rilasciato un permesso di altro tipo; la Corte ha tuttavia ritenuto tale argomento non idoneo a incidere sulla tassativa disciplina dell'art. 10-bis, comma 6.
Il permesso per protezione speciale è tra quelli espressamente considerati dall'art. 10-bis, comma 6, come rilevanti ai fini della causa di non luogo a procedere.
art. 18 d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286
Il permesso per motivi di protezione sociale è tra le tipologie espressamente contemplate dall'art. 10-bis, comma 6.
art. 18-bis d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286
Il permesso per vittime di violenza domestica è tra le tipologie espressamente contemplate dall'art. 10-bis, comma 6.
art. 20-bis d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286
Il permesso per motivi di calamità è tra le tipologie espressamente contemplate dall'art. 10-bis, comma 6.
art. 22 d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286
Il permesso per particolare sfruttamento lavorativo è tra le tipologie espressamente contemplate dall'art. 10-bis, comma 6.
art. 42-bis d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286
Il permesso per atti di particolare valore civile è tra le tipologie espressamente contemplate dall'art. 10-bis, comma 6.
Il permesso per minori stranieri è tra le tipologie espressamente contemplate dall'art. 10-bis, comma 6.
Il rigetto del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Massime di principio
- Ai fini della causa di non luogo a procedere prevista dall'art. 10-bis, comma 6, del d.lgs. n. 286 del 1998, rilevano soltanto le tipologie di permesso di soggiorno espressamente elencate dalla disposizione.
- Il rilascio, nelle more del procedimento, di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato non rientra tra le ipotesi tassative che impediscono la prosecuzione del procedimento per il reato di cui all'art. 10-bis del d.lgs. n. 286 del 1998.
- L'elenco dei permessi di soggiorno rilevanti ai sensi dell'art. 10-bis, comma 6, del d.lgs. n. 286 del 1998 deve essere interpretato in senso strettamente letterale; non è consentito ampliarlo mediante un'interpretazione costituzionalmente orientata che ne alteri la necessaria tassatività.
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