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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23024/2023 del 25/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Un unico motivo articolato dal difensore: si lamenta l'ingiustizia della condanna per furto di acqua potabile aggravato dall'uso di mezzo fraudolento, sostenendo che la manomissione dei sigilli e l'allaccio abusivo sarebbero attribuibili al convivente, nuovo intestatario dell'utenza, e che i tecnici comunali avrebbero falsamente attribuito alla ricorrente la responsabilità nelle loro deposizioni. Il ricorso non ha richiamato specifici vizi di cui all'art. 606 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per aspecificità e manifesta infondatezza. Ha richiamato il principio secondo cui il ricorrente deve indicare i motivi tipici di cui all'art. 606 c.p.p., ha richiamato la figura della cosiddetta doppia conforme (conferma motivazionale fra primo grado e appello) e ha ricordato il divieto per la Cassazione di riesaminare i fatti e la valutazione delle prove fatta dal giudice di merito salvo macroscopica illogicità. La Corte ha ritenuto che la Corte d'appello abbia fornito motivazione adeguata sul fatto che la ricorrente ha beneficiato concretamente dell'allaccio abusivo e ha richiamato la giurisprudenza che ritiene responsabile anche il beneficiario consapevole dell'allaccio realizzato da terzi. Ha inoltre precisato che la sopravvenuta modifica legislativa che rende perseguibile a querela il reato non incide sul giudicato sostanziale nel presente caso. Per effetto della declaratoria di inammissibilità, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Il ricorso per cassazione deve riportare a quale dei motivi tipici dell'art. 606 c.p.p. si riferisce; l'omissione rende il ricorso aspecifico e inammissibile.

  • art. 23 comma 8 d.l. n. 137/2020 convertito dalla L. 176/2020

    Norma citata in relazione al trattamento cartolare del procedimento, autorizzando la trattazione senza udienza.

  • art. 16 comma 1 d.l. 228/2021 convertito dalla L. 15/2022

    Ulteriore norma che disciplina la trattazione cartolare dei procedimenti in determinati periodi, richiamata per la forma di trattazione del ricorso.

  • art. 625 primo comma n. 2 cod. pen.

    La circostanza aggravante per l'uso di mezzo fraudolento è di natura oggettiva e può operare anche quando l'allacciamento abusivo è realizzato da terzi; rileva la consapevolezza o la colpa del beneficiario.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze della declaratoria di inammissibilità del ricorso, incluse le spese e la possibilità di condanna per somme a favore della Cassa delle ammende in caso di colpa nella formulazione del ricorso.

  • Decreto Legislativo n. 150/2022 art. 2 comma 1 lettera i)

    Ha modificato la procedibilità del delitto aggravato (trasformandolo, in certi casi, in perseguibile a querela), ma la Corte ha ritenuto che tale sopravvenienza non incida sul giudicato sostanziale in presenza di ricorso inammissibile.

  • art. 673 cod. proc. pen.

    Regola la revoca della sentenza in caso di abrogazione del reato; la Corte distingue tale ipotesi dalla mera sopravvenuta procedibilità a querela che non determina automaticamente la revoca.

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione deve specificare chiaramente a quale dei motivi previsti dall'art. 606 c.p.p. si riferisce; la genericità comporta inammissibilità.
  • La Corte di Cassazione non è sede di rinnovazione della prova: non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione delle risultanze processuali, salvo macroscopici vizi logici facilmente rilevabili.
  • Quando la sentenza di appello riprende e condivide l'argomentazione del primo grado (doppia conforme), il sindacato di legittimità è più limitato e il ricorso è difficilmente ammissibile se non offre una critica specifica e circostanziata.
  • Chi beneficia concretamente di un allaccio abusivo può essere ritenuto responsabile anche se la manomissione materiale è stata compiuta da altri, specie se la condotta del beneficiario denota consapevolezza o colpa.
  • La sopravvenuta modifica della procedibilità del reato non sempre annulla l'efficacia del giudicato; solo ipotesi di abolitio criminis o abrogazione totale possono determinare la revoca della sentenza.

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