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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20386/2022 del 24/06/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (proprietario)

La controversia

Nel giudizio di merito alcuni proprietari di fondi avevano chiesto la costituzione di una servite0 coattiva di scarico delle acque. Il tribunale aveva accolto la domanda, costituendo la servite0. La corte d'appello, su impugnazione della proprietaria convenuta, aveva invece rigettato la domanda ritenendo che il fondo degli attori, confinante con la pubblica via, potesse smaltire agevolmente le acque meteoriche mediante una condotta gie0 esistente che collegava il pozzetto presente sul fondo alla condotta della strada pubblica. Il ricorrente per cassazione ha proposto due motivi: violazione degli artt. 1033 e segg. c.c., omesso esame di un fatto decisivo, e violazione dell'art. 6, comma 3, di una circolare dell'Assessorato del Territorio e dell'Ambiente della Regione Sicilia; inoltre ha censurato la regolazione delle spese di lite ai sensi degli artt. 91 e 92 c.p.c., contestando la condanna alle spese.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i primi motivi non colpissero la ratio decidendi della sentenza impugnata, poiche9 la corte territoriale aveva fondato il rigetto sulla possibilite0 di smaltimento delle acque attraverso la condotta esistente verso la pubblica via, circostanza non efficacemente censurata. Ha inoltre affermato che la violazione di circolari amministrative non e8 denunciabile in cassazione come violazione di legge, trattandosi di atti interni privi di natura normativa. Il motivo sulle spese e8 stato dichiarato inammissibile perche9 mirava, senza adeguata base giuridica, a sovvertire la regola della soccombenza. Il ricorrente e8 stato condannato al pagamento delle spese del giudizio di legittimite0 e all'ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 1033 c.c.

    disciplina la servite0 coattiva di scarico delle acque, ma nel caso la censura non ha inciso sulla ratio del rigetto in appello.

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    la violazione di circolari amministrative non puf2 essere denunciata come violazione di legge in cassazione, perche9 le circolari non hanno natura normativa.

  • art. 91 c.p.c.

    le spese seguono la soccombenza.

  • art. 92 c.p.c.

    la deroga alla regola della soccombenza richiede una giustificazione giuridica apprezzabile, assente nel caso concreto.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, D.P.R. n. 115/2002

    richiamato quale parametro per l'ulteriore importo dovuto in caso di inammissibilite0 del ricorso.

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso per cassazione deve confrontarsi con la ratio decidendi della sentenza impugnata: se censura un profilo non decisivo rispetto alla motivazione effettivamente posta a fondamento della decisione, il ricorso e8 inammissibile.
  • La violazione di una circolare amministrativa non integra, di per se9, violazione di legge denunciabile ex art. 360, n. 3, c.p.c., poiche9 le circolari sono atti interni privi di natura normativa.
  • In tema di spese processuali, la regola generale e8 la soccombenza; la loro attribuzione alla parte soccombente non e8 censurabile se la doglianza mira soltanto a sottrarsi a tale regola senza specifica base normativa o argomentazione idonea.
  • Quando il fondo dominante o richiedente dispone gie0 di un sistema di smaltimento delle acque verso la via pubblica, la domanda di servite0 coattiva di scarico puf2 essere respinta per mancanza del presupposto di necessite0, se la possibilite0 di scarico esistente rende superflua la costituzione coattiva.

Come è indicizzato

MaterieServite0ImpugnazioniSpese di lite
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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