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Sentenza

Sentenza del 25/03/2015 n. 5989 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Il Comune ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell'Abruzzo, che aveva confermato l'annullamento degli avvisi di accertamento ICI relativi agli anni 1998-2003. Ha dedotto: un vizio di motivazione per il riferimento errato al PRG del Comune dell'Aquila anziché a quello di Pineto; la violazione dell'art. 112 c.p.c. per avere la CTR fatto riferimento alla decadenza del vincolo invece che alla sua sussistenza; la violazione della disciplina urbanistica sui vincoli espropriativi; e la violazione della normativa ICI, sostenendo che un'area destinata a verde pubblico attrezzato dovesse comunque essere considerata edificabile e imponibile.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso del Comune. Ha ritenuto il riferimento al Comune dell'Aquila un mero refuso privo di conseguenze, ha escluso la violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato e ha stabilito che le aree concretamente destinate dal PRG a verde pubblico attrezzato non sono fabbricabili ai fini ICI, poiché il vincolo impedisce ai privati le trasformazioni del suolo riconducibili alla nozione tecnica di edificazione. È stato quindi confermato l'annullamento degli avvisi ICI per gli anni 1998-2003. Il Comune è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 1.000 euro oltre spese forfettarie e accessori di legge.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, artt. 1, 2 e 5

    Il presupposto ICI per le aree urbane riguarda i terreni fabbricabili.

    Un'area è imponibile come area fabbricabile quando è destinata all'edificazione dagli strumenti urbanistici oppure, in via suppletiva, quando sussistono effettive possibilità edificatorie. La destinazione concreta a verde pubblico attrezzato esclude tale presupposto.

  • D.L. n. 223 del 2006, art. 36, comma 2

    Rilevante ai fini della qualificazione delle aree come edificabili.

    La qualificazione urbanistica e le effettive possibilità di edificazione rilevano per stabilire l'assoggettabilità dell'area all'imposta.

  • D.L. n. 203 del 2005, art. 11-quaterdecies, comma 16

    Richiamata dal Comune a sostegno della tesi dell'imponibilità delle aree con destinazione edificatoria, ma non ritenuta applicabile in modo da superare il vincolo concreto di verde pubblico.

  • L. n. 1150 del 1942, art. 11

    Richiamata in relazione agli effetti delle previsioni urbanistiche e dei vincoli di destinazione.

  • L. n. 1187 del 1968

    Richiamata dal Comune con riferimento alla durata e alla decadenza dei vincoli urbanistici, ma la Corte ha ritenuto decisiva la concreta preclusione all'edificazione privata.

  • Art. 112 c.p.c.

    Non è violato quando il giudice decide sulla medesima domanda e sulla medesima causa petendi, anche valorizzando un diverso aspetto giuridico della questione.

  • Art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5

    I motivi di ricorso per violazione di legge e vizio di motivazione sono stati ritenuti infondati.

  • Art. 365 c.p.c. e art. 83 c.p.c.

    La procura speciale per il ricorso per cassazione è valida anche se apposta su un foglio separato, purché materialmente unito al ricorso e riferibile al giudizio.

Massime di principio

  • Ai fini ICI, la semplice collocazione di un'area in una zona urbanisticamente urbana non basta a renderla edificabile: occorre una destinazione edificatoria effettiva o una concreta possibilità di edificazione.
  • Le aree destinate dal PRG a verde pubblico, attrezzature pubbliche o altri utilizzi esclusivamente pubblicistici non sono normalmente imponibili come aree fabbricabili, quando il vincolo impedisce ai privati ogni trasformazione edilizia significativa.
  • La decadenza di un vincolo espropriativo non comporta automaticamente la qualificazione fiscale dell'area come edificabile: occorre verificare la disciplina urbanistica concretamente vigente e le effettive possibilità edificatorie.
  • Per valutare l'imponibilità, è decisiva la destinazione urbanistica concreta dell'area e non soltanto la sua ubicazione o la generica classificazione come area urbana.
  • Un errore materiale nella sentenza, come il riferimento al comune sbagliato, non determina necessariamente la cassazione della decisione se dal contesto risulta chiaro quale strumento urbanistico sia stato effettivamente esaminato.

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