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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37667/2024 del 14/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di rigetto del riesame avverso il decreto di sequestro preventivo del ponte sul torrente Jerino (località Patanella) disposto nel procedimento a carico del responsabile dell'area tecnica comunale. Contestazione della legittimità dell'utilizzo della procedura di somma urgenza per i lavori post-calamità e dedotta insussistenza del fumus commissi delicti in relazione ai reati per opere realizzate senza autorizzazione idraulica e paesaggistica; produzione di documentazione e motivi nuovi in sede di cassazione volti a dimostrare che la via alternativa era impraticabile e che il ponte era stato realizzato originariamente con autorizzazioni (non sarebbero quindi ravvisabili gli estremi del reato). Il Procuratore generale ha chiesto l'inammissibilità del ricorso.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi di ricorso: il Tribunale, in sede di rinvio, ha correttamente effettuato un rinnovato scrutinio sulla legittimità della procedura di somma urgenza nei termini indicati dalla sentenza di annullamento, valutando elementi fattuali (informativa della PG) secondo i limiti consentiti dal sindacato di legittimità. La Corte ha escluso l'ammissione della documentazione prodotta in cassazione successivamente alla decisione impugnata (documento qualificato come produzione non consentita). Ha richiamato il principio che il controllo in cassazione sulle ordinanze cautelari è limitato a questioni di legge e non può estendersi a un riesame di merito o alla riconsiderazione integrale degli elementi fattuali. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di € 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma richiamata quale titolo dell'ordinanza resa in sede di rinvio per riesame dopo annullamento; disciplina le ordinanze in procedura penale e il rito del riesame.

  • art. 163 codice di appalto (cod. app. abr.)

    Norma sulla procedura di affidamento per somma urgenza: interpretata dalla Corte come non limitativa agli immobili espressamente colpiti dalla calamità, ma applicabile a interventi volti a eliminare situazioni dannose o pericolose derivanti dall'evento; tuttavia l'ente che invoca la somma urgenza deve poter dimostrare i presupposti fattuali dell'urgenza.

  • artt. 2 comma 1 e 5 legge 225/1992

    Richiamate in relazione alla disciplina della protezione civile e alla titolarità di intervento in caso di calamità; confermano che la procedura d'urgenza può trovare fondamento in situazioni di emergenza derivanti da evento calamitoso.

  • artt. 51 e 54 cod. pen.

    Richiamati come possibili scriminanti (stato di necessità e difesa/adempimento di un dovere) che la difesa aveva invocato per giustificare l'operato in somma urgenza; la Corte segnala che l'accertamento di tali scriminanti è limitato in sede cautelare e non può costituire oggetto di pieno riesame in cassazione.

  • art. 181, comma 1, d.lgs. n. 42/2004

    Norma invocata in relazione ai profili paesaggistici; la Corte ha rilevato che il Tribunale ha valutato la pertinanza dell'autorizzazione paesaggistica prodotta e ha ritenuto che quella depositata non risultasse riferibile all'opera in esame.

  • artt. 374 I. 2248/1865; r.d. n. 601/1931; r.d. n. 523/1904

    Norme penalistiche richiamate nell'incolpazione provvisoria relative a specifiche fattispecie connesse a opere pubbliche e responsabilità amministrative/penali; la corte ha confermato che l'assenza delle autorizzazioni costituiva fondamento per ritenere il fumus, nei limiti del sindacato sommario.

  • art. 606, lett. e) cod. proc. pen.

    Richiamato implicitamente: definisce i limiti del ricorso per cassazione per vizi della motivazione (lett. e) e la Corte ha ribadito che il ricorso contro ordinanze cautelari è ammesso solo per violazione di legge, non per mera rivalutazione dei fatti o delle difformità motivazionali non radicali.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es.: sez. 2 n. 42052/2019 e altre)

    Principio consolidato secondo cui in cassazione possono essere prodotti documenti solo se non esibibili nei precedenti gradi e non costituiscono prova nuova; le produzioni successive alla decisione impugnata sono inammissibili se implicano riesame di merito.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso ordinanze in materia di sequestro preventivo è limitato a questioni di legge: non è ammesso un riesame di merito o la riconsiderazione completa degli elementi fattuali se non per errori giuridici evidenti.
  • La procedura di somma urgenza per lavori pubblici post-calamità può essere invocata anche per opere non identiche a quelle colpite dall'evento, purché gli interventi siano mirati a eliminare situazioni pericolose o dannose derivanti dalla calamità; tuttavia l'amministrazione deve documentare i presupposti fattuali dell'urgenza (es. isolamento, impraticabilità delle vie alternative).
  • In fase cautelare la valutazione del fumus commissi delicti è necessariamente sommaria: divergenze nei dati di fatto tra difesa e giudice possono essere censurate solo nei limiti della legge; le contestazioni che mirano a rivedere il percorso argomentativo del giudice sono, di regola, improprie in cassazione.
  • Documenti o prove prodotti in cassazione successivamente alla decisione impugnata sono, di norma, inammissibili salvo che si tratti di elementi davvero nuovi e non disponibili nei precedenti gradi; le parti devono produrre nelle fasi cautelari tutte le prove rilevanti.
  • Se si intende usare la somma urgenza per legittimare lavori senza autorizzazioni (idrauliche o paesaggistiche), è prudente acquisire e conservare atti amministrativi preventivi (richieste, pareri tecnici, relazioni del Genio Civile) che dimostrino la reale situazione di emergenza e l'impraticabilità delle alternative.

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