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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33287/2024 del 29/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione della sentenza di appello che aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado riguardante reati ambientali (discarica abusiva, abbandono/deposito incontrollato di rifiuti, trasporto non autorizzato). Il ricorrente deduceva: 1) errori sulla natura del reato di deposito incontrollato (istante vs permanente) e conseguente prescrizione delle condotte anteriori al 7/08/2019; 2) irregolarità nel trattamento della continuazione e nello specifico negli aumenti di pena per continuazione tra i diversi commi dell'art. 256 d.lgs. 152/2006; 3) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche nonostante collaborazione processuale e ridotto numero di viaggi; 4) mancata riduzione della pena per effetto della prescrizione e della continuazione con sentenza antecedente; 5) rifiuto ingiustificato delle pene sostitutive ai sensi della legge n. 689/1981; 6) mancata o carente motivazione circa la confisca del capannone e degli oggetti in esso, con contestazione del nesso di pertinenzialità e strumentalità rispetto al reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso complessivamente infondato e lo ha respinto. In particolare: il primo motivo è stato ritenuto infondato perché la Corte ha confermato il criterio di specialità per risolvere il concorso apparente di norme tra abbandono/deposito e discarica abusiva, riconoscendo la possibilità di progressione criminosa e l'assorbimento delle fattispecie minori in quella più grave; il secondo motivo è manifestamente infondato in quanto la Corte territoriale ha correttamente gestito l'assorbimento e non ha operato aumenti illegittimi; il terzo e il quarto motivo sono stati dichiarati inammissibili avendo la Corte di merito adeguatamente motivato la mancata concessione delle attenuanti generiche e la dosimetria della pena, valorizzando i precedenti e la gravità del fatto; il quinto motivo (pene sostitutive) è stato ritenuto manifestamente infondato perché il diniego era adeguatamente motivato alla luce della discrezionalità del giudice e dei criteri dell'art. 133 c.p.; il sesto motivo è inammissibile per aspecificità e perché la confisca è stata ritenuta legittima essendo capannone e mezzi strumenti o corpi del reato. Nel complesso la sentenza impugnata è confermata.

Norme richiamate

  • art. 15 cod. pen.

    Principio di specialità utilizzato per risolvere il concorso apparente di norme: la fattispecie piu' grave assorbe quella meno grave quando sussiste duplice tipicità sopravvenuta

  • art. 157 cod. pen.

    Richiamato nell'ambito delle questioni prescrizionali; valutazione della prescrizione in relazione alla fattispecie assorbente

  • art. 161 cod. pen.

    Richiamato in relazione agli effetti della prescrizione e alla sua computazione rispetto alle fattispecie riqualificate o assorbite

  • art. 256 d.lgs. 152/2006

    comma 1, lettere a) e b); comma 2; comma 3

    Distinzione tra abbandono/deposito incontrollato (commi 1 e 2) e discarica abusiva (comma 3); la Corte indica criteri qualificatori (area, quantità, sistematicità, eterogeneità, definitività) e riconosce l'assorbimento della fattispecie minore nella più grave quando ricorrono tali elementi

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiamato nel quadro delle norme processuali connesse alla decisione di merito; non impone annullamento ove motivazione sia adeguata

  • art. 62-bis cod. pen.

    Regola l'onere motivazionale del giudice in ordine alle attenuanti generiche: il loro riconoscimento richiede elementi positivi e il diniego può essere motivato con l'assenza di elementi favorevoli

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena; la Corte conferma l'ampia discrezionalità del giudice di merito nel graduare la pena entro i parametri previsti

  • art. 81 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla determinazione della pena e ai principi che regolano l'accumulazione/continuazione

  • art. 20-bis cod. pen.

    Riferimento normativo collegato alla disciplina delle pene sostitutive e alla valutazione del giudice in merito all'applicabilità

  • art. 53 legge 24 novembre 1981 n. 689

    Richiamato nel contesto delle sanzioni sostitutive e della competenza del giudice a valutare l'idoneità della pena sostitutiva

  • art. 58 legge 24 novembre 1981 n. 689

    Stabilisce i criteri per l'applicazione delle pene sostitutive; il giudice deve valutare ai sensi dell'art.133 c.p. l'efficacia della pena sostitutiva rispetto alla rieducazione e alla prevenzione del rischio di recidiva

  • art. 240 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla confisca e alla incidenza sulle misure patrimoniali; la Corte ha ritenuto legittima la confisca di capannone e mezzi qualificandoli come strumenti o corpi del reato

Massime di principio

  • Distinguere abbandono/deposito incontrollato da discarica abusiva valutando area occupata, quantità dei rifiuti, sistematicità, eterogeneità e carattere definitivo: se presenti elementi di maggiore gravità la fattispecie piu' grave assorbe quella minore
  • In caso di concorso apparente di norme si applica il principio di specialità (art.15 c.p.): la norma piu' speciale o piu' grave assorbe la norma meno grave quando ricorre duplice tipicità sopravvenuta
  • La prescrizione deve essere calcolata tenendo conto della riqualificazione e dell'assorbimento delle condotte: se reati minori sono stati assorbiti in una fattispecie piu' grave, la prescrizione va valutata sulla fattispecie assorbente
  • Il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche richiede elementi positivi di merito; la mera collaborazione o la mancanza di precedenti non garantiscono automaticamente la loro concessione
  • La determinazione della pena e le scelte tra pene detentive e sanzioni sostitutive rientrano nella discrezionalità del giudice di merito; la motivazione è sindacabile in Cassazione solo se manifesta carenza logica o illogicità
  • La confisca di beni, capannoni o mezzi puo' essere legittima se tali beni risultano essere strumenti o 'corpi' del reato o luoghi in cui il reato si è realizzato; le censure generiche sulla mancata motivazione sono inammissibili se la sentenza di merito spiega il nesso
  • In impugnazioni per cassazione è essenziale la specificità delle doglianze: censure generiche o non dettagliate (soprattutto su misure patrimoniali) sono spesso dichiarate inammissibili

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