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Sentenza

Sentenza n. 1976/2026 - Catania, Sezione 5

per l'accertamento dell’illegittimità del silenzio - inadempimento serbato dal Comune di Capo D’Orlando relativamente alla nota trasmessa dai ricorrenti in data 18 dicembre 2025, con la quale è stato chiesto l’annullamento di tutti i titoli edilizi illegittimamente rilasciati per il fabbricato contraddistinto con la part. 510 del foglio di mappa 7 in Capo d’Orlando e l’adozione dei provvedimenti repressivi/ripristinatori e sanzionatori del caso, per quanto di competenza e spettanza; e per la conseguenziale condanna del medesimo Comune di Capo d’Orlando a provvedere al riguardo entro un termine perentorio.

Giustizia amministrativa202600678

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. VSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune sull’istanza di verifica della legittimità dei titoli edilizi relativi a un fabbricato e di adozione dei provvedimenti repressivi, ripristinatori e sanzionatori

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari confinanti)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti, proprietari di un immobile confinante con un fabbricato ubicato su una particella demaniale, hanno segnalato al Comune e ad altre amministrazioni la possibile inesistenza o erroneità dei titoli edilizi e delle certificazioni riferiti al fabbricato, che sarebbero in realtà riferibili ad altro edificio. Hanno inoltre dedotto l’assenza del parere della Soprintendenza, il mancato rispetto delle distanze tra edifici e l’assenza del parere del Genio civile. Con nota del 18 dicembre 2025 hanno chiesto l’annullamento dei titoli edilizi ritenuti illegittimi e l’adozione dei provvedimenti repressivi, ripristinatori e sanzionatori di competenza. A fronte del mancato riscontro, anche dopo successivi solleciti, hanno proposto ricorso avverso il silenzio ai sensi dell’art. 117 c.p.a., richiamando anche l’autotutela doverosa prevista dall’art. 21-nonies, comma 2-bis, l. 241/1990. Hanno sostenuto la propria legittimazione in ragione dello stabile collegamento con l’area e della lesione diretta derivante dagli abusi edilizi realizzati sul terreno confinante.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e ha dichiarato l’obbligo del Comune di concludere il procedimento con un provvedimento espresso sull’istanza dei ricorrenti entro 90 giorni dalla comunicazione amministrativa della sentenza o, se anteriore, dalla sua notificazione su istanza di parte. Il Collegio ha riconosciuto la legittimazione del proprietario confinante ad agire contro il silenzio relativo a una segnalazione circostanziata di abusi edilizi, poiché l’abusività delle opere può produrre effetti nocivi immediati e diretti sul bene del vicino. Ha precisato che l’amministrazione deve attivare un procedimento di controllo e concluderlo con un provvedimento espresso, sanzionatorio oppure di motivata archiviazione qualora accerti la legittimità delle opere; non è quindi sufficiente il comportamento meramente silente. Il giudice non ha disposto direttamente l’annullamento dei titoli né l’irrogazione delle sanzioni, limitandosi a imporre la conclusione espressa del procedimento. Per l’eventuale ulteriore inerzia è stato nominato commissario ad acta il Segretario generale del Comune di Sant’Agata di Militello, con termine di 90 giorni dalla scadenza assegnata al Comune. Il Comune di Capo d’Orlando è stato condannato alle spese, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori di legge, se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Consente di proporre ricorso avverso il silenzio-inadempimento dell’amministrazione.

  • art. 31 c.p.a.

    Il silenzio dell’amministrazione sull’istanza circostanziata di repressione di abusi edilizi è impugnabile quando sussiste l’obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso.

  • art. 21-nonies, comma 2-bis, l. 241/1990

    È richiamato dai ricorrenti in relazione all’autotutela doverosa nei casi di false rappresentazioni o dichiarazioni sostitutive false o mendaci; la sentenza non decide direttamente sull’esercizio dell’autotutela.

  • art. 97 Cost.

    È richiamato quale fondamento dei doveri di correttezza e buona amministrazione che, in presenza di una potestà amministrativa e di esigenze di giustizia sostanziale, impongono una pronuncia espressa.

  • art. 71 d.P.R. 115/2002

    È richiamato per il termine di cento giorni entro il quale il commissario ad acta deve presentare la nota specifica delle spese per la liquidazione del compenso, a pena di decadenza.

Massime di principio

  • Il proprietario di un’area confinante con quella sulla quale sono state realizzate opere edilizie asseritamente abusive è legittimato a proporre ricorso avverso il silenzio dell’amministrazione quando l’abusività denunciata può produrre effetti nocivi immediati e diretti sul suo bene.
  • A fronte di una segnalazione circostanziata e documentata di possibili abusi edilizi, il Comune deve attivare un procedimento di controllo e concluderlo con un provvedimento espresso, che può essere sanzionatorio oppure consistere in una motivata archiviazione ove sia accertata la legittimità delle opere.
  • L’azione contro il silenzio può essere accolta per imporre all’amministrazione di provvedere, senza che il giudice amministrativo debba sostituirsi all’amministrazione nell’accertamento definitivo dell’abuso o nell’adozione delle conseguenti sanzioni.
  • Quando l’amministrazione rimane ulteriormente inerte dopo la sentenza che le impone di provvedere, il giudice può nominare sin d’ora un commissario ad acta, assegnandogli un termine per l’esercizio sostitutivo del potere.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneLegittimazione e interesse a ricorrereBuona fede e correttezza della PAOttemperanza e commissario ad acta

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