Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34406/2024 del 12/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di patteggiamento che applicava la pena e disponeva la confisca di quanto sequestrato (denaro, cellulari, stupefacente) e, per Islami, l'espulsione. I motivi principali erano: 1) genericità e carenza motivazionale della confisca, in particolare mancanza di specifico nesso fra denaro/cellulari e le fattispecie di "prodotto, profitto o prezzo" del reato di detenzione a fini di spaccio; 2) omessa valutazione (e mancata informazione in sede di immediato) della possibilità di applicare una sanzione sostitutiva della pena; 3) mancanza di motivazione adeguata circa la pericolosità sociale ai fini dell'espulsione.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondati i motivi relativi alla confisca: la decisione emessa dal tribunale era generica e priva di puntuale motivazione circa il rapporto fra i beni confiscati (denaro, cellulari) e le categorie previste dagli artt. 240 e 240-bis c.p. e dall'art. 85-bis DPR 309/90. Perciò la Corte ha annullato la sentenza limitatamente alla misura della confisca e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio sul solo punto al tribunale di Vercelli in diversa composizione. Per il resto i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili: la questione sulla sanzione sostitutiva è stata giudicata generica e priva di specifiche deduzioni, mentre l'impugnazione dell'espulsione proposta da Islami è stata ritenuta infondata perché la motivazione del giudice di merito, richiamando gravità della condotta e assenza di fonti di reddito, è stata considerata adeguata e non vanificata da deduzioni specifiche.

Norme richiamate

  • art. 240 c.p.

    La Corte ricorda che la confisca ex art. 240 riguarda "prodotto, profitto o prezzo" del reato; va pertanto motivato il nesso tra i beni sequestrati (es. danaro, telefoni) e tali categorie per legittimare la confisca.

  • art. 240 bis c.p.

    Richiamata per i rimandi legislativi in materia di confisca allargata; la Corte ne evidenzia l'applicazione con le cautele previste, in particolare sull'onere di giustificazione della provenienza del denaro.

  • art. 73 DPR 309/1990 (comma 5 e comma 7-bis)

    Collegamento tra reati sugli stupefacenti e disciplina della confisca: la confisca dei beni è ammessa se risulta il nesso di pertinenzialità o la qualifica di prezzo/prodotto/profitto; il richiamo al comma 7-bis sottolinea il vincolo al testo penale.

  • art. 85-bis DPR 309/1990

    Rimando all'art. 240-bis: consente la confisca anche per beni la cui provenienza non è giustificata, salvo ipotesi di lieve entità; va però provato il rapporto con l'illegalità o l'insufficiente giustificazione della provenienza.

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Norma sul patteggiamento: la sentenza di applicazione della pena è stata resa ai sensi di questa disposizione, ma resta soggetta ai limiti di motivazione e verifica richiesti dalla Cassazione per i provvedimenti complementari come la confisca e l'espulsione.

  • art. 606 cod. proc. pen. (comma 1, lett. b) ed e))

    Norme che individuano i vizi impugnabili per cassazione (vizi di motivazione e violazione di legge): i ricorrenti hanno invocato tali vizi in relazione alla confisca e all'espulsione; la Corte ha ritenuto fondati i rilievi sul primo profilo (motivazione della confisca) e inammissibili/generici gli altri.

  • art. 448 comma 2-bis cod. proc. pen.

    La Corte richiama la limitazione dei rimedi avverso sentenza di patteggiamento quando una misura di sicurezza sia frutto dell'accordo; se non è frutto dell'accordo la verifica resta regolata dall'art. 606. Ciò ha inciso sulla valutazione dell'impugnazione dell'espulsione.

  • art. 53 L. n. 689/1981

    Riferimento alla possibilità di sanzione sostitutiva: la Corte ha ritenuto il vizio relativo all'omessa valutazione generico e inammissibile in mancanza di deduzioni specifiche.

Massime di principio

  • La confisca di denaro o di strumenti (es. cellulari) in reati connessi a stupefacenti richiede sempre una motivazione puntuale che dimostri il nesso di pertinenzialità o che il bene costituisca prodotto, profitto o prezzo del reato; la mera genericità o il rinvio a più disposizioni non è sufficiente.
  • Se si contesta la confisca, occorre specificare in ricorso (e fornire al giudice di merito) elementi concreti che mettano in dubbio il rapporto tra il bene sequestrato e l'attività di spaccio (es. assenza di contatti, contabilità, percorrenze incongruenti, destinazione delle somme), altrimenti il ricorso può essere dichiarato inammissibile o assorbito.
  • Nelle sentenze di patteggiamento il sindacato della Cassazione è limitato ma non impedisce il controllo della motivazione quando essa riguarda misure patrimoniali o misure di sicurezza non concordate: tali misure devono essere motivate con riferimento al caso concreto.
  • Le impugnazioni che si basano su questioni procedurali o costituzionali (es. mancata informazione su sanzioni sostitutive) devono contenere deduzioni concrete e specifiche su come l'omissione abbia inciso sulle scelte difensive; l'argomento generico è spesso inammissibile.
  • Per contestare l'espulsione da stranieri condannati è necessario proporre elementi concreti che contrastino la valutazione della pericolosità sociale (es. prova di legami familiari stabili, attività lavorativa, assenza di precedenti) poiché la Corte valuta la congruità della motivazione del giudice di merito.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.