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Cassazione Penale, Ordinanza n. 19144/2026 del 27/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza di patteggiamento del G.U.P. del Tribunale di Palmi, con la quale gli era stata applicata la pena concordata di anni 1, mesi 1 e giorni 10 di reclusione ed euro 2.871 di multa, con sostituzione della pena detentiva con la detenzione domiciliare di pari durata, per il reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti. L'unico motivo di ricorso contestava, in relazione al divieto di espatrio inserito tra le prescrizioni della pena sostitutiva, la violazione degli artt. 545-bis c.p.p., 20-bis c.p., 53, 56-bis e 56-ter della l. n. 689/1981 e dell'art. 2 del Protocollo n. 4 CEDU, sostenendo in sostanza che tale limitazione non potesse essere imposta nei termini adottati dal giudice di merito.

La decisione

La Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, affermando che il divieto di espatrio rientra tra le prescrizioni previste per le pene sostitutive della semilibertà, della detenzione domiciliare e del lavoro di pubblica utilità sostitutivi ai sensi dell'art. 56-ter l. n. 689/1981, come introdotto dal d.lgs. n. 150/2022. Poiché non ha natura di pena accessoria ma costituisce contenuto necessario e predeterminato della pena sostitutiva, esso deve essere applicato obbligatoriamente anche nel patteggiamento. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, commi 1 e 4, d.P.R. n. 309/1990

    Individua il reato oggetto del patteggiamento, relativo a condotte in materia di stupefacenti.

  • art. 545-bis c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente per contestare la legittimità delle prescrizioni collegate alla pena sostitutiva nel rito applicato.

  • art. 20-bis c.p.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla disciplina delle pene sostitutive.

  • art. 53 l. n. 689/1981

    Richiamato dal ricorrente nel tentativo di contestare la prescrizione del divieto di espatrio.

  • art. 56-bis l. n. 689/1981

    Richiamato dal ricorrente nel quadro della disciplina delle pene sostitutive.

  • art. 56-ter l. n. 689/1981

    La Corte afferma che, per le pene sostitutive della semilibertà, della detenzione domiciliare e del lavoro di pubblica utilità sostitutivi, il divieto di espatrio è una prescrizione necessaria e predeterminata, non una pena accessoria discrezionale.

  • art. 2 del Protocollo n. 4 CEDU

    Invocato dal ricorrente a sostegno della censura sulla limitazione della libertà di movimento.

  • art. 616 c.p.p.

    Fondamento della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità.

  • art. 71 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Richiamato per evidenziare che ha introdotto l'art. 56-ter l. n. 689/1981.

Massime di principio

  • Nel sistema delle pene sostitutive, il divieto di espatrio può costituire una prescrizione obbligatoria e predeterminata quando sia espressamente prevista dalla disciplina legale applicabile, senza necessità di una specifica valutazione discrezionale del giudice.
  • La qualificazione di una limitazione come prescrizione necessaria della pena sostitutiva impedisce di trattarla come pena accessoria autonoma; di conseguenza, la sua applicazione è compatibile anche con il patteggiamento.
  • Le censure che contestano prescrizioni legali della pena sostitutiva sono manifestamente infondate quando l'imputato, nel programma di trattamento sottoscritto, abbia già aderito alle limitazioni della libertà di movimento previste dall'autorità giudiziaria.
  • L'inammissibilità del ricorso per cassazione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieRiti alternativiSpaccio
RamiProcesso penaleStupefacenti

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