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Cassazione Penale, Ordinanza n. 19126/2026 del 27/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello di Lecce, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Brindisi, aveva assolto l'imputato dal reato di omesso versamento di ritenute certificate e dichiarato estinto per prescrizione il reato di omesso versamento dell'IVA, revocando la confisca relativa al primo capo e confermando la confisca diretta del profitto pari a euro 589.444 per il secondo capo. Il ricorrente ha contestato, con un primo motivo, la configurabilità del reato di cui al capo b) (art. 10-ter d.lgs. 74/2000), sostenendo in sostanza che la crisi aziendale della società amministrata avrebbe escluso la rilevanza penale della condotta; con un secondo motivo ha censurato la conferma della confisca diretta disposta per il reato dichiarato prescritto, deducendo l'illegittimità della misura. La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo una richiesta di rivalutazione del compendio probatorio e il secondo inammissibile per difetto di legittimazione del ricorrente, poiché la confisca diretta era stata disposta nei confronti della società.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto manifestamente infondato il motivo sulla configurabilità del reato di omesso versamento IVA, perché volto a sollecitare una nuova valutazione del merito e comunque contrastante con la motivazione dei giudici di appello, che avevano escluso efficacia scriminante alla crisi aziendale. Ha inoltre dichiarato inammissibile il motivo sulla confisca diretta, osservando che la misura era stata disposta nei confronti della società e che il ricorrente, avendo proposto ricorso in proprio, era privo di legittimazione a dolersene. Conseguentemente sono state poste a suo carico le spese processuali e il pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 10-bis d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma richiamata come capo di imputazione originario; in appello il reato è stato escluso perché il fatto non sussiste.

  • art. 10-ter d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma richiamata come capo di imputazione relativo all'omesso versamento IVA; la Corte di appello ha ritenuto integrato il reato e lo ha dichiarato estinto per prescrizione, confermando la confisca diretta del profitto.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    In caso di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito ottenere una rivalutazione alternativa delle fonti probatorie, quando la sentenza impugnata sia sorretta da motivazione logica e coerente sulla configurabilità del reato.
  • La crisi aziendale dell'obbligato non integra di per sé una causa scriminante dell'omesso versamento tributario, se i giudici di merito hanno escluso in concreto che essa valga a neutralizzare l'antigiuridicità della condotta.
  • La censura relativa alla confisca è inammissibile se proposta da un soggetto privo di legittimazione rispetto al destinatario della misura, in particolare quando la confisca sia stata disposta nei confronti di un diverso soggetto giuridico.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso determina, per legge, la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieOmesso versamentoImpugnazioni
RamiReati tributariProcesso penale
IstitutiConfiscaOnere della prova

Testo integrale

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