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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 28307/2021 del 15/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le resistenti avevano instaurato giudizio per ottenere l'accertamento che nulla dovessero all'avv. Gelsomino in relazione al compenso richiesto per l'attività di patrocinio e per una specifica scrittura privata del 23.8.2010. Il Tribunale di Avellino aveva riconosciuto un debito minore rispetto a quanto richiesto dal professionista; la Corte d'Appello di Napoli ha riformato ritenendo che nulla fosse dovuto, perché l'accordo scritto risultava risolto dopo pochi giorni e la transazione con l'assicuratore fu poi raggiunta da altro difensore in momento successivo e a condizioni diverse. Gelsomino ha impugnato con ricorso per cassazione articolato in nove motivi, denunciando nullità, violazioni di norme probatorie e di diritto sostanziale e processuale, nonché contestando la statuizione sul contributo unificato

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso ex art. 360-bis c.p.c., richiamando la giurisprudenza di legittimità (Cass. SU n. 7155/17) e rilevando che le censure del ricorrente non si confrontavano con la motivazione decisiva della Corte territoriale ma insistevano su una diversa valutazione del merito probatorio. La Corte ha altresì ritenuto prive di interesse o inammissibili le censure attinenti al contributo unificato. Per questi motivi il ricorso è dichiarato inammissibile e Gelsomino è condannato a rifondere alle resistenti le spese di lite in Cassazione, liquidate in Euro 10.500,00 oltre accessori e rimborso forfetario, con obbligo di pagamento dell'ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art.13 comma 1-quater del d.P.R. 115/2002

Norme richiamate

  • art. 360-bis cod. proc. civ.

    La norma è stata invocata per dichiarare inammissibile il ricorso di legittimità quando le doglianze non si confrontano con la motivazione decisiva del giudice d'appello o riguardano valutazioni di merito non sindacabili in cassazione

  • Cass. SS.UU. n. 7155/2017

    Richiamata come criterio per l'inammissibilità dei motivi che non evidenziano la rilevanza della doglianza rispetto alla motivazione del giudice di merito

  • artt. 2719, 215 e 116 cod. proc. civ.

    Censure sul disconoscimento della sottoscrizione e sulle modalità di produzione e valutazione della prova scritta; la Corte territoriale è stata ritenuta aver adeguatamente valutato la rilevanza e la provenienza dello scritto

  • artt. 2233 e 2237 cod. civ.

    Riferiti in relazione alla determinazione del compenso professionale e al regime delle tariffe; la Corte ha osservato che il ricorrente aveva chiesto il riconoscimento del compenso solo in base all'accordo del 23.8.2010, non in termini generali

  • art. 36 Cost.

    Richiamato dal ricorrente in relazione al diritto al giusto compenso; la Corte ha ritenuto che il ricorrente non avesse dedotto in modo pertinente tale pretesa in appello e che la questione non fosse distinta dall'oggetto dell'appello

  • art. 112 cod. proc. civ.

    Invocato in ordine all'onere di allegazione e alle domande proposte dalle resistenti; la Corte d'appello ha ritenuto che le doglianze delle clienti fossero state adeguatamente considerate

  • art. 2700 cod. civ.

    Riferito relativamente al valore e rilievo degli atti pubblici (procura notarile); la Corte ha valutato che la procura integrava il mandato ma che l'accordo scritto integrativo era autonomo e successivamente risolto

  • artt. 115 e 116 cod. proc. civ. e art. 2697 cod. civ.

    Richiamati in relazione alla valutazione del materiale probatorio e degli oneri probatori; la Corte ha ritenuto che la valutazione delle prove fosse questione di merito non sindacabile in Cassazione quando la motivazione di merito è congrua

  • art. 2712 e art. 2697 cod. civ.

    Invocate in tema di prova testimoniale e presunzioni; la Corte ha escluso che vi fosse omissione o vizio nella valutazione dei testimoni da parte del giudice d'appello idoneo a fondare il ricorso di legittimità

  • art. 13 comma 1-quater d.P.R. 115/2002 (come modificato dalla legge 228/2012)

    Riferito in relazione all'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato dall'appellante incidentale soccombente; la Corte ha ritenuto la questione attinente al rapporto fra parte e Amministrazione e ha comunque dato atto della sussistenza dei presupposti per l'ulteriore versamento

  • Cass. SS.UU. n. 4315/2020

    Richiamata per chiarire il principio di interesse a impugnare questioni relative al contributo unificato e che la relativa controversia è soggetta a rimedio amministrativo quando concerne l'atto impositivo

Massime di principio

  • In Cassazione non è possibile chiedere una rivalutazione del merito probatorio: i motivi devono confrontarsi specificamente con la motivazione decisiva del giudice d'appello per essere ammessi
  • Le doglianze che non affrontano la motivazione del giudice di merito o che propongono ricostruzioni alternative dei fatti sono di regola inammissibili ex art. 360-bis c.p.c.
  • Se il professionista richiede il compenso esclusivamente sulla base di un atto scritto specifico, il giudice valuta la rilevanza temporale e funzionale di quell'accordo rispetto all'incarico complessivo e al suo eventuale recesso
  • La prova dell'esistenza e della efficacia di una transazione o di accordi stragiudiziali richiede supporto probatorio concreto; affermazioni non documentate non valgono a ribaltare le conclusioni del giudice di merito
  • Le questioni relative al contributo unificato possono avere profili di interesse separati rispetto al giudizio tra le parti e, se derivano da un atto impositivo, vanno impugnate con i rimedi amministrativi previsti
  • Nel proporre ricorso per cassazione è essenziale articolare i motivi in termini giuridici e di fatto tali da mostrare il vizio di diritto e il nesso con la motivazione impugnata; mere affermazioni apodittiche o astratte comportano inammissibilità

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