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Cassazione Civile, Ordinanza n. 18638/2022 del 09/06/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (farmacista)

La controversia

La controversia nasce dal decreto del Sindaco di Taranto che aveva autorizzato la cessione della sede farmaceutica n. 1 del Comune in favore di una società, su istanza degli eredi del precedente titolare. Un farmacista iscritto all'albo aveva ottenuto dal TAR l'annullamento di quel decreto e il Consiglio di Stato aveva confermato la decisione. Gli interessati hanno quindi proposto ricorso per cassazione ex art. 362 c.p.c., deducendo due profili di eccesso di potere giurisdizionale: con il primo, hanno sostenuto che il giudice amministrativo avesse sconfinato pronunciandosi, incidenter tantum, sull'accettazione dell'eredità e avvalendosi di un accertamento già oggetto di un giudizio civile pendente, oltre a non sospendere il giudizio; con il secondo, hanno lamentato che il giudice amministrativo avesse valutato anche la questione del termine di presentazione della dichiarazione di successione, questione che, a loro dire, non era contestata dall'amministrazione e sarebbe comunque devoluta al giudice tributario.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le doglianze, pur formalmente prospettate come violazione dei limiti esterni della giurisdizione, riguardassero in realtà errores in procedendo e in iudicando interni alla giurisdizione amministrativa, non sindacabili in sede di regolamento di giurisdizione/cassazione ex art. 362 c.p.c. In particolare, l'accertamento sull'accettazione dell'eredità e sulla tempestività della dichiarazione di successione è stato qualificato come accertamento incidentale, necessario per decidere sulla legittimità dell'atto amministrativo impugnato, e non come decisione su uno status con efficacia di giudicato. È stata inoltre esclusa qualsiasi indebita sostituzione del giudice all'amministrazione o valutazione di merito dell'opportunità dell'atto. Le spese sono state poste a carico dei ricorrenti in favore della parte resistente costituita.

Norme richiamate

  • art. 362 c.p.c.

    consente il ricorso per cassazione solo per motivi attinenti alla giurisdizione; non per denunciare errori interni del giudice speciale.

  • art. 8 c.p.a.

    il giudice amministrativo può conoscere incidentalmente, senza efficacia di giudicato, delle questioni pregiudiziali relative a diritti necessarie a decidere la domanda principale; la riserva del comma 2 opera solo per stato e capacità delle persone e falso.

  • art. 39 c.p.a.

    richiamato dai ricorrenti in tema di sospensione; la sua violazione, se del caso, integra un errore processuale interno e non un difetto di giurisdizione.

  • art. 295 c.p.c.

    il mancato rinvio pregiudiziale o la mancata sospensione del processo amministrativo, quando dovuti, non integra eccesso di potere giurisdizionale ma errore processuale.

  • art. 79 c.p.a.

    il rinvio alle norme del codice di rito consente l'applicazione dell'art. 295 c.p.c. nel processo amministrativo.

  • art. 12, comma 12, L. n. 475 del 1968

    prevede che, in caso di morte del titolare della farmacia, gli eredi possano, entro un anno, trasferire la titolarità a favore di farmacista abilitato e continuare provvisoriamente l'esercizio sotto la responsabilità di un direttore.

  • art. 7 L. n. 362 del 1991

    richiamato come disciplina del termine semestrale per la vendita/cessione in vicende successorie di farmacie e come norma applicabile anche alla cessione della farmacia da parte degli aventi causa del titolare individuale.

  • art. 111 Cost.

    è il parametro evocato per censurare l'eccesso di potere giurisdizionale; la Corte ribadisce che esso non copre gli errori di giudizio interni al potere giurisdizionale.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    richiamato per dare atto dei presupposti del contributo unificato aggiuntivo in caso di rigetto/inammissibilità.

  • L. n. 228 del 2012

    norma di modifica del regime del contributo unificato richiamata nel dispositivo.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione ex art. 362 c.p.c. contro decisioni del Consiglio di Stato è ammissibile solo se denuncia un vero difetto di giurisdizione, assoluto o relativo, e non quando si contesti un errore del giudice speciale nell'applicazione di norme processuali o sostanziali.
  • La violazione delle regole sulla cognizione incidentale del giudice amministrativo, quando questi accerta questioni pregiudiziali su diritti solo ai fini della decisione sulla legittimità dell'atto impugnato, integra al più un errore interno alla giurisdizione e non uno sconfinamento nei limiti esterni.
  • L'accertamento incidentale di una questione successoria o di un fatto presupposto, se funzionale alla verifica della legittimità del provvedimento amministrativo, non produce giudicato sul relativo status e non esclude la cognizione del giudice amministrativo.
  • La mancata sospensione del processo amministrativo in presenza di una questione pregiudiziale pendente davanti ad altro giudice, quando non ricadano nelle ipotesi riservate all'autorità giudiziaria ordinaria, non configura eccesso di potere giurisdizionale ma eventuale errore processuale.
  • Non sussiste sconfinamento nella sfera del merito quando il giudice amministrativo si limita a controllare la legittimità del provvedimento senza sostituirsi all'amministrazione nelle valutazioni di opportunità o convenienza.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniConformità urbanistica e catastale
RamiProcesso civileImmobiliare
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoLitisconsorzio necessario

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