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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39175/2022 del 18/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP che aveva rigettato la richiesta di dissequestro del danaro sequestrato durante la perquisizione del 26 maggio 2021 presso l'abitazione e l'esercizio commerciale dell'indagato. Il ricorrente sosteneva che il denaro fosse frutto lecita dell'attività commerciale (macelleria) e che, anche ammettendo la veridicità delle dichiarazioni di un presunto complice, le somme non avrebbero rilevanza probatoria per la sussistenza del reato contestato

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il sequestro delle somme abbia natura duplice (probatoria e preventiva finalizzata alla confisca, ai sensi del combinato disposto di art. 240-bis cod. pen. e art. 85-bis DPR n. 309/1990). Il ricorrente non ha contestato né la giustapposizione del sequestro preventivo né ha dedotto violazioni di legge relative a tale misura; la genericità del motivo ha quindi determinato l'inammissibilità. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. pen.

    Regola il sequestro finalizzato alla confisca del profitto o del prezzo del reato; la Corte ha ritenuto che l'indicazione di tale norma nel provvedimento impugnato dimostri la natura preventiva del sequestro e giustifichi il mantenimento delle somme in vista della confisca

  • art. 85-bis DPR n. 309/1990

    Richiamato dal provvedimento impugnato insieme a art. 240-bis cod. pen., legittima l'applicazione delle misure di natura patrimoniale sui proventi di reati in materia di stupefacenti; la Corte interpreta il richiamo come prova della finalità preventiva/di confisca del sequestro

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna al pagamento di somme alla Cassa delle ammende in caso di dichiarazione di inammissibilità dell'impugnazione; la Corte ha applicato tale sanzione quantificandola in euro 3.000,00

Massime di principio

  • La stessa somma può essere sottoposta sia a sequestro probatorio sia a sequestro preventivo: il primo è volto a preservare una fonte di prova, il secondo è strumentale alla confisca (diretta o per equivalente)
  • Se il provvedimento impugnato indica l'applicazione di norme che finalizzano il sequestro alla confisca (es. art. 240-bis c.p. in combinato con norme speciali), il ricorso in Cassazione deve confrontarsi espressamente con la natura preventiva del sequestro; la mancata contestazione specifica comporta inammissibilità
  • In impugnazioni contro il rigetto del dissequestro, la censura limitata solo alla presunta inutilità probatoria delle somme può essere insufficiente se il sequestro era destinato anche alla confisca; occorre fornire motivi e prove specifiche sulla illegittimità procedimentale o sulla mancanza dei presupposti di legge del sequestro preventivo
  • Per opporsi efficacemente a un sequestro preventivo finalizzato alla confisca bisogna dedurre violazioni di legge o fornire elementi concreti che dimostrino la lecità della provenienza dei beni e/o l'erronea qualificazione come proventi del reato
  • Ricorsi generici o aspecifici che non affrontano il reale contenuto normativo e motivazionale del provvedimento impugnato sono a rischio di dichiarazione di inammissibilità e di condanna alle spese e ammende

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