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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39131/2022 del 18/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione contro la conferma della condanna per furto di energia elettrica (artt. 81 co.2, 624 e 625 n.2 c.p.). Il ricorrente deduceva un unico motivo: violazione/erronea applicazione della legge penale e vizio di motivazione (art. 27 Cost., artt. 40 e 42 c.p., art. 192 c.p.p.), sostenendo che la Corte d'Appello si era basata sulla sola qualifica formale di amministratore unico della Smeraldo senza prove che collegassero direttamente Cricelli alla stipula del contratto di fornitura o all'effettiva manomissione del contatore; eccepiva assenza degli atti probatori (contratto di fornitura, documento d'identità del sottoscrittore), presenza di altra società (Delfino Verde) e di terzi con accesso al contatore, e mancata dimostrazione della capacità tecnica del ricorrente a manomettere l'impianto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure chiedessero una rivalutazione del fatto e delle prove, sindacato non consentito in sede di legittimità, e che la motivazione della Corte d'Appello fosse logica, coerente e non macroscopicamente illogica. Ha inoltre precisato che la denunzia di violazione di norme costituzionali o CEDU non può essere proposta come motivo di cassazione ma, se del caso, come questione di legittimità costituzionale; e che la censura relativa all'art. 192 c.p.p. è inammissibile se la violazione non è sanzionata dagli istituti indicati dall'art. 606 c.p.p. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria nella misura indicata in dispositivo (importo non specificato nel testo fornito).

Norme richiamate

  • art. 81 co.2 cod. pen.

    Norma richiamata come parte dell'imputazione relativa al concorso di persone nel reato (titolarità del disegno criminoso).

  • art. 624 cod. pen.

    Articolo che disciplina il furto; norma sostanziale alla base della contestazione per l'impossessamento di energia elettrica.

  • art. 625 n. 2 cod. pen.

    Circostanza aggravante per furto commesso con abuso di relazioni professionali o con strumentalità; richiamata nell'imputazione.

  • art. 27 Cost.

    Denunciata dal ricorrente come violata; la Corte chiarisce che la presunta violazione di norme costituzionali non costituisce autonomo motivo di cassazione e, se rilevante, può dare luogo a questione di legittimità costituzionale.

  • art. 40 cod. pen.

    Norma richiamata nella contestazione originaria (elementi soggettivi e materiale del reato).

  • art. 42 cod. pen.

    Norma richiamata nella contestazione originaria (concorso di persone nel reato).

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente per vizi nella valutazione della prova; la Corte ricorda che la censura sulla violazione di tale norma è inammissibile in cassazione se la sua inosservanza non è sanzionata fra i casi indicati dall'art. 606 c.p.p.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Definisce i motivi di ricorso per cassazione; la Corte si è attenuta al limite di sindacato previsto, escludendo rinnovata valutazione probatoria e dichiarando inammissibile il motivo costituzionale proposto come tale.

  • art. 173 co.1 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione all'onere di sintesi nella esposizione del motivo di ricorso; utilizzato per la forma del ricorso.

  • art. 23 co. 8 dl. 137/2020 conv. L.176/2020 e art. 16 d.l. 228/21 conv. L.15/22

    Norme richiamate per giustificare le conclusioni scritte per l'udienza senza discussione orale (procedura adottata in udienza).

  • art. E16 cod. proc. pen.

    Richiamato nel testo come norma che attiene alle spese e alla sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità; la Corte rileva assenza di colpa grave nella determinazione della causa di inammissibilità e impone la sanzione prevista.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non può riesaminare i fatti né rivalutare le prove: i motivi che richiedono nuova valutazione probatoria sono inammissibili.
  • La denuncia di violazione di norme costituzionali o CEDU, proposta come motivo di cassazione, è inammissibile e, se ritenuta rilevante, va sollevata come questione di legittimità costituzionale.
  • La censura per la mancata osservanza dell'art. 192 c.p.p. è inammissibile in cassazione se la violazione non comporta una sanzione processuale espressamente prevista (nullità, incontestabilità ecc.).
  • In processi fondati su prove indiziarie, la Cassazione esercita un controllo limitato sulla motivazione: può intervenire solo se la motivazione è macroscopicamente illogica o contraddittoria (evidente 'ictu oculi').
  • Quando la responsabilità è ricavata da elementi come l'intestazione del contratto e la titolarità della gestione, il giudice può ritenere sufficiente tale collegamento in assenza di specifiche prove contrarie plausibili che indichino responsabilità di terzi.
  • Per la difesa: è strategico produrre prova documentale diretta (contratti di fornitura, firme, cessioni, ruoli gestionali, prove di accesso di terzi) e contestare la catena di acquisizione e la capacità tecnica attribuita dall'accusa, poiché l'assenza di questi elementi rende più difficile la conferma in sede di merito ma non garante di revisione in Cassazione.

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