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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9243/2025 del 06/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di riesame proposta da Biagio Italiano in qualità di legale rappresentante della "Ital. Serv. s.a.s." avverso il decreto di sequestro preventivo a fini impeditivi sul patrimonio aziendale e sulle quote sociali. L'atto contestava primariamente l'inammissibilità per presunta violazione dell'art. 39 d.lgs. n. 231/2001 (divieto di nomina del difensore da parte del legale rappresentante indagato per il reato presupposto) nonché la mancata valutazione nel merito di fumus commissi delicti, periculum in mora e dei principi di adeguatezza, proporzionalità e gradualità rispetto al sequestro. La fattispecie di reato contestata è l'attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti (art. 452-quaterdecies c.p.), con l'accusa che la società abbia raccolto e trasportato rifiuti per conto di una società non autorizzata all'intermediazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: ha annullato l'ordinanza nella parte in cui aveva dichiarato inammissibile l'istanza di riesame proposta dal legale rappresentante della "Ital. Serv. s.a.s." e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale competente. La Corte ha stabilito che, se l'ente al momento della proposizione dell'impugnazione non era a conoscenza di un procedimento ex d.lgs. 231/2001 (non aveva ricevuto l'informazione di garanzia e non risultava indagato nell'ordinanza), la nomina del difensore da parte del legale rappresentante indagato non determina automaticamente l'inammissibilità: l'ente può legittimamente agire come "terzo" per la restituzione dei beni sequestrati. Tuttavia, se e quando l'ente viene a conoscenza del procedimento 231, è obbligato a costituirsi correttamente e, a pena di inefficacia della nomina, a sostituire il rappresentante incompatibile (con possibilità di nomina di difensore d'ufficio se non adempiuto). Le questioni di merito relative a fumus, periculum e proporzionalità sono state rinviate al Tribunale per essere esaminate nel merito.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 231 del 2001, art. 39

    "l'indicazione della procura"

    Il divieto di rappresentanza previsto dall'art. 39 non trova applicazione quando l'ente non è a conoscenza di essere sottoposto a procedimento ex d.lgs. 231/2001; in tale caso la nomina del difensore da parte del legale rappresentante indagato è ammessa fino al momento in cui l'ente viene a conoscenza del procedimento, momento dal quale l'ente deve costituirsi validamente e sostituire il rappresentante incompatibile.

  • d.lgs. n. 231 del 2001, art. 57

    prescrive l'informazione di garanzia all'ente

    La comunicazione dell'informazione di garanzia è elemento rilevante per stabilire la conoscenza da parte dell'ente della pendenza di un procedimento 231; l'assenza di tale comunicazione giustifica che l'ente si comporti come 'terzo'.

  • d.lgs. n. 231 del 2001, art. 40

    Rimarcata la previsione della nomina del difensore d'ufficio a tutela dell'ente qualora l'ente rimanga privo di difesa.

  • Codice di procedura penale, art. 322 e art. 322-bis

    La disciplina del terzo legittimato a chiedere la restituzione dei beni sequestrati si applica all'ente che non sia a conoscenza di un procedimento amministrativo da reato a suo carico; l'ente in tale posizione può proporre istanza di riesame come soggetto avente diritto alla restituzione.

  • Codice di procedura penale, art. 324

    Regola il riesame del provvedimento di sequestro; la Corte ha disposto il rinvio perché il Tribunale esamini nel merito le censure sul fumus e sul periculum.

  • Codice di procedura penale, art. 321

    Riferimento alla disciplina del sequestro preventivo i cui profili di adeguatezza, proporzionalità e gradualità devono essere valutati in sede di riesame dal giudice del rinvio.

  • Codice di procedura penale, art. 591, comma 1, lett. a)

    Principio che consente l'accertamento d'ufficio della difetto di legittimazione all'impugnazione; la Corte lo richiama nel quadro della giurisprudenza che esclude la nomina valida del difensore se sussiste l'incompatibilità nota.

  • Codice penale, art. 452-quaterdecies

    Norma che definisce il reato contestato (attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti); la valutazione del fumus di tale reato è rinviata al Tribunale.

  • Costituzione, artt. 24 e 111

    Richiamati in relazione ai diritti di difesa e al giusto processo; la decisione tutela il diritto dell'ente a difendersi senza essere incolpato di inadempimenti procedurali imputabili alla mancata comunicazione dell'autorità.

  • CEDU, art. 6

    Riferimento ai diritti processuali e al giusto processo nell'ambito delle garanzie difensive.

Massime di principio

  • Se un ente subisce un sequestro di beni ma non è a conoscenza di un procedimento ex d.lgs. 231/2001 (nessa informazione di garanzia e non indicazione tra gli indagati), può legittimamente agire in sede di riesame come "terzo" per ottenere la restituzione dei beni, anche mediante difensore nominato dal legale rappresentante poi risultato indagato.
  • La nomina del difensore da parte del legale rappresentante indagato è ammissibile fino a quando l'ente non viene a conoscenza della pendenza del procedimento 231; una volta acquisita tale conoscenza l'ente deve costituirsi validamente e, a pena d'inefficacia della nomina, sostituire il rappresentante incompatibile.
  • L'autorità investigativa/procedente ha l'obbligo di informare l'ente della pendenza del procedimento ex d.lgs. 231/2001 (informazione di garanzia); privare l'ente di tale comunicazione e poi irrogare effetti procedurali che impediscono la sua difesa sarebbe irragionevole.
  • Quando l'ammissione dell'impugnazione viene comunque autorizzata sulla base della mancata conoscenza del procedimento 231, le questioni di merito relative a fumus commissi delicti, periculum in mora e ai principi di adeguatezza/proporzionalità del sequestro devono essere esaminate dal giudice di rinvio in sede di riesame.
  • L'ente non è tenuto a compiere indagini preventive presso la Procura per verificare annotazioni a suo carico; spetta all'autorità procedente comunicare ufficialmente l'esistenza di indagini a carico della persona giuridica.

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