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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9214/2025 del 06/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano per cassazione sostenendo: per Levote e Santini la sentenza sarebbe viziata da mancata, contraddittoria e illogica motivazione in relazione alla loro responsabilità ex art.116 c.p. (concorso anomalo), poiché mancherebbe il nesso causale e psicologico e la prevedibilità del passaggio dalla condotta volta a recuperare un cellulare alla rapina; contestano altresì il trattamento sanzionatorio e la mancata applicazione nella massima estensione delle attenuanti (art.62-bis e art.116 c.p.), nonché l'equivalenza di pena tra coimputati con ruoli diversi. Ferrari deduce la genericità degli accertamenti sulla sua posizione psico-fisica e chiede la riforma in favore della qualificazione a furto in ragione di precedenti episodi di violenza subiti, dedotte in modo generico.

La decisione

Tutti i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. La Corte di Cassazione ha confermato che, ai fini dell'art.116 c.p., è necessario un nesso causale e soprattutto psicologico (prevedibilità del reato più grave) tra la condotta volontaria e l'evento diverso; ha ritenuto che la partecipazione volontaria a una "spedizione" per recuperare un telefono rendeva prevedibile l'impossessamento di altri beni e quindi legittima la qualificazione per rapina e la responsabilità concorrente di Levote e Santini. Sul piano sanzionatorio ha ritenuto congrua la motivazione della Corte territoriale circa la mancata concessione delle attenuanti nella misura massima, e ha rigettato il ricorso di Ferrari come troppo generico. Le parti private sono state condannate alle spese e, ai sensi dell'art.616 c.p.p., al versamento di €3.000,00 alla Cassa delle ammende per profili di colpa nella proposizione dei ricorsi.

Norme richiamate

  • art. 116 cod. pen.

    Richiede, per configurare il concorso cosiddetto "anomalo", la sussistenza di un nesso causale e psicologico tra la condotta voluta (reato minore) e l'evento diverso (reato più grave), accertabile con il criterio della prevedibilità concreta in rapporto alla personalità dell'esecutore e al contesto.

  • art. 628 cod. pen.

    Norma che definisce la rapina; applicata nella qualificazione del fatto ritenuto commesso dagli imputati, in relazione alla condotta di impossessamento con violenza o minaccia.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Circostanza attenuante generica: la Corte ha ritenuto non sussistenti elementi tali da concederla nella massima estensione, richiamando la discrezionalità motivata del giudice nella valutazione del trattamento sanzionatorio.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma utilizzata per imporre alle parti private che hanno proposto ricorsi dichiarati inammissibili il pagamento delle spese e, compatibilmente con profili di colpa, un'ammenda alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Per il concorso anomalo (art.116 c.p.) non basta la mera partecipazione a un'azione comune: occorre dimostrare il nesso psicologico e la prevedibilità concreta dell'evento più grave.
  • La partecipazione volontaria a una "spedizione" o azione rischiosa rende prevedibile, e quindi imputabile, un eventuale aggravamento dell'evento criminoso se tale evoluzione rientra nell'ordinario svolgersi dei fatti.
  • La valutazione delle attenuanti generiche e della riduzione ai sensi dell'art.116 c.p. è rimessa al giudice del merito, che deve motivare adeguatamente il mancato riconoscimento nella massima estensione; la mera denegazione non è di per sé censurabile se fondata su elementi ostativi.
  • Argomentazioni generiche o non specificate (es. riferimenti vaghi a pregressi abusi subiti) sono insufficienti in cassazione per ottenere la riforma della qualificazione giuridica del fatto.
  • La proposizione di ricorsi manifestamente inammissibili può comportare condanne alle spese e ammende se sussistono profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

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