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Sentenza

Sentenza del 20/02/2023 n. 5274 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto i primi tre motivi di ricorso (contrasto dell'estensione del giudicato esterno; errata qualificazione catastale; rilievo infondato dell'art.154 D.Lgs.152/2006) e ha assorbito il quarto. Ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Commissione tributaria regionale del Piemonte in diversa composizione per un nuovo esame conformemente ai principi di diritto espressi dalla Corte.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione della sentenza della CTR Piemonte che aveva rigettato l'appello dell'Agenzia e accolto i ricorsi della contribuente avverso avvisi di accertamento catastale: l'Agenzia censurava (i) l'erronea estensione del giudicato esterno (preclusione) a unità immobiliari diverse; (ii) la erronea qualificazione delle opere (dighe, invasi e impianti idrici) in categoria E/9 invece che nella categoria D/7, sostenendo la natura commerciale/industriale dell'attività di gestione del servizio idrico anche per via della natura economica della tariffa; (iii) l'utilizzo dell'art.154 D.Lgs. 152/2006 a supporto della qualificazione come corrispettivo commerciale della tariffa; (iv) omissione di adeguata motivazione in ordine alla natura non remunerativa della tariffa.

Norme richiamate

  • R.D.L. 21 dicembre 1939, n. 652, art. 5

    Si considera unità immobiliare urbana ogni parte di immobile che, nello stato in cui si trova, è di per sè stessa utile ed atta a produrre un reddito proprio.

    Definisce la nozione di unità immobiliare urbana (UIU) come componente suscettibile di autonoma funzionalità e redditività; rilevante per stabilire identità di oggetto e autonomia ai fini dell'accatastamento.

  • D.P.R. 23 maggio 1949, n. 1142, artt. 40, 61, 62

    Art.40 e artt. 61-62 (definizioni e regole per il classamento e la destinazione ordinaria).

    Stabilisce che il classamento si fonda su riscontro per ogni UIU, sulla destinazione ordinaria e caratteristiche oggettive: il classamento è prospettiva reale basata su caratteristiche costruttive e potenzialità d'uso, non sul mero uso concreto.

  • D.M. 2 gennaio 1998, n. 28, art. 2

    Definizione di unità immobiliare.

    Conferma la nozione di UIU come porzione o insieme di fabbricati o area con autonomia funzionale e reddituale, richiamata dalla Corte per escludere l'identità oggettiva tra unità diverse.

  • D.M. 14 settembre 1994, n. 701

    Disciplina della procedura DOCFA per dichiarazioni e variazioni catastali.

    La procedura docfa riguarda singole UIU; l'oggetto dell'accertamento docfa è la specifica unità immobiliare, perciò il giudicato su UIU diversa non può automaticamente estendersi.

  • D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, art. 2, comma 40 (conv. L. 24 novembre 2006, n. 286)

    Nelle unità immobiliari censite nelle categorie catastali E/... ed E/9 non possono essere compresi immobili destinati ad uso commerciale o industriale, qualora presentino autonomia funzionale e reddituale.

    La norma disciplina l'incompatibilità fra categorie E ed usi commerciali/industriali autonomi; la Corte la applica per escludere un'estensione automatica della categoria E a impianti con carattere industriale.

  • D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 154

    Norme in materia ambientale richiamate dall'Agenzia per sostenere la natura di corrispettivo della tariffa.

    La Corte ritiene che l'eventuale qualificazione normativa della tariffa come 'corrispettivo' non determina di per sé la classazione catastale, che dipende da caratteristiche oggettive dell'immobile.

  • L. 5 gennaio 1994, n. 36, art. 9, comma 1

    Norme sul settore idrico richiamate per richiamare principi di gestione (efficienza, economicità).

    La disciplina settoriale e i principi di efficienza/economicità attestano la natura economica del servizio idrico ma non sostituiscono la valutazione oggettiva delle caratteristiche immobiliari ai fini del classamento.

  • D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, art. 113 (richiamato)

    Inquadramento dei servizi pubblici locali e loro rilevanza economica (richiamato nella giurisprudenza).

    Usato in giurisprudenza per confermare che servizi a rilevanza economica sono gestiti secondo logiche imprenditoriali; utile per distinguere tra finalità pubbliche e criteri di classificazione catastale.

  • D.P.R. 9 febbraio 1998, n. 138, art. 8

    Riferimento alle modalità di accertamento della destinazione ordinaria.

    Conferma che la destinazione ordinaria si accerta con riferimento a consuetudini locali e caratteristiche costruttive; rafforza il principio della prevalenza delle caratteristiche oggettive.

Massime di principio

  • Il giudicato esterno ha efficacia vincolante solo se sussiste identità soggettiva e, soprattutto, identità oggettiva dell'oggetto: sentenze riferite a unità immobiliari diverse non impediscono ad altro giudice di riclassare una UIU distinta.
  • Il classamento catastale si basa sulla nozione di unità immobiliare urbana (UIU) e sulle caratteristiche oggettive e sulla destinazione ordinaria dell'immobile, non sul mero uso corrente o sulla titolarità pubblica dell'attività svolta.
  • Le categorie del gruppo E sono elencate in modo casistico; non si può estendere arbitrariamente la categoria E/9 a tutti gli immobili di interesse pubblico: occorre verificare se l'immobile presenti autonomia funzionale e reddituale e caratteristiche tipologico-costruttive proprie delle categorie D (industrial/produzione) o E (particolari non commerciabili).
  • La natura economica del servizio pubblico (es. servizio idrico integrato) e il fatto che la tariffa sia strutturata come corrispettivo non sono, di per sé, sufficienti a determinare il classamento catastale; rilevano le caratteristiche intrinseche dell'opera e la sua destinazione funzionale.
  • In contenziosi catastali derivanti da dichiarazioni DOCFA, l'oggetto dell'accertamento è la specifica UIU: ogni UIU va valutata autonomamente e le soluzioni adottate in casi non sovrapponibili non generano automaticamente effetto preclusivo.
  • In situazioni analoghe conviene: (a) documentare con precisione le caratteristiche costruttive, funzionali e la potenzialità reddituale dell'unità immobiliare; (b) se si invoca giudicato esterno, dimostrare identità di soggetto e di oggetto; (c) non fondare esclusivamente la tesi di classamento sulla natura pubblica del servizio o sulla qualificazione della tariffa come corrispettivo.

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