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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45931/2022 del 05/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla statuizione concernente la revoca della patente di guida, disponendo il rinvio al Tribunale di Monza per nuovo esame su quel punto. Per il resto la decisione di merito è stata confermata implicitamente (la pronuncia rescindente è solo in parte qua)

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la statuizione relativa alla revoca della patente di guida, sostenendo violazione di legge e vizio di motivazione: il giudice ha affermato che la revoca "va in ogni caso" disposta, senza considerare la possibilità di applicare la sospensione prevista dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 88/2019 quando non ricorrono le aggravanti; quindi la sanzione accessoria è stata irrogata senza motivazione adeguata e in contrasto con il nuovo regime giurisprudenziale

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    applicazione della pena su richiesta delle parti

    indica la procedura di patteggiamento con cui era stata concordata la pena; la scelta della sanzione accessoria in sede di applicazione ex art. 444 è comunque soggetta ai limiti costituzionali e di legge richiedenti adeguata motivazione

  • art. 590-bis cod. pen.

    reato per il quale è stata applicata la pena

    indica il reato (lesioni stradali aggravate o simili secondo il contesto); la pronuncia sulla sanzione accessoria è connessa alla condanna o all'applicazione della pena per tale reato

  • art. 222 cod. strada

    parte dichiarata incostituzionale nella sentenza n. 88/2019 nella parte in cui non prevedeva la possibilità di sospensione della patente in alternativa alla revoca

    prima della sentenza costituzionale l'art. 222 era interpretato come imponente la revoca; dopo la declaratoria di incostituzionalità il giudice può scegliere tra revoca e sospensione quando non sussistono le aggravanti che rendono obbligatoria la revoca

  • Corte Costituzionale, sent. n. 88 del 17/04/2019

    dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 222 cod. strada nella parte indicata

    la Corte ha ritenuto che il legislatore non può escludere la possibilità per il giudice di infliggere la sospensione della patente in alternativa alla revoca per i reati di cui agli artt. 589-bis e 590-bis quando non ricorrano le aggravanti; ne deriva l'obbligo per il giudice di motivare la scelta tra le due misure

  • art. 218 cod. strada

    contiene i parametri e criteri che il giudice deve valutare per motivare la scelta tra sospensione e revoca (esigenze di prevenzione, gravità della condotta, pericolosità sociale, ecc.); la Corte ha richiamato l'obbligo di motivazione alla luce di questi parametri

Massime di principio

  • Dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 88/2019, quando non sussistono le aggravanti che rendono obbligatoria la revoca della patente, il giudice deve valutare e motivare la possibilità di irrogare la sospensione in alternativa alla revoca
  • La mera affermazione che la revoca "va in ogni caso" disposta è insufficiente: occorre una motivazione adeguata, fondata sui criteri di cui all'art. 218 del codice della strada
  • La scelta della sanzione accessoria in sede di applicazione della pena su richiesta delle parti (art. 444 c.p.p.) non è esente dall'obbligo di rispettare i principi costituzionali e di motivazione imposti dalla giurisprudenza costituzionale
  • In caso di motivazione carente sul punto, la Corte di Cassazione può annullare la statuizione relativa alla sanzione accessoria e rinviare il giudizio al giudice di merito per un nuovo esame, mantenendo invece in vita le altre parti della sentenza se non viziate
  • Nei procedimenti analoghi, è fondamentale che il giudice espliciti i parametri considerati (gravità, pericolosità, scopo preventivo, circostanze del fatto) quando opta per la revoca piuttosto che per la sospensione

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