Cassazione Penale, Sentenza n. 06752/2026 del 19/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza applicativa ex art. 444 c.p.p. che, in relazione agli artt. 73 e 80 DPR 309/1990 (detenzione a fini di cessione di cocaina con aggravante per ingente quantitativo), disponeva confisca di quanto sequestrato (tra cui la somma di euro 92.610,00). Il ricorrente denunciava vizio di motivazione e specificamente la illegittimità della confisca sia sotto il profilo della qualificazione come "corpo del reato" ai sensi dell'art. 240 c.p., sia, soprattutto, sotto il profilo della sproporzione ai sensi dell'art. 240-bis c.p., sostenendo l'assenza di prova della sproporzione e l'omesso esame delle deduzioni difensive (in particolare la tesi secondo cui la somma costituirebbe un anticipo in contanti del trattamento di fine rapporto dal datore di lavoro Stato Vaticano).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il giudice di merito avesse adeguatamente motivato la confisca richiamando e valorizzando il precedente provvedimento di sequestro preventivo e plurimi elementi di fatto: il contesto del rinvenimento del denaro (con la droga e una macchina conta-soldi), la mancanza di documentazione che dimostrasse la provenienza lecita delle somme, la condizione reddituale del Fabbretti (pensionato con presunta nuova attività senza evidenti guadagni) e la prova che il trattamento di fine rapporto risultava regolato tramite operazione bancaria, rendendo quindi implausibile la versione difensiva. Per tali ragioni la valutazione sulla sproporzione non è censurabile in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Norma sul patteggiamento/applicazione della pena concordata: la sentenza di applicazione della pena deve essere motivata e la sua motivazione è sindacabile nei limiti stabiliti; la Corte ha ritenuto congrua la motivazione del GIP anche in sede di applicazione ex art. 444.
Previsione relativa ai reati in materia di stupefacenti (detenzione a fini di spaccio); costituisce il capo di imputazione contestato.
Aggravante per l'ingente quantitativo di stupefacente, rilevante ai fini della qualificazione del reato e della misura.
Riferito alla confisca del "corpo del reato"; la confisca può riguardare i beni costituenti il reato e il giudice ha ritenuto applicabile tale previsione alla somma sequestrata.
Norma sulla confisca per sproporzione tra patrimonio e redditi leciti; la Corte ha precisato che la valutazione della sproporzione non è censurabile in cassazione se il giudice di merito motiva congruamente con parametri verificabili e affronta le deduzioni difensive.
art. 85-bis DPR 309/1990 (richiamo a art. 240-bis)
Collega la normativa sugli stupefacenti alla disciplina della confisca allargata; la Corte ha richiamato questa connessione normativa nell'analisi sulla confisca per sproporzione.
art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992, n. 306 (conv. L. 7 agosto 1992, n. 356)
Norma richiamata dalla giurisprudenza sulla confisca cd. allargata; la Corte si è riferita a precedenti orientamenti che ne spiegano i limiti di sindacabilità in Cassazione.
Norma sulle spese per l'inammissibilità del ricorso: la Corte ha posto a carico del ricorrente le spese del procedimento.
Disciplina delle impugnazioni di provvedimenti camerali; la richiesta di trattazione orale è stata respinta in quanto trattavasi di impugnazione di provvedimento camerale da trattare ai sensi di questa norma.
Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/6/2000
Richiamata in relazione all'attribuzione, in via equitativa, di una somma alla Cassa delle Ammende: la Corte ha ritenuto non sussistere colpa grave nella determinazione della causa di inammissibilità e ha quantificato equitativamente l'importo.
Massime di principio
- La confisca per sproporzione (art. 240-bis c.p.) è difficilmente annullabile in Cassazione se il giudice di merito fornisce una motivazione congrua basata su parametri verificabili e affronta le deduzioni difensive.
- Quando denaro è rinvenuto contestualmente a stupefacenti e ad oggetti riconducibili al commercio di droga (es. macchina conta-soldi), il giudice può ritenere insufficiente la mera dichiarazione di provenienza lecita se non documentata.
- La difesa che sostiene che somme costituirebbero TFR o simili deve fornire elementi documentali certi (bonifici, atti del datore di lavoro, ricevute) per prevalere sulla presunzione di illiceità derivante dal contesto probatorio.
- Il richiamo esplicito a precedenti provvedimenti (es. decreto di sequestro preventivo) è legittimo e può integrare la motivazione della sentenza di applicazione della pena, purché il giudice ne espliciti la portata e ne abbia fatto il necessario confronto con le deduzioni difensive.
- In impugnazioni di provvedimenti camerali la trattazione orale può essere esclusa; in Cassazione la verifica della congruità della motivazione su questioni di fatto è limitata quando essa sia ancorata a valutazioni razionali del giudice di merito.
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