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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32572/2023 del 26/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del riesame che aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta di euro 19.286,73 e, in caso di incapienza, alla confisca per equivalente. L'imputazione riguardava plurime domande di accesso a misure di sostegno al reddito per aziende agricole (finanziate dalla PAC), con la contestazione di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.), basata sull'omessa rappresentazione della condanna definitiva e della sottoposizione alla misura di prevenzione da parte di Salvatore Maesano. Il ricorso di cassazione articolava due motivi: (1) vizio di diritto e di fatto sulla sussistenza del reato (mancanza di artifici e dolo, dedotta la trasparenza dello stato detentivo e l'intervento del Centro di assistenza agricola e della procura institoria); (2) carenza di motivazione dell'ordinanza in relazione alle esigenze cautelari, in particolare la mancanza di adeguata valutazione del periculum in mora relativo al sequestro delle quote di comproprietà di terreni.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato soltanto con riferimento alla doglianza sulla carenza di motivazione in ordine al periculum in mora relativamente al sequestro delle quote di terreni di proprieta' di Salvatore Maesano (terreni in agro di Roccaforte del Greco). Ha annullato l'ordinanza limitatamente a quelle quote di terreni e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Reggio Calabria, in funzione di Tribunale del riesame, per un nuovo esame della istanza difensiva con valutazione esaustiva del pericolo che giustifichi l'anticipazione dell'effetto ablativo. Per il resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile: il motivo sostanziale sulla carenza di elementi indiziari e di dolo è stato considerato impropriamente diretto a rivalutare la gravità indiziaria (atteso che per il sequestro preventivo è sufficiente il fumus commissi delicti), e la Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito argomentazione indiziaria congrua. Inoltre, la contestazione relativa a somme e carte intestate al figlio Agostino è stata confermata, con osservazione che Salvatore non aveva interesse concreto a impugnare beni non di sua titolarità.

Norme richiamate

  • art. 640-bis cod. pen.

    truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche

    La fattispecie viene usata per inquadrare le domande di contributi comunitari/servizi pubblici; la Corte osserva che per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca è sufficiente la sussistenza del fumus commissi delicti relativo a tale norma

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca richiede una motivazione che, oltre al fumus e al periculum, specifichi il periculum in mora se si procede a sequestro anticipato di beni (in particolare per equivalente)

  • art. 240 cod. pen.

    Riferimento alla finalità del sequestro preventivo (finalizzato alla confisca) e alla necessità di giustificare l'anticipazione dell'effetto ablativo rispetto alla sentenza definitiva

  • art. 322 cod. proc. pen.

    riesame del titolo cautelare

    Stabilisce chi è legittimato a proporre il riesame: il terzo intestatario di beni può impugnare solo se ha un interesse concreto e attuale alla restituzione dell'oggetto sequestrato

  • art. 67, comma 1, lett. g) d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159

    circostanze ostative alla erogazione degli aiuti

    Richiamata come norma che indica una misura di prevenzione ostativa; la mancata indicazione dell'applicazione di tale misura può assumere rilievo indiziario nella qualificazione delle dichiarazioni rese nelle domande di contributo

  • art. 125 cod. proc. pen.

    motivazione dell'ordinanza di applicazione di misure cautelari

    Richiama l'esigenza di motivazione delle decisioni cautelari; usata dalla difesa per censurare la presunta carenza motivazionale dell'ordinanza impugnata

  • art. 591, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    specificità del motivo di ricorso per cassazione

    Richiesta di specificità: la Corte osserva che il ricorrente ha reiterato censure già svolte in sede di merito senza affrontare compiutamente le argomentazioni del giudice di merito, rendendo il motivo non specifico e quindi inammissibile

Massime di principio

  • Per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente è indispensabile una motivazione specifica anche sul periculum in mora: non è ammesso un automatismo basato solo sulla natura obbligatoria della confisca
  • Ai fini del sequestro preventivo non è richiesto un giudizio approfondito sulla gravità indiziaria (analisi comparativa delle prove), ma la sussistenza del fumus commissi delicti attraverso elementi indiziari concreti e persuasivi è sufficiente
  • Un indagato non titolare del bene sequestrato ha legittimazione a impugnare solo se dimostra un interesse concreto e attuale alla restituzione del bene; altrimenti la sua impugnazione può essere dichiarata priva di interesse
  • Le domande di erogazioni pubbliche/UE possono integrare il reato di truffa aggravata se risultano dichiarazioni o omissioni idonee a determinare l'erogazione indebita, purché sussistano indizi che colleghino tali condotte al risultato criminoso
  • In sede di cassazione i motivi di ricorso devono essere specifici e confrontarsi con le argomentazioni del giudice di merito; la mera reiterazione delle censure già svolte in primo grado può condurre all'inammissibilità

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