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Cassazione Penale, Ordinanza n. 08971/2025 del 04/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, condannato all'esito di giudizio abbreviato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Roma che aveva confermato la condanna a due anni di reclusione e 6.000 euro di multa. Con un unico motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla determinazione della pena e all'applicazione della recidiva. La Corte ha rilevato che si trattava di censure di merito non consentite in sede di legittimità, poiché riproponevano doglianze già esaminate e disattese dal giudice di merito senza una specifica critica alle argomentazioni della sentenza impugnata. La decisione di merito aveva infatti motivato la congruità della pena, inferiore alla media edittale, e la sussistenza della recidiva qualificata, ritenuta equivalente alle attenuanti generiche, valorizzando il quantitativo di droga rinvenuto, il tentativo dell'imputato di sottrarsi al controllo e i precedenti penali specifici e per delitti contro il patrimonio e la persona.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le doglianze sulla pena e sulla recidiva fossero mere contestazioni in fatto, non sorrette da specifica critica giuridica e quindi non scrutinabili nel giudizio di legittimità. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle Ammende, ravvisando profili di colpa nella proposizione dell'impugnazione inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 4, d.P.R. n. 309 del 1990

    fattispecie di detenzione illecita di stupefacenti in ipotesi di lieve entità, per la quale l'imputato era stato condannato in abbreviato

  • art. 62-bis c.p.

    richiamato implicitamente nel passaggio sulle attenuanti generiche, valutate equivalenti alla recidiva

  • art. 99 c.p.

    base normativa della recidiva qualificata applicata e ritenuta correttamente motivata dal giudice di merito

  • art. 616 c.p.p.

    norma applicata per la condanna alle spese e alla somma in favore della Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono ammissibili censure che si risolvano in una mera rilettura del fatto o nella riproposizione di doglianze già scrutinare dal giudice di merito, se non accompagnate da una specifica e puntuale critica della motivazione impugnata.
  • La determinazione della pena è censurabile in cassazione solo quando la sentenza di merito sia priva di adeguata motivazione o si discosti dai parametri legali; non è invece sufficiente contestarne in astratto la congruità.
  • L'applicazione della recidiva può essere sorretta dalla valorizzazione di elementi fattuali quali quantità della sostanza, condotta elusiva al controllo e precedenti penali significativi, purché la motivazione dia conto della loro rilevanza nel caso concreto.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile per profili di colpa del ricorrente, segue la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle Ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniPena e commisurazioneRecidiva
RamiStupefacentiProcesso penaleParte generale
SottomaterieLieve entità
IstitutiRecidivaOnere della prova

Testo integrale

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