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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37655/2024 del 14/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma delle condanne per delitti in materia di stupefacenti (importazione/ detenzione di circa 9 kg di cocaina - capo F), cessione non identificata di cocaina - capo V, e acquisto di 50 g di cocaina - capo Z), deducendo plurime censure: incompetenza territoriale del Tribunale di Siena (in favore di Bologna) per il capo F), illegittima separazione di parti del procedimento, vizio di motivazione e insufficienza probatoria (eccessiva affidamento su intercettazioni e dichiaranti, atomizzazione delle prove), violazioni procedurali con riferimento al rito dell'immediato, errata applicazione dell'aggravante per "ingente quantità" ex art. 80 co.2 D.P.R. 309/1990, e irregolarità nella dosimetria della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, ritenendo manifestamente infondate le doglianze prospettate. Ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito (Tribunale e Corte d'appello) in ordine alla prova indiziaria consolidata (intercettazioni, sequestri, dichiarazioni di testi) e alla ricostruzione dei fatti; ha confermato l'esclusione di rilievo degli eventi sopravvenuti invocati per spostare la competenza territoriale e ha ritenuto legittima la separazione di alcuni capi di imputazione operata dalla Corte d'appello. Pertanto è stato mantenuto l'esito processuale di merito: per DANAJ la Corte d'appello aveva rideterminato la pena per il capo F) in anni 6 di reclusione ed €26.000,00 di multa (con stralcio del capo V) e trasmissione al GIP su tale capo); per BRESHANAJ confermata la condanna a 6 anni e 6 mesi e €30.000,00 di multa per i capi F) e Z) (reati unificati per continuazione). Sono state rigettate le censure sui criteri di bilanciamento e sulla qualificazione dell'aggravante; i ricorsi sono stati dunque respinti e i ricorrenti condannati alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Usato per ricondurre la condotta dei singoli nell'ambito di concorso nell'azione altrui: i giudici di merito hanno ritenuto che i ricorrenti avessero concorso nella importazione e detenzione del narcotico, avendo apporto consapevole e funzionale all'associazione criminosa.

  • art. 73 D.P.R. n. 309/1990

    Norma che incrimina le condotte in materia di stupefacenti; la sentenza applica questa disposizione ai capi F), V) e Z).

  • art. 80 co. 2 D.P.R. n. 309/1990

    Aggravante per l'ingente quantità: la Corte ha richiamato il principio che essa richiede prova della consapevolezza dell'imputato circa l'entità della quantità; nel caso è stata ritenuta provata in relazione al capo F) sulla base degli elementi fattuali e indiziari valutati dai giudici di merito.

  • art. 210 cod. proc. pen.

    Sul valore probatorio delle dichiarazioni dei collaboratori/dichiaranti: i giudici di merito hanno valutato tali dichiarazioni insieme ad altri elementi (intercettazioni, sequestri) in modo coerente.

  • art. 178 co.1 lett. c) cod. proc. pen.

    Rinvio alle nullità che colpiscono l'esercizio del diritto di difesa; i giudici hanno ritenuto che le censure procedurali non configurassero nullità di tal genere idonee ad incidere sul giudizio di merito.

  • art. 453 commi 1-bis e 2, artt. 17 e 18 cod. proc. pen.

    Norme richiamate in relazione alla separazione del procedimento e al giudizio immediato: la Corte ha confermato che lo stralcio/ separazione è legittimo quando il giudizio immediato risulti illegittimo per una parte delle imputazioni e non sussistono ragioni inscindibili di connessione.

  • art. 311 cod. proc. pen.

    Riferito ai termini per il ricorso in Cassazione avverso provvedimenti cautelari: la Corte ha chiarito che la richiesta di giudizio immediato può essere proposta anche prima della definitività del provvedimento cautelare, e ciò non rende invalida la procedura.

  • art. 491 co.1 cod. proc. pen.

    Termini per dedurre eccezioni di incompetenza territoriale: la Corte ha richiamato il principio che l'eccezione deve essere proposta tempestivamente, e che il controllo della competenza in Cassazione si riferisce agli elementi cristallizzati entro quel termine.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Contiene le fattispecie di ricorso in Cassazione: la Corte ha applicato i limiti di ammissibilità e di specificità dei motivi (es. lett. c, e) rilevate nelle doglianze).

  • art. 533 co.2 cod. proc. pen.

    Richiamato come parametro del grado di certezza probatoria richiesto: la Corte ha ritenuto che la valutazione indiziaria dei giudici di merito rispettasse i canoni di gravità, precisione e concordanza.

  • art. 21 co.2 cod. proc. pen.

    Indica la decadenza per eccezione di incompetenza territoriale: la sentenza richiama il principio di preclusione delle eccezioni oltre i termini stabiliti.

  • art. 192 co.3 e art. 238-bis cod. proc. pen.

    Norme richiamate in ordine agli effetti delle assoluzioni e alla valutazione delle risultanze processuali; la Corte ha ritenuto irrilevante per il giudizio attuale l'assoluzione di altri imputati, se la prova a carico dei ricorrenti rimane autonoma e congruamente motivata.

  • art. 59 co.2 cod. pen.

    Sul concorso di circostanze aggravanti: la Corte sottolinea che l'aggravante dell'ingente quantità può essere applicata solo se la conoscenza della circostanza è stata dimostrata rispetto al soggetto.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri di comparazione tra le circostanze attenuanti e aggravanti ai fini della determinazione della pena: la Corte ha confermato l'ampio potere valutativo del giudice di merito nella comparazione.

  • art. 81 co.1 e art. 132 cod. pen.

    Riferiti alla quantificazione della pena e agli aumenti per continuazione: la Corte ha ritenuto congrua la motivazione sulla dosimetria e non ha rilevato obbligo di dettaglio oltre quanto esposto dai giudici di merito.

Massime di principio

  • Le questioni di competenza territoriale devono essere eccepite tempestivamente: il controllo di Cassazione si limita agli elementi disponibili entro i termini processuali (art. 491 c.p.p.).
  • La separazione/stralcio di capi di imputazione è legittima quando il giudice ritiene illegittimo il giudizio immediato per alcune imputazioni e non sussistono vincoli inscindibili di connessione; ciò non invalida la valutazione probatoria sugli altri capi.
  • In sede di Cassazione, il sindacato sulla valutazione probatoria è molto limitato: non si può chiedere di rivedere la valutazione di merito se non sussistono vizi di logicità, contraddittorietà o manifesta illogicità nella motivazione.
  • L'interpretazione del linguaggio criptico delle intercettazioni è questione di fatto rimessa al giudice di merito; la Cassazione interviene solo per manifesta irragionevolezza o illogicità.
  • Per riconoscere l'aggravante dell'ingente quantità occorre dimostrare la consapevolezza del singolo imputato circa l'entità della sostanza (art. 80 co.2 D.P.R. 309/1990).
  • Le assoluzioni di terzi non impediscono che, con riferimento a altri imputati, permanga una valutazione autonoma e congrua della prova a loro carico; l'effetto di pronunce diverse va valutato con riferimento alla specificità delle risultanze processuali.
  • Le censure generiche o non specificamente confrontate con le ragioni di merito sono inammissibili: il ricorrente deve motivare concretamente perché la valutazione dei fatti sia viziata.

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