Cassazione Civile, Sentenza n. 8762/2021 del 30/03/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Controversia relativa alla compravendita, tramite leasing, di un autocarro frigo: la ricorrente (venditrice VI.RI.) aveva fornito un veicolo con cassone sostituito da una cella frigo. L'acquirente/utilizzatrice Zago lamentava che il veicolo non aveva la portata promessa (richiesta di almeno 10 quintali, indicazione successiva in carta di circolazione 4,5 quintali, mentre la consulenza tecnica ha evidenziato portata effettiva nulla), rendendolo inidoneo all'uso e chiedeva annullamento o, in subordine, risoluzione del contratto e rimborso delle rate di leasing pagate; la banca locatrice chiedeva il pagamento dei canoni. In primo grado il Tribunale aveva escluso la legittimazione attiva della utilizzatrice e aveva accolto la pretesa della banca; la Corte d'appello aveva invece dichiarato risolto il contratto per la vendita per aliud pro alio e condannato la venditrice alla restituzione delle rate di leasing pagate.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto da VI.RI. s.r.l., confermando la sentenza della Corte d'appello che aveva dichiarato la risoluzione del contratto di vendita per inadempimento del venditore (vendita di aliud pro alio) e la condanna della venditrice alla refusione delle rate di leasing già versate dall'utilizzatrice. La Corte ha ritenuto infondati i motivi di cassazione prospettati (contestazione della qualificazione contrattuale, della colpa del venditore, della legittimazione ad agire dell'utilizzatrice e mancata considerazione del collaudo/matricolazione). Sono state altresì liquidate le spese di giudizio a carico della ricorrente e rilevata la possibile maggiorazione del contributo unificato ai sensi del d.P.R. n.115/2002 art.13.
Norme richiamate
la ricorrente chiedeva che venisse pronunciato ex art. 1427 c.c. l'annullamento del contratto di compravendita
norma richiamata come base dell'azione di annullamento per vizi; nel caso la domanda era prospettata ma la decisione si è invece concentrata sulla risoluzione per inadempimento
norma sulla risoluzione del contratto per inadempimento: la Corte d'appello ha risolto il contratto di vendita ai sensi di questa disposizione per la vendita di "aliud pro alio"
norma che disciplina la garanzia per i vizi della cosa venduta; richiamata nel quadro delle doglianze relative all'idoneità del bene alla destinazione
norma relativa ai rimedi per i vizi della cosa venduta (risoluzione, riduzione del prezzo, risarcimento); la Corte ha applicato principi che giustificano la risoluzione e la refusione delle somme
richiamato nel motivo di cassazione relativo alla pretesa concessione del risarcimento in assenza di colpa del venditore; la Corte ha ritenuto che la diligenza professionale dovuta al venditore sia stata violata e che la CTU abbia provato l'inidoneità
richiamata nella discussione sul possibile contratto d'opera relativo alle modifiche al veicolo; la Corte ha escluso che l'esecuzione delle modifiche integrasse automaticamente un rapporto d'opera autonomo che esentasse la venditrice dalle responsabilità
norma sull'interpretazione dei negozi giuridici; utilizzata per valutare il significato della clausola contrattuale (art. 8) che attribuiva poteri all'utilizzatrice
disposizione che elenca i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha esaminato i quattro motivi nei termini di questa norma e li ha giudicati infondati
norma relativa al contributo unificato: la Corte ha rilevato la sussistenza dei presupposti per un ulteriore versamento da parte della ricorrente
Cass. sez. un., n. 19785/2015
giurisprudenza richiamata per il principio che l'utilizzatore in leasing non può esercitare azioni di risoluzione del contratto di vendita tra fornitore e concedente se non espressamente trasferitogli dal concedente; la valutazione di tale trasferimento è rimessa al giudice di merito e va decisa caso per caso
Cass. 24450/2017
giurisprudenza citata in tema di nullità della notificazione: l'assenza di notifica non determina "inesistenza" dell'atto se la nullità è sanata dalla costituzione della controparte
Massime di principio
- Il compratore/utilizzatore che riceve un bene che si rivela "aliud pro alio" può ottenere la risoluzione del contratto e il rimborso delle somme versate: la valutazione della idoneità della cosa alla destinazione contrattuale è tecnica e si fonda anche su CTU.
- Se le modifiche al bene sono realizzate dal venditore/professionista, questi risponde della diligenza tecnica richiesta: l'aver eseguito le modifiche su richiesta dell'acquirente non esclude la responsabilità del fornitore per l'inesecuzione o per l'inesistenza delle qualità promesse.
- L'omologazione o il superamento del collaudo amministrativo non esclude automaticamente l'insussistenza della qualità essenziali contrattuali (es. portata utile): la circolabilità non equivale alla idoneità all'uso specificamente pattuito.
- L'utilizzatore in leasing può esercitare azioni a difesa solo se il contratto di leasing trasferisce espressamente (o in modo chiaro) i poteri del concedente: la clausola contrattuale va interpretata caso per caso, e formulazioni ampie (es. "ogni potere e facoltà di proporre reclami e azioni giudiziarie a proprio nome") possono essere ritenute sufficienti dal giudice di merito.
- I vizi di forma della notificazione o della comunicazione processuale possono essere sanati dalla costituzione della parte destinataria; contestazioni sulla notifica non sempre travolgono l'intero procedimento se la controparte si è comunque costituita.
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