Cassazione Civile, Sentenza n. 27369/2024 del 22/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente chiedeva il pagamento degli aumenti retributivi previsti dall'ACN (art. 10, comma 2, tabella B) pari a €1,54 per assistito e gli arretrati relativi, sostenendo che l'ASP, dopo averli calcolati e impegnati, li aveva poi revocati richiamando una nota regionale che destinava le risorse all'Accordo Integrativo Regionale (AIR). Il Tribunale aveva accolto il medico; la Corte d'appello aveva riformato ritenendo che la quota fosse risorsa per la contrattazione decentrata e non diritto diretto del singolo medico; il ricorrente ha quindi impugnato per cassazione, deducendo tra l'altro la violazione dell'art. 10 ACN nella parte in cui la Corte d'appello avrebbe ammesso la modificabilità unilaterale dell'entità prevista dall'ACN con atti regionali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il quarto motivo di ricorso (violazione di norme e falsa applicazione degli accordi collettivi) ritenendo che l'ACN (art. 10 e art. 6) attribuisca un incremento economico che, nei termini previsti, costituisce diritto del medico e non può essere validamente eliminato o sottratto da atti unilaterali/regionali contrari. Ha cassato la sentenza della Corte d'appello in relazione a questo motivo e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello di Messina in diversa composizione per il prosieguo e per le spese di legittimità. Gli altri motivi sono stati dichiarati inammissibili o infondati secondo le specifiche considerazioni processuali svolte nella sentenza.
Norme richiamate
Accordo Collettivo Nazionale (ACN) 9.3.2010, art. 10
"Le Regioni e le Organizzazioni sindacali, preso atto delle disposizioni finanziarie assunte dal Governo in materia, fissano un aumento, per medici pediatri di libera scelta, da erogarsi secondo la seguente tabella e da considerarsi al netto degli oneri previdenziali e fiscali a carico dell'azienda"; alla tabella B con decorrenza 1.1.2010 l'incremento della "quota capitaria" di € 1,54; comma 2: "Le Regioni, per i relativi accordi decentrati potranno contare su una quota per assistito... pari ad euro 1,54"; comma 9: "Gli arretrati derivanti dagli adeguamenti contrattuali... sono corrisposti entro tre mesi dalla stipula dell'Accordo Regionale o entro tre mesi dalla scadenza dei termini dell'art. 6 del presente ACN"
L'ACN riconosce puntualmente un incremento capitario e disciplina le condizioni di erogazione: il testo letterale attribuisce un diritto economico che, in assenza di configurazione diversa prevista dall'ACN stesso (es. decorrenze o riduzioni previste dall'art. 6), non può essere validamente disapplicato dalla contrattazione integrativa regionale o da atti unilaterali.
Accordo Collettivo Nazionale (ACN), art. 6 "Tempistica degli Accordi integrativi regionali"
"1. Gli Accordi Integrativi Regionali (AIR) sono siglati e resi operativi... entro 9 mesi... 2. Qualora in una Regione tale termine non venga rispettato, le risorse... vengono attribuite come segue: - secondo le stesse modalità... - tali incrementi contrattuali sono riconosciuti ai medici convenzionati previa riduzione del 10% - la Regione interessata adotta i provvedimenti conseguenti entro 30 giorni"
L'art. 6 disciplina l'effetto del mancato accordo regionale entro i termini: prevede un meccanismo automatico di attribuzione con una riduzione del 10%, ma non legittima che con atti regionali o note si sottraggano in via definitiva ai medici le somme riconosciute dall'ACN.
Legge 23 dicembre 1978, n. 833, art. 48
Richiamata per il principio che i contratti individuali devono conformarsi agli accordi collettivi e che l'assetto normativo nazionale vincola la contrattazione decentrata in materia di rapporti convenzionali con il SSN.
Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, art. 8
Richiamato quale norma che inquadra i rapporti convenzionali ed il ruolo dell'ACN nei rapporti tra medici convenzionati e Aziende sanitarie.
Nota prot. n. 24803 del 20.3.2014 (Assessorato regionale alla Salute Sicilia)
Documento regionale acquisito d'ufficio dal giudice d'appello che impegnava l'utilizzo delle risorse per specifiche iniziative AIR; la Corte di cassazione ha ritenuto che tale nota non possa valere a modificare la disciplina primaria dell'ACN né ad escludere il diritto individuale del medico riconosciuto dall'ACN.
Note SISAC (es. n. 1745/2012 e n. 762/2012)
Le indicazioni SISAC sono chiarimenti interpretativi della parte pubblica nella contrattazione e non hanno efficacia vincolante tale da prevalere sul testo normativo dell'ACN; pertanto non possono derogare alla disciplina nazionale che riconosce diritti economici ai medici.
Cassazione, Sez. Lav., n. 11566/2021 (giurisprudenza consolidata richiamata)
Principio secondo cui gli aspetti economici del rapporto convenzionale sono regolati dagli accordi collettivi nazionali e integrativi e che la contrattazione decentrata non può validamente disporre in senso contrario a quanto stabilito in ambito nazionale.
Cassazione, Sez. Lav., n. 29137/2022 e Cass. n. 21499/2022 (precedenti richiamati)
Confermano che la contrattazione integrativa regionale non può introdurre norme in contrasto con l'ACN e che atti dell'ente che tendono a rideterminare in pejus compensi previsti dal contratto nazionale non sono espressione di potestà pubblica e sono equiparabili al rifiuto di adempiere del debitore privato.
Richiamati per valutare ammissibilità dei motivi di cassazione, potere del giudice d'appello di acquisire documenti d'ufficio (art. 437), e per il sindacato di legittimità sulla motivazione e sugli errori processuali: la Corte ha dichiarato inammissibili alcuni motivi per carenza di specificità e ha ritenuto legittima l'acquisizione d'ufficio della documentazione in sede d'appello.
Massime di principio
- Le disposizioni economiche dell'ACN costituiscono fonte primaria per il rapporto convenzionale: quando l'ACN riconosce un incremento puntuale (es. quota capitaria), tale incremento configura, salvo diversa e chiara previsione dell'ACN, un diritto del singolo medico e non può essere eliminato da atti regionali o aziendali che lo contrastino.
- L'Accordo Integrativo Regionale (AIR) può disciplinare l'utilizzo delle risorse, ma non può validamente derogare alle previsioni economiche dell'ACN contrarie al testo nazionale; l'eventuale omessa conclusione dell'AIR è regolata dall'art. 6 ACN che prevede effetti predeterminati (es. riduzione del 10%).
- Note interpretative o documenti interni (es. SISAC, note regionali) hanno valore solo interpretativo e non vincolano in senso normativo se contrastano con il testo dell'ACN.
- Un atto amministrativo che rifiuta o revoca l'erogazione di somme dovute in base a norma contrattuale nazionale può essere considerato inidoneo a modificare i diritti dei convenzionati e, se in contrasto, va disapplicato.
- In giudizio di lavoro il giudice d'appello ha il potere/dovere di acquisire documenti d'ufficio per dirimere dubbi istruttori (art. 437 c.p.c.), ma la parte che impugna in cassazione deve comunque rispettare gli oneri di specificità e trascrizione degli atti processuali per contestare la validità dell'appello o vizi processuali.
- Per impugnare decisioni di merito in Cassazione è necessario motivare con precisione i fatti processuali e le doglianze: rimedi generici o confronti probatori che richiedono valutazione di merito risultano inammissibili.
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