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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32062/2024 del 06/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza di rinvio che confermava la condanna in primo grado a carico di Carmine Spada per duplice omicidio aggravato (capi B e C), concorso in detenzione illecita di armi e per il capo H (cessione/acquisto di hashish aggravato da finalita' mafiose). Le censure principali: 1) nullita' o insufficienza motivazionale delle ordinanze che hanno rigettato le richieste di rinnovazione istruttoria (art. 603 c.p.p.), con particolare riguardo all'esame di testi indicati dalla difesa; 2) vizio di motivazione e travisamento delle prove relative ai reati di duplice omicidio e porto/detenzione armi (presunta qualita' di mandante attraverso le dichiarazioni del collaboratore Paul Dociu e altri riscontri), nonche' mancata considerazione di piste investigative alternative; 3) mancanza di riscontri individualizzanti alle dichiarazioni di Dociu in relazione al capo H (illecita cessione di stupefacente). La difesa prospettava altresi' errata utilizzazione del giudicato progressivo e la necessita' di rinnovare la prova dichiarativa nel giudizio di rinvio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato solo sul terzo motivo (capo H): ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al capo H e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'Assise d'Appello di Roma per nuovo esame su quel capo. Il ricorso e' stato invece rigettato per il resto: sono state confermate le statuizioni relative ai capi B e C (duplice omicidio aggravato) e alle altre contestazioni rimanenti, nonche' la condanna in primo grado diventata definitiva per il reato di associazione mafiosa ex art. 416-bis. Nella sostanza la pronuncia ha ritenuto legittima la scelta del giudice del rinvio di non rinnovare tutte le prove dichiarative, ha ritenuto non fondate le contestazioni di travisamento e carenze motivazionali sulla gran parte delle questioni, ma ha rilevato la carenza di riscontri individualizzanti rispetto alle dichiarazioni del collaboratore Dociu in relazione al capo H, rendendo necessario un nuovo esame su quel punto. La sentenza di merito confermata comporta la condanna di Spada all'ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi per i reati confermati.

Norme richiamate

  • art. 416-bis c.p.

    Riconosciuta l'esistenza e il ruolo apicale di Spada nel sodalizio mafioso; tale posizione e' stata considerata elemento indiziario rilevante ma non di per se' sufficiente a provare i delitti-fine senza altri riscontri.

  • art. 210 c.p.p.

    Regola l'utilizzabilita' delle dichiarazioni dei coimputati; la Corte ha ribadito la necessita' di riscontri estrinseci individualizzanti quando le dichiarazioni servono a gravare la posizione del chiamato in correita'.

  • art. 192, comma 3 c.p.p.

    Richiesta dalla difesa come parametro per i riscontri; la Corte ha valutato l'assenza di adeguati riscontri individualizzanti rispetto alle dichiarazioni del collaboratore per il capo H.

  • art. 603, comma 3 e 3-bis c.p.p.

    Disciplina la rinnovazione dell'istruttoria in appello; la Corte ha confermato l'orientamento secondo cui non sempre sussiste l'obbligo di rinnovare la prova dichiarativa nel giudizio di rinvio, specie in presenza di una 'doppia pronuncia conforme' tra primo grado e giudizio di rinvio.

  • art. 627, comma 2 c.p.p.

    Richiama i limiti della sindacabilita' da parte della Cassazione sulle motivazioni del rigetto della rinnovazione: il giudice del rinvio deve motivare ma il rigetto puo' essere anche implicito se dal complesso probatorio risulta un quadro consolidato.

  • art. 624 c.p.p.

    Principi sul giudicato e sugli effetti dell'annullamento parziale; la Corte ha richiamato la nozione di giudicato progressivo e i limiti del giudizio di rinvio.

  • art. 195, comma 4 c.p.p.

    Richiamata dalla difesa con riferimento all'utilizzabilita' di atti e dichiarazioni; la Corte ha ritenuto le eccezioni generiche e non decisive ove non dimostrata l'incidenza sul compendio probatorio.

  • D.P.R. n. 309/1990, art. 74

    Citato rispetto alla contestazione di reati connessi al traffico di stupefacenti; la Corte ha osservato che non risultava una azione penale generalizzata su tale articolo per alcuni soggetti, ma ha valutato la sussistenza di riscontri per la matrice di traffico collegata al movente degli omicidi.

  • Principi costituzionali e Convenzione EDU (artt. 2,3,27,111,117 Cost. e art.6 CEDU)

    Richiamati dalla Corte per escludere contrasti con il principio di ragionevolezza e garanzie processuali nell'interpretazione della disciplina sulla rinnovazione probatoria nel giudizio di rinvio.

Massime di principio

  • Nel giudizio di rinvio dopo annullamento parziale, il giudice non e' automaticamente obbligato a rinnovare tutta la prova dichiarativa: la rinnovazione e' richiesta solo se le prove indicate sono indispensabili e rilevanti per la decisione.
  • Le dichiarazioni di un coimputato o collaboratore richiedono riscontri estrinseci "individualizzanti" per gravare la posizione del chiamato in correita'; la mera conferma oggettiva del fatto non e' sufficiente se non collegata personalmente all'imputato.
  • La posizione apicale in un'associazione mafiosa costituisce un indizio importante e puo' rafforzare la lettura delle dichiarazioni dei collaboratori, ma non determina automaticamente responsabilita' per i reati-fine senza elementi di collegamento specifici.
  • La Corte di Cassazione, nel sindacare motivazioni, non puo' riscrivere i fatti o rivalutare in modo esteso il compendio probatorio: il controllo e' limitato a vizi di legge, manifesta illogicita' o carenze motivazionali macroscopiche.
  • Se le eccezioni di inutilizzabilita' o di carenza probatoria sono sollevate, la parte che le deduce deve indicare chiaramente l'impatto sul complesso indiziario per poter ottenere l'annullamento o la rinnovazione dell'istruttoria.

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