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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31950/2024 del 06/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per il reato di cui all'art. 256, comma 1, lett. b), d.lgs. n. 152/2006 (raccolta e smaltimento di rifiuti senza autorizzazione). Quattro censure principali: 1) nullità per mancata notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza d'appello al difensore di fiducia (violazione artt. 178, 179, 601 c.p.p. e diritto di difesa); 2) intervenuta prescrizione del reato in ragione delle successive modifiche normative sulle sospensioni del termine prescrizionale (legge Orlando 2017, legge Bonafede 2019, riforma Cartabia 2021); 3) errata valutazione delle prove e mancanza di prova del contributo causale dell'imputato nella creazione della discarica, nonché contestazione della qualificazione come rifiuti pericolosi; 4) mancato riconoscimento della non punibilità ai sensi dell'art. 131-bis c.p. per condotta riparatoria e esiguità del danno ambientale.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata per la nullità insanabile derivante dalla mancata notifica, al difensore di fiducia, dell'avviso di fissazione dell'udienza di appello (violazione del diritto alla difesa). Sulla questione della prescrizione la Corte ha invece rigettato la censura, aderendo all'orientamento che applica, ai fatti commessi il 22/05/2018, la disciplina introdotta dalla legge n. 103/2017 (c.d. Orlando) con la sospensione di 1 anno e 6 mesi, per cui il termine prescrizionale scade il 22/11/2024; sono quindi stati respinti i rilievi sulla estinzione per prescrizione. Le altre censure (valutazione delle prove e art. 131-bis) non hanno determinato l'annullamento autonomo della sentenza. La sentenza è stata annullata e gli atti sono stati rimessi alla Corte d'appello di Catanzaro per nuovo giudizio conformemente alla declaratoria di nullità.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 152 del 2006

    art. 256, comma 1, lettera b)

    Norma sostanziale contestata: condanna per attività di raccolta e smaltimento di rifiuti senza autorizzazione; Cassazione conferma che il reato è quello contestato, ma il processo è viziato proceduralmente.

  • codice di procedura penale

    art. 178, comma 1, lettera c), art. 179, art. 601

    Violazione procedurale: l'omessa notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza al difensore di fiducia integra nullità assoluta insanabile e lede il diritto di difesa, comportando l'annullamento della sentenza impugnata.

  • codice penale

    Istituto della non punibilità per particolare tenuità/riparazione: invocato dalla difesa ma la sua applicazione è valutata caso per caso; nel presente giudizio non ha prodotto l'annullamento autonomo della sentenza.

  • codice penale

    Riferimenti al calcolo del termine prescrizionale base e delle modalità di sospensione/cessazione applicabili nel tempo.

  • codice di procedura penale

    art. 159, comma 2; art. 161-bis; art. 344-bis; art. 544

    Art. 159 comma 2 (nella versione introdotta dalla legge n. 103/2017) prevede la sospensione del corso della prescrizione durante l'appello e la Cassazione per determinati periodi; art. 161-bis (introdotto dalla riforma Cartabia) disciplina la cessazione definitiva del corso della prescrizione dopo la sentenza di primo grado; art. 344-bis disciplina l'improcedibilità per superamento dei termini processuali per reati commessi dal 10/01/2020; art. 544 è il termine per il deposito della sentenza e rileva nel computo prescrizionale.

  • legge n. 103 del 23/06/2017 ("Orlando")

    Ha introdotto la sospensione del corso della prescrizione collegata ai gradi di giudizio (appello e Cassazione) per i reati commessi dal 3/8/2017: per i fatti del 22/05/2018 è stata ritenuta applicabile dalla Corte.

  • legge n. 3 del 10/01/2019 ("Bonafede")

    Ha modificato ulteriormente la disciplina della sospensione della prescrizione estendendo la causa di sospensione fino all'irrevocabilità della sentenza di primo grado per i fatti a decorrere dal 10/01/2020; rilevata nel quadro interpretativo delle successive riforme.

  • legge n. 134 del 27/09/2021 ("Cartabia")

    Ha abrogato l'art. 159, comma 2 (sospensione) e introdotto l'art. 161-bis (cessazione del corso della prescrizione). La Corte ha valutato la continuità sostanziale tra le riforme e, per i reati commessi nel 2018, ha applicato la disciplina favorevole ricavata dalla combinazione normativa considerata dalla giurisprudenza maggioritaria.

Massime di principio

  • L'omessa notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza al difensore di fiducia costituisce nullità assoluta e insanabile che può comportare l'annullamento della sentenza in ogni stato e grado per violazione del diritto di difesa.
  • Il calcolo della prescrizione richiede attenzione alla data del fatto e alle successive riforme: per reati commessi tra il 3/8/2017 e il 31/12/2019 la giurisprudenza maggioritaria applica la disciplina della legge n. 103/2017 (Orlando) con la sospensione di 1 anno e 6 mesi; la riforma Cartabia va considerata nel suo complesso insieme alle modifiche intervenute e non può essere interpretata isolatamente per creare una disciplina ibrida.
  • L'istituto dell'improcedibilità introdotto dalla legge n. 134/2021 (art. 344-bis) è di natura processuale e si applica, per espressa previsione normativa, solo ai reati commessi dal 10/01/2020; non opera retroattivamente per fatti anteriori.
  • La mera presenza di rifiuti su un terreno di proprietà dell'imputato non è di per sé prova certa del contributo causale dell'imputato all'abbandono: è necessaria prova del fatto e del rapporto causale; l'attività di bonifica e la collaborazione possono incidere sul trattamento penale ma non garantiscono automaticamente la non punibilità.
  • In situazioni analoghe è cruciale verificare sia i profili procedurali (corrette notifiche, rispetto dei termini, diritto di difesa) sia quelli sostanziali (qualificazione dei rifiuti, prova del controllo o gestione illecita, eventuale riparazione) perché un vizio procedurale grave può determinare l'annullamento indipendentemente dalla valutazione del merito.

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