Cassazione Penale, Sentenza n. 31955/2024 del 06/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Istanza di restituzione in termini ex art. 175 c.p.p. avverso la sentenza della Corte di appello di Caltanissetta del 16/9/2019 che aveva dichiarato Biancoviso colpevole dei reati contestati. Il ricorrente lamentava la mancata notifica al difensore del decreto di citazione per il giudizio d'appello perché la notifica sarebbe stata effettuata a un altro avvocato omonimo, circostanza che di fatto gli aveva impedito di conoscere dell'esistenza della sentenza e di partecipare al processo; ha aggiunto che la situazione di caso fortuito o forza maggiore sarebbe cessata solo con la notifica, in data 8/9/2023, di un provvedimento di scioglimento cumulo adottato dalla Procura generale locale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha applicato il principio secondo cui la mancata citazione per il giudizio d'appello che di fatto impedisca la partecipazione integra caso fortuito o forza maggiore ai sensi dell'art. 175 c.p.p., e ha disposto la rimessione in termini. In concreto la Corte ha restituito l'istante nel termine per impugnare la sentenza della Corte di appello del 16/9/2019. Non è stata invece decisa la riforma o l'annullamento della condanna sostanziale, che resta materia per l'eventuale impugnazione che il difensore dovrà proporre ora nei termini ripristinati.
Norme richiamate
Consente la restituzione in termini quando la mancata impugnazione sia derivata da caso fortuito o forza maggiore; applicata per giustificare la mancata partecipazione al giudizio d'appello a causa di notifica errata a un omonimo e per ripristinare il termine per proporre impugnazione.
Norma sostanziale richiamata quale titolo di reato contestato (rapina) nella sentenza di appello; nella decisione di Cassazione è riportata come oggetto della condanna emessa dalla Corte d'appello, senza valutazione di merito da parte della Suprema Corte in questa decisione.
Circostanze aggravanti contestate insieme al reato di rapina; la Corte d'appello le aveva ritenute nella motivazione e la Cassazione riporta tali contestazioni contestualmente alla decisione sulla restituzione in termini.
Giurisprudenza citata (Sez. 5, Ordinanza n. 29884 del 15/09/2020 Rv. 279738 - 01)
Principio di diritto secondo cui la mancata citazione dell'imputato e del difensore, quando abbia effettivamente impedito la partecipazione al processo, integra caso fortuito o forza maggiore e giustifica la restituzione in termini ex art. 175 c.p.p.
Massime di principio
- La mancata notifica della citazione per il giudizio d'appello al difensore (o all'imputato) che di fatto impedisca la partecipazione costituisce, se provata, un caso fortuito o forza maggiore idoneo a ottenere la restituzione in termini ai sensi dell'art. 175 c.p.p.
- La restituzione in termini riapre esclusivamente il termine per impugnare la sentenza; non comporta di per sé l'annullamento della decisione di merito, che dovrà essere impugnata e valutata nel merito nelle sedi successive.
- Il ricorrente deve dimostrare il nesso causale tra l'errore della notifica (es. consegna a un omonimo) e l'impossibilità di conoscere e partecipare al processo; l'accertamento fattuale è determinante per ottenere la rimessione in termini.
- La cessazione della situazione impeditiva (data in cui viene meno il caso fortuito/forza maggiore) è rilevante ai fini del calcolo dei termini e va documentata: la rimessione consente di ripristinare il termine a decorrere dalla cessazione dell'impedimento.
- La giurisprudenza di legittimità sostiene costantemente la tutela dell'effettiva partecipazione dell'imputato e del suo difensore al processo; anomalie nella notifica possono dunque giustificare la riapertura dei termini processuali.
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