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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47124/2023 del 23/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione con quattro motivi: 1) nullità della sentenza di appello per presunta illegittima notifica del decreto di citazione all'avvocato ex art. 161, comma 4 c.p.p., senza aver prima effettuato le ricerche ex art. 159 c.p.p. e senza decreto di irreperibilità; 2) carenza e contraddittorietà della motivazione di merito rispetto al compendio probatorio, in particolare sull'attribuibilità al ricorrente del giubbotto e dell'armadio nei quali è stato rinvenuto l'hashish; 3) insufficiente giustificazione del trattamento sanzionatorio (quantificazione della pena e mancata considerazione delle attenuanti generiche); 4) vizio nella negazione della non punibilità ex art. 131-bis cod. pen. per la presunta occasionalità e lievità della condotta.

La decisione

La Corte di cassazione accoglie in parte il ricorso: rigetta il primo motivo (ritiene lecita la notifica al difensore ex art. 161, comma 4 c.p.p. alla luce delle ricerche e delle risultanze che attestavano l'impossibilità di notificare nel domicilio eletto) ma accoglie il secondo motivo per carenza motivazionale. Per tali ragioni annulla la sentenza impugnata con rinvio al giudice di merito affinchè colmi le omissioni motivazionali, in particolare sulla riferibilità al ricorrente del giubbotto/armadio contenenti l'hashish; essendo incidente sulla tenuta del giudizio di responsabilità, la decisione assorbe gli altri motivi, che non vengono esaminati nel merito.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 73 comma 5

    art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990

    norma incriminatrice applicata: detenzione illecita di sostanze stupefacenti (hashish e marijuana) contestata all'imputato

  • codice di procedura penale, art. 161 comma 4

    art. 161, comma 4, cod. proc. pen.

    consente la notifica presso il difensore quando la notifica al domicilio dichiarato o eletto risulti impossibile o inidonea; realizza una presunzione di conoscenza e non richiede, se la impossibilità è certa, un previo decreto di irreperibilità

  • codice di procedura penale, art. 159

    art. 159, cod. proc. pen.

    disciplina le ricerche e il decreto di irreperibilità da emettere quando non sia possibile notificare; tuttavia la Corte ha ritenuto che non sempre sia necessaria la reiterazione formale delle ricerche se la impossibilità di notificare al domicilio emerge chiaramente

  • codice di procedura penale, art. 157

    art. 157, cod. proc. pen.

    regime generale delle notificazioni al domicilio diverso rispetto a quello disciplinato dall'art. 161; serve per distinguere le procedure e i presupposti

  • codice penale, art. 131-bis

    causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la sua applicazione richiede una specifica e motivata valutazione della lievità, delle modalità e dell'occasionalità della condotta

  • Giurisprudenza Sez. U. n. 58120 del 22/06/2017 (Tuppi)

    Sez. U. n. 58120 del 22/06/2017 (Tuppi)

    principio secondo cui la temporanea assenza o la non agevole individuazione del domicilio legittimano la notifica al difensore ex art. 161, comma 4, senza obbligo di ulteriore indagine per accertare l'irreperibilità

  • Giurisprudenza Sez. U. n. 28451 del 28/04/2011 (Pedicone)

    Sez. U. n. 28451 del 28/04/2011 (Pedicone)

    conferma i criteri di bilanciamento tra diritto di difesa e esigenze di speditezza del processo in tema di notificazioni al difensore

  • Giurisprudenza Sez. 4 n. 3930 del 12/01/2021 (Lo Presti)

    Sez. 4 n. 3930 del 12/01/2021 (Lo Presti)

    ribadisce che l'esito negativo di una notifica al domicilio rende valide successive notifiche al difensore senza preventiva reiterazione del tentativo al domicilio

Massime di principio

  • La notifica al difensore ex art. 161, comma 4 c.p.p. è valida quando risulti, anche da relazioni di notifica, la impossibilità o inidoneità della notifica nel domicilio eletto; non è sempre necessario un formale decreto di irreperibilità ove la situazione di impossibilità emerga chiaramente
  • La condanna per detenzione di stupefacenti deve poggiare su una catena logico-probatoria completa: il giudice di merito deve motivare con precisione la riferibilità degli oggetti (giubbotto, armadio, comodino) all'imputato; omissioni su punti-chiave possono determinare l'annullamento e il rinvio
  • Se la motivazione di merito è generica, contraddittoria o omette di affrontare argomentazioni difensive direttamente pertinenti, la Cassazione annulla e rinvia per essere colmata la lacuna, con possibile ricalcolo della posizione sostanziale e sanzionatoria
  • La valutazione delle attenuanti generiche e della riduzione per il rito abbreviato deve essere esplicitata: la sentenza deve indicare come e perché sono state applicate o negate determinate attenuanti
  • L'eventuale applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) richiede un'istruttoria e motivazione specifica in ordine alla lievità, occasionalità e contenuto concreto della condotta; una mera affermazione non è sufficiente
  • In situazioni analoghe, la difesa dovrebbe sollevare con precisione le censure probatorie (es. mancanza di prova di collegamento materiali/oggetti-imputato, assenza di conferme di laboratorio) chiedendo al giudice di motivare esplicitamente i passaggi logici decisivi

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