Cassazione Penale, Sentenza n. 47015/2023 del 23/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugna la sentenza di condanna per plurime violazioni dell'art. 73 d.P.R. n. 309/1990 (cessione di cocaina e coltivazione domestica di marijuana). Ha proposto tre motivi: 1) nullità della sentenza per aver fatto riferimento all'ordinanza di convalida dell'arresto per colmare presunte deficienze probatorie; 2) mancato riconoscimento del beneficio previsto dal quinto comma dell'art. 73 d.P.R. n. 309/1990 (valutazione della lieve entità); 3) errato diniego delle circostanze attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ne ha disposto la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende. La Corte ha ritenuto le doglianze manifestamente infondate e ha confermato le valutazioni di merito: i fatti (osservazione dello scambio, rinvenimento di involucri di cocaina vicino allo zerbino, pianta di marijuana sul terrazzino con quantità utilizzabile per nove dosi, dichiarazione dell'acquirente che indicava la ricorrente come responsabile, presenza di impianto di videosorveglianza) giustificano la sentenza di condanna; il richiamo all'ordinanza di custodia cautelare è irrilevante se non per escludere la responsabilità della figlia disabile; il diniego del beneficio del quinto comma è confermato per la diversità delle sostanze e soprattutto per la professionalità/organizzazione dell'attività di spaccio; il diniego delle generiche è giustificato dalla non collaborazione dell'imputata, dai precedenti specifici e dalla gravità del fatto. La decisione richiama la giurisprudenza delle Sezioni Unite (Murolo) sul criterio di valutazione della lieve entità e la giurisprudenza di legittimità sul trattamento delle deduzioni probatorie e delle circostanze generiche. La sentenza è del 12 aprile (data decisione in Cassazione).
Norme richiamate
art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990
Il quinto comma (regime della lieve entità) richiede una valutazione complessiva degli elementi della fattispecie concreta; nel caso la Corte ha escluso l'attenuante per la diversità delle sostanze e, soprattutto, per la professionalità/organizzazione dell'attività di spaccio
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che consente di condannare la parte che propone ricorso infondato al pagamento delle spese e a sanzioni, qui utilizzata per imporre alla ricorrente l'onere delle spese e il versamento alla Cassa delle Ammende
Sentenza Sezioni Unite Murolo
sent. n. 51063 del 27/09/2018, Rv. 274076-01
Principio secondo cui l'accertamento della lieve entità richiede valutazione globale degli elementi della fattispecie e degli indici sintomatici; la Corte ha applicato questo principio per negare il beneficio alla ricorrente in presenza di elementi organizzativi
Corte costituzionale
sent. n. 186 del 13/06/2000
Richiamata in relazione ai criteri di applicazione delle sanzioni pecuniarie e alla valutazione se il ricorso è stato proposto con colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte di Cassazione ha ritenuto non sussistere la colpa ma ha comunque disposto il versamento equitativo alla Cassa delle Ammende
Giurisprudenza di legittimità sulla valorizzazione delle deduzioni
Sez. 3, n. 2233 del 17/06/2021 (Bianchi), dep. 2022, Rv. 282693-01
Principio per cui non è necessario che il giudice menzioni tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli, ma sia sufficiente il riferimento a quelli ritenuti decisivi; la Corte territoriale ha indicato gli elementi ritenuti decisivi (non collaborazione, precedenti, gravità)
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non sindaca le valutazioni di merito fondate su un esame critico e motivato delle prove: se la motivazione della Corte territoriale è congrua, il ricorso per cassazione volto a riesaminare i fatti sarà inammissibile.
- Il richiamo ad atti cautelari (es. ordinanza di convalida dell'arresto) non può supplire a carenze probatorie; tali atti possono avere rilievo limitato e non diventare la fonte principale di prova della responsabilità.
- Il riconoscimento del beneficio per la 'lieve entità' ai sensi del quinto comma dell'art. 73 DPR 309/1990 richiede una valutazione complessiva: la diversità delle sostanze non esclude automaticamente la lieve entità, ma l'organizzazione, la professionalità e altri indici sintomatici (quantità, modalità di spaccio, impianti di videosorveglianza, dichiarazioni degli acquirenti) possono escluderla.
- Il diniego delle circostanze attenuanti generiche può essere fondato su elementi come la non collaborazione dell'imputato, precedenti specifici e la gravità del fatto; il giudice non è obbligato a elencare tutti gli elementi favorevoli purché motivi la decisione con riferimento agli elementi ritenuti decisivi.
- Chi propone ricorso manifestamente infondato in Cassazione può essere condannato a pagare le spese e sanzioni (art. 616 c.p.p.); le Corti possono disporre anche un versamento alla Cassa delle Ammende determinato equitativamente.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 23 nov 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 47019/2023 del 23/11/2023
- Sentenza penale · 23 nov 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 47021/2023 del 23/11/2023
- Sentenza penale · 23 nov 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 47022/2023 del 23/11/2023
- Sentenza penale · 23 nov 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 47023/2023 del 23/11/2023
- Sentenza penale · 23 nov 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 47025/2023 del 23/11/2023
- Sentenza penale · 23 nov 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 47032/2023 del 23/11/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →